- Tutto bene, Hermione? - le chiedi, sistemandoti e lanciando un saluto alla tua cara Lavanda. - Non potrebbe stare meglio. - Ginny tappa la bocca all'altra ragazza, chiudendo la sua rivista e rivolgendovi un grosso sorriso. - La sua faccia direbbe il contrario. - esclama Harry, addentando un biscotto. - Che ha la bella faccia di Hermione? - a qualche metro di distanza si avvicinano i gemelli Weasley, talmente energici che sembra che si siano svegliati da ore. Fred guarda la Granger, che fa scomparire il volto nella tazza del caffè.

Hai resistito troppo a lungo, non c’è nulla da fare. Azzeri le distanze, toccando la sua bocca con dolcezza. Hermione, sebbene all'inizio sembri essere restia a questo contatto, si abbandona nelle tue braccia, sporgendosi verso di te. Accogli il suo corpo più facilmente, in modo che tra lei e te non ci sia neanche più un millimetro di distanza. Senti il suo cuore battere veloce sotto i vestiti e speri che lei non possa sentire il tuo, che va alla stessa eccitata velocità.

- Si che è strano. - ammette lei, arrossendo sulle guance, mentre lui alza gli occhi al cielo e ride. Ride perché sa che Hermione è ingenua, ma la ama lo stesso. Sa che è puntigliosa, ma la ama lo stesso. - A me non pare strano. - dice di rimando, - Che ci posso fare se stamattina, quando mi sono svegliato, ho capito di essere innamorato di te? -

- Lo vorrei sapere però, quello che ti frulla nella testa. - Harry le si affianca, appoggiando il mantello sulla pietra, respirando a pieni polmoni l’aria fresca della notte. Hermione sorride, accarezzandogli i capelli castani scuro. - Va tutto bene, Harry. - conclude tranquilla, lasciando che il suo cuore batta all’impazzata, fingendo a più non posso. - Tutto tutto? - - Tutto. -

Lo guardi, perdendoti nei suoi occhi profondi e stanchi. Vorresti cercare di aprire la bocca, di tirargli su il morale, di farlo sorridere di nuovo, ma il tuo orgoglio ti ferma. Scrolli le spalle, allontanandoti da lui. Draco non è mai stato un ragazzo di tante parole, non ti ha mai fatto capire le sue emozioni o i suoi problemi, ma c’è sempre stato in qualche modo lì, nel tuo cuore, nonostante l’odio e il disprezzo.

- Io ti ho avuto, ho passato con te gli ultimi cinque anni della mia vita: venivo la sera a guardare il tuo volto, a sentire la tua voce, a provocare la tua risata. Ti ho meritata per tutto il tempo e tu mi hai curato, nonostante sapessi dei miei sentimenti non corrisposti. Tu mi hai fatto sentire amato, protetto e voluto. Per questo ora, ricomponiti: vai a salvare Parigi. -