Le tremano le gambe quando Fred le si piazza davanti, durante la ronda. Si fissano per qualche secondo, senza fiato, ma con mille parole da dirsi. Rimangono a studiarsi, illuminati dalla luce dalla luce della luna che entra dalla finestra, nella speranza di non dimenticare quell'istante di tensione. Poi, il sassolino sotto il piede di Hermione le si conficca nella carne nuovamente, quando non riescono a fermare il loro desiderio, trascinandosi affamati verso la Stanza delle Necessità. Un’ultima volta, solo quella.

- Non mi sarei mai dovuta fidare di te. - accusa Hermione con il mano il nuovo collare che Fred ha comprato a Grattastinchi. - Io lo trovo appropiato. - storce il naso lui, trattenendo le risate e prendendo tra le mani la palla di pelo arancione. - Non gli metterò al collo questo.  - ride anche lei tuttavia, leggendo la scritta sul ciondolo, - “Non sono figo quanto il mio padrone.” - - Allora cosa ne dici se ci scriviamo, “Il mio padrone è figo quanto me”? -

Noi crediamo nell'aristocrazia, non in una aristocrazia di potere, basata sullo status sociale o sulla ricchezza, ma in un aristocrazia del sensibile del rispetto e del coraggio. I nostri soci ricorrono in tutte le nazioni, tra tutte le classi sociali da tempo e c'è una intesa segreta tra noi quando ci incontriamo.

Ho trovato una nuova droga, lo ammetto. La mia povera persona ha scoperto i drama asiatici e non posso, non ho proprio potuto tirarmi indietro. Sono così... perfetti, giusti, disagianti, divertenti.  E ne ho guardati il più possibile, con la ovvia consapevolezza che non finirà mai qui, ma che la mia passione continuerà finché essi verranno prodotti.  Ecco qui un primo piccolo riassunto di quello che mi è capitato di guardare, nella speranza che possa servire a qualcun'altro - oltre che alla mia imbarazzante memoria -. 

Gli occhi di entrambi seguono quel fiocco di neve, fino a quando raggiunge i suoi fratelli e si mischia alla distesa bianca. - Sarà più dura tornare a lavoro questa volta. - constata lei, avvinghiata tra le braccia calde di Fred, mentre sono stesi sul balcone della casa. - Non tornarci, non torniamo. - la prega, baciandole il collo e facendole scoprire di avere freddo nei punti dove le labbra di lui non l’hanno ancora toccata. Muove la testa lei, sentendosi come in uno di quei tanti sogni, sapendo di dover ripercorrere la strada verso la realtà, ma desiderando di non spezzare quell’incantesimo ancora per un po', - Non torneremo allora. -