- Non mi sarei mai dovuta fidare di te. - accusa Hermione con il mano il nuovo collare che Fred ha comprato a Grattastinchi. - Io lo trovo appropiato. - storce il naso lui, trattenendo le risate e prendendo tra le mani la palla di pelo arancione. - Non gli metterò al collo questo.  - ride anche lei tuttavia, leggendo la scritta sul ciondolo, - “Non sono figo quanto il mio padrone.” - - Allora cosa ne dici se ci scriviamo, “Il mio padrone è figo quanto me”? -

Gli occhi di entrambi seguono quel fiocco di neve, fino a quando raggiunge i suoi fratelli e si mischia alla distesa bianca. - Sarà più dura tornare a lavoro questa volta. - constata lei, avvinghiata tra le braccia calde di Fred, mentre sono stesi sul balcone della casa. - Non tornarci, non torniamo. - la prega, baciandole il collo e facendole scoprire di avere freddo nei punti dove le labbra di lui non l’hanno ancora toccata. Muove la testa lei, sentendosi come in uno di quei tanti sogni, sapendo di dover ripercorrere la strada verso la realtà, ma desiderando di non spezzare quell’incantesimo ancora per un po', - Non torneremo allora. -

- La prossima volta che piove, te lo prometto, accendiamo il camino. - Fred le accarezza una guancia, trasportando in mano l’ultimo scatolone: disfatto quello, saranno a casa per davvero. - Mi posso fidare, vero? - un brivido le stravolge le membra, mentre l’ennesimo tuono squarcia il cielo britannico. Fred fa comparire una piccola fiammella con la bacchetta, avvicinandola ad Hermione per scaldarla, - Prendila come anticipo. -

- Un picnic sulle colline della Tana, questo dovremmo fare. - spiega Hermione. - Al caldo e tra gli insetti? - si informa Fred, chiudendo la rivista che sta leggendo. - Riavvicinarti alla natura non ti farebbe male. - - Ma se vivo con la cosa più bella che potesse creare? - Fred ci prova, abbracciandola e accarezzandole i capelli. - Non ha funzionato, domani bruceremo sotto il sole di mezzogiorno. - dichiara Hermione, arrossendo appena sulle guance. - Almeno moriremo insieme. -

- L’alba. - Fred la guarda sorridendo, - Dobbiamo guardare l’alba insieme. - Hermione si piega in avanti, alzando gli occhi al cielo, - Non abbiamo tempo. - - Un’alba, dammi solo un’alba. - la prega Fred, accarezzandole il braccio. - Solo una? - - Una per convincerti ad avere tutte quelle dopo. -

Ha ragione Fred, sei logorata da quel bacio perché vuoi confessare il tuo scherzo, vuoi farlo per baciarlo senza nessun peso sul cuore. Eppure anche così tutto sembra essere eccitante. La sue mani ti percorrono per tutto il corpo, rimanendo a giocare con i tuoi boccoli indomati sulla schiena. Sorride sulle tue labbra e tu ti stacchi, ormai addolorata. Lui lascia la tua bocca, ma stringe il bacino contro il suo corpo.

Rimane zitto, mentre guarda il pavimento. Non fai in tempo a provarlo a convincere ancora una volta, dato che si fionda sulle tue labbra. Alza il tuo viso posizionando una mano sul collo: due delle sue dita scaldano la tua guancia. Ti aggrappi a quel bacio, consapevole del tuo errore, consapevole di non poterti controllare. Tuttavia, da come lo vedi adesso, sai che potrebbe essere l'ultimo e tu ne desideri altri mille. Ron a metri di distanza poteva essere in serio pericolo e tu di godevi il bacio sbagliato con Fred.

- Tutto bene, Hermione? - le chiedi, sistemandoti e lanciando un saluto alla tua cara Lavanda. - Non potrebbe stare meglio. - Ginny tappa la bocca all'altra ragazza, chiudendo la sua rivista e rivolgendovi un grosso sorriso. - La sua faccia direbbe il contrario. - esclama Harry, addentando un biscotto. - Che ha la bella faccia di Hermione? - a qualche metro di distanza si avvicinano i gemelli Weasley, talmente energici che sembra che si siano svegliati da ore. Fred guarda la Granger, che fa scomparire il volto nella tazza del caffè.