There’s a first time for everything, and a last time – 5. Kissing. 

Non hai intenzione di spostarti, non dopo aver pensato che sarebbe stato carino, provare anche questa esperienza. I vostri nasi si sfiorano appena, mentre lui fa combaciare le vostre labbra. È un contatto breve, che ti scalda tutto il corpo più di quanto il fuoco non faccia già.

Annunci

L’indagine misteriosa dei Gemelli Weasley e di Hermione Granger – Capitolo 3.

Il gemello rimane a fissarti per una frazione di secondi, ma parla prima che tu possa raggiungere la maniglia. - Io però ho bisogno di un aiuto da una persona come te. - pronuncia piano, ma tu non puoi vedere l'enorme sorriso che si è allargato sul suo volto alla tua stretta di spalle. 

Nightmare.

La senti respirare piano dietro alla tua schiena: ti figuri la sua scendere e salire lentamente, il suo naso dilatarsi e stringersi per ripetere poi lo stesso movimento. Sembra così calma quando dorme che forse non è davvero lei. 

There’s a first time for everything, and a last time – 4. Calling.

- Fred? - alza un sopracciglio il gemello, sorpreso dalla tua nonchalance a dire il suo nome per la prima volta senza confonderlo con il fratello. Invece di rimanere zitta, il panico ti assale. Come fai a sapere che è Fred, come hai fatto a capire fin da subito, fin da quando lo hai visto arrivare da lontano che poteva essere solo lui? Deglutisci piano, mentre lo sguardo del ragazzo è ancora posato su di te.

L’indagine misteriosa dei Gemelli Weasley e di Hermione Granger – Capitolo 2.

Sospiri, indeciso. Ma come diavolo ha fatto a renderti così combattuto? Quando non la trovi tra i piedi, pensi che sia piacevole che lei non vi stia dando fastidio, ma quando compare e comincia a puntarvi il dito contro, pensi che sia meraviglioso metterla alle strette. Ti piace testarla, vedere fino a dove quella povera ragazza è pronta a spingersi per te… insomma, per te e tuo fratello. Deglutisci. 

If only they were in love.

Fred ed Hermione non erano mai stati qualcosa di più che semplici amici, a volte compagni di bacchetta e a volte nemici. Non si sapeva mai, e neppure lo si osava chiedere a quelli che li stavano guardando, se la loro chiacchierata sporadica fosse ricolma di leggerezza o di insulti. C’erano voci, ancora ai tempi della scuola, che li accusavano di una tresca in Biblioteca o di una rissa in cortile. C’erano voci e poi c’erano loro.