- Lei crede che sia davvero una buona idea? - la voce della signora McGranitt rimbomba nella stanza, mentre Albus Silente sorride pacato, appiattendosi i baffi folti. - Non le piace? - - È altamente contro le regole. - specifica lei, sfregandosi la mano sulla fronte. - Non se le regole le faccio io. - la risata del preside coglie di sorpresa Minerva, che si lascia poi andare ad un sospiro sofferente. - Ma lei se ne rende conto? Ritardi, litigi e innamorati in ogni angolo. Vuole trasformare la nostra scuola in un… - - Sai quante risate ci potremmo fare? -   - E quante vite rovinare? - ribatte Minerva di nuovo, togliendosi il cappello, che tutto ad un tratto le sembra essere così pesante. - Io penso che sia un ottimo modo per… - Albus alza gli occhi sul volto della sua sottoposta, ma non riesce a finire la frase. - Per squilibrare gli animi? Per aumentare le ore di servizio di tutti noi professori? - I capelli della donna, prima raccolti in un garbo chignon, si sono ormai lasciati cadere sulle spalle, sconfitti e stressati anche loro.

Gli occhi di entrambi seguono quel fiocco di neve, fino a quando raggiunge i suoi fratelli e si mischia alla distesa bianca. - Sarà più dura tornare a lavoro questa volta. - constata lei, avvinghiata tra le braccia calde di Fred, mentre sono stesi sul balcone della casa. - Non tornarci, non torniamo. - la prega, baciandole il collo e facendole scoprire di avere freddo nei punti dove le labbra di lui non l’hanno ancora toccata. Muove la testa lei, sentendosi come in uno di quei tanti sogni, sapendo di dover ripercorrere la strada verso la realtà, ma desiderando di non spezzare quell’incantesimo ancora per un po', - Non torneremo allora. -

A volte ci pensi, ti viene in mente Olaf che ti guarda con uno sguardo vuoto, ad anni di distanza e ti promette che prima o poi, magari in un’altra vita, ti avrebbe baciato di nuovo. Ti promette che, nonostante non possa fare a meno di odiarti, una piccola parte di te non ha mai lasciato e mai lascerà il suo cuore. E mentre le fiamme che ha appena appiccato divampano intorno a voi, ti sembra di riconoscerlo, di rivedere quella scintilla che ti aveva fatto innamorare.

E lo sai, ti ama nonostante i tuoi errori, nonostante la severità, nonostante il tuo scherzo, nonostante le tue regole. Ti ama nella tua complessità e nella tua spontaneità, ti ama per le tue guance arrossate quando ti bacia, per le tue labbra morbide, per il tuo odore vanigliato, per i tuoi capelli crespi, per i libri che ti porti sempre dietro e, soprattutto, ti ama perché tu, allo stesso modo, insieme ai suoi nonostante, ami anche tutto il resto.

- La prossima volta che piove, te lo prometto, accendiamo il camino. - Fred le accarezza una guancia, trasportando in mano l’ultimo scatolone: disfatto quello, saranno a casa per davvero. - Mi posso fidare, vero? - un brivido le stravolge le membra, mentre l’ennesimo tuono squarcia il cielo britannico. Fred fa comparire una piccola fiammella con la bacchetta, avvicinandola ad Hermione per scaldarla, - Prendila come anticipo. -

- Un picnic sulle colline della Tana, questo dovremmo fare. - spiega Hermione. - Al caldo e tra gli insetti? - si informa Fred, chiudendo la rivista che sta leggendo. - Riavvicinarti alla natura non ti farebbe male. - - Ma se vivo con la cosa più bella che potesse creare? - Fred ci prova, abbracciandola e accarezzandole i capelli. - Non ha funzionato, domani bruceremo sotto il sole di mezzogiorno. - dichiara Hermione, arrossendo appena sulle guance. - Almeno moriremo insieme. -

- L’alba. - Fred la guarda sorridendo, - Dobbiamo guardare l’alba insieme. - Hermione si piega in avanti, alzando gli occhi al cielo, - Non abbiamo tempo. - - Un’alba, dammi solo un’alba. - la prega Fred, accarezzandole il braccio. - Solo una? - - Una per convincerti ad avere tutte quelle dopo. -

Ha ragione Fred, sei logorata da quel bacio perché vuoi confessare il tuo scherzo, vuoi farlo per baciarlo senza nessun peso sul cuore. Eppure anche così tutto sembra essere eccitante. La sue mani ti percorrono per tutto il corpo, rimanendo a giocare con i tuoi boccoli indomati sulla schiena. Sorride sulle tue labbra e tu ti stacchi, ormai addolorata. Lui lascia la tua bocca, ma stringe il bacino contro il suo corpo.