Quando Fred entra in Sala Grande, nota Ron, gli occhi di Hermione si perdono nella ciotola davanti, sforzandosi di rimanere calma. Ginny cerca di parlarle, ma lei non alza gli occhi, fa finta di essere inesistente, anche quando oramai il gemello li ha superati. E gli viene in mente che non è la prima volta che abbassa lo sguardo, quando lo incrociano per i corridoi.

La vigilia di Natale era passata tranquillamente: Sirius e George erano stati ben avvisati di evitare un qualunque tipo di altro scherzo, o Molly si sarebbe presa cura di loro. Così la mattinata, tutti si erano svegliati in pace, preparando la casa, impacchettando gli ultimi regali rimasti dimenticati in fondo alle valigie.

George Weasley non lo sa, nemmeno lo sospetta che, quando suo fratello sparisce per quei dieci minuti al giorno, lo fa solo per accertarsi che sta respirando davvero. George Weasley non lo sa, nemmeno lo sospetta. Non lo vorrebbe sapere, considerato che lui quei dieci minuti al giorno li passa a torturarsi le mani: perché mentre Fred non stava respirando, era George che piangeva sul suo corpo quasi morto. Quei dieci minuti al giorno sono come averlo perso davvero. Fred lo sa che si tortura le mani, perché quando torna sono tutte arrossate e gliele medica, di tanto in tanto, per convincerlo che non se ne va, che è vivo.

Ron guarda con furia omicida George da qualche ora, dopo essersi svegliato abbracciato ad un ragno delle dimensioni di una civetta. Lo guarda e pensa ad una inutile vendetta, perché questa non gliela doveva fare. - Avanti Ronald, era solo un ragnetto. - lo istiga Sirius, sedendosi a fianco a lui sul divano, accarezzandogli la spalla.

- Potter. - Draco guarda davanti a sé, mentre Harry gli si affianca velocemente nel corridoio del terzo piano, - Cosa ti serve? - gli chiede sprezzante, cercando di non mostrare alcuna felicità. Gli occhi del Serpreverde si posano sull’altro, che arrossisce sulle guance, ancora sporche dei baci di Malfoy.

Hermione fissa instancabilmente la busta richiusa che ha tra le mani, mentre il suo cuore batte ancora a mille. Aver ottenuto dieci oltre - la - previsione e un eccezionale, le sta dando alla testa, impedendole di muoversi. E d’improvviso, le torna in mente che l’unico a cui vorrebbe dirlo veramente è Fred: vorrebbe andare da lui, sorridente, mostrandogli di essere stata perfetta come al solito, nonostante le sue istigazioni, i suoi baci e la sua sola presenza.

Sei mia moglie. - Fred la guarda incredulo, reprimendo una risata. - Sono tua moglie da due giorni. - gli ricorda lei, spettinandogli i capelli già arruffati, lasciandogli un bacio sulla testa. - Fred Weasley ed Hermione Granger sposati. Sposati.- la figura della ragazza scompare quando lui decide di abbracciarla, - Ti fideresti mai di qualcuno che va in giro a dire che siamo sposati? - - Io mi fido solo di te. -

- Hai dormito bene ieri sera? - Harry si affianca alla più piccola Weasley, appena la becca in corridoio, mentre sta camminando da sola verso la prossima aula di lezione. Annuisce piano, sorridendogli, - Tu, tutto bene? - Ad Harry le parole muoiono in gola: ha dormito come se fosse stato in paradiso solamente perché lei era con lui. Comincia a torturare il libro che ha tra le mani, ma alla fine riesce a tornare in sé stesso, - Non ho mai dormito meglio. - Ginny ride e il Prescelto, è sicuro, che quella risata abbia avuto una lunghezza eterna, così lunga da permettergli di contare tutte le lentiggini sul suo volto. Distoglie lo sguardo, per evitare di arrossire e prende un bel respiro.