Gli occhi di entrambi seguono quel fiocco di neve, fino a quando raggiunge i suoi fratelli e si mischia alla distesa bianca. - Sarà più dura tornare a lavoro questa volta. - constata lei, avvinghiata tra le braccia calde di Fred, mentre sono stesi sul balcone della casa. - Non tornarci, non torniamo. - la prega, baciandole il collo e facendole scoprire di avere freddo nei punti dove le labbra di lui non l’hanno ancora toccata. Muove la testa lei, sentendosi come in uno di quei tanti sogni, sapendo di dover ripercorrere la strada verso la realtà, ma desiderando di non spezzare quell’incantesimo ancora per un po', - Non torneremo allora. -

A volte ci pensi, ti viene in mente Olaf che ti guarda con uno sguardo vuoto, ad anni di distanza e ti promette che prima o poi, magari in un’altra vita, ti avrebbe baciato di nuovo. Ti promette che, nonostante non possa fare a meno di odiarti, una piccola parte di te non ha mai lasciato e mai lascerà il suo cuore. E mentre le fiamme che ha appena appiccato divampano intorno a voi, ti sembra di riconoscerlo, di rivedere quella scintilla che ti aveva fatto innamorare.

E lo sai, ti ama nonostante i tuoi errori, nonostante la severità, nonostante il tuo scherzo, nonostante le tue regole. Ti ama nella tua complessità e nella tua spontaneità, ti ama per le tue guance arrossate quando ti bacia, per le tue labbra morbide, per il tuo odore vanigliato, per i tuoi capelli crespi, per i libri che ti porti sempre dietro e, soprattutto, ti ama perché tu, allo stesso modo, insieme ai suoi nonostante, ami anche tutto il resto.

- La prossima volta che piove, te lo prometto, accendiamo il camino. - Fred le accarezza una guancia, trasportando in mano l’ultimo scatolone: disfatto quello, saranno a casa per davvero. - Mi posso fidare, vero? - un brivido le stravolge le membra, mentre l’ennesimo tuono squarcia il cielo britannico. Fred fa comparire una piccola fiammella con la bacchetta, avvicinandola ad Hermione per scaldarla, - Prendila come anticipo. -