- Sei tornata tardi. - constata Fred, mentre chiude il libro che sta leggendo. E’ già passata la mezzanotte quando Hermione entra in camera, cercando di fare il minimo del rumore, per non infastidire il suo compagno. - Dovevo fare il giro dei corridoi. - si scusa, appoggiando la cravatta e la bacchetta sul comodino, rovistando sotto il cuscino per cercare il pigiama, - Come mai non dormi? - Fred alza le spalle, davvero insicuro di poterle dare una risposta. Il punto era che quando era entrato in camera l’occhio gli era caduto sulla parte di camera di Hermione e aveva pensato al suo viso mentre dorme, quello che ha sbirciato la mattina prima di uscire, o al suo profumo di pulito o ai suoi libri ben disposti sulla scrivania o altre mille cose e, per un motivo o per l’altro, non poteva e non riusciva proprio a dormire.

- Hai dormito bene ieri sera? - Harry si affianca alla più piccola Weasley, appena la becca in corridoio, mentre sta camminando da sola verso la prossima aula di lezione. Annuisce piano, sorridendogli, - Tu, tutto bene? - Ad Harry le parole muoiono in gola: ha dormito come se fosse stato in paradiso solamente perché lei era con lui. Comincia a torturare il libro che ha tra le mani, ma alla fine riesce a tornare in sé stesso, - Non ho mai dormito meglio. - Ginny ride e il Prescelto, è sicuro, che quella risata abbia avuto una lunghezza eterna, così lunga da permettergli di contare tutte le lentiggini sul suo volto. Distoglie lo sguardo, per evitare di arrossire e prende un bel respiro.

- Lei crede che sia davvero una buona idea? - la voce della signora McGranitt rimbomba nella stanza, mentre Albus Silente sorride pacato, appiattendosi i baffi folti. - Non le piace? - - È altamente contro le regole. - specifica lei, sfregandosi la mano sulla fronte. - Non se le regole le faccio io. - la risata del preside coglie di sorpresa Minerva, che si lascia poi andare ad un sospiro sofferente. - Ma lei se ne rende conto? Ritardi, litigi e innamorati in ogni angolo. Vuole trasformare la nostra scuola in un… - - Sai quante risate ci potremmo fare? -   - E quante vite rovinare? - ribatte Minerva di nuovo, togliendosi il cappello, che tutto ad un tratto le sembra essere così pesante. - Io penso che sia un ottimo modo per… - Albus alza gli occhi sul volto della sua sottoposta, ma non riesce a finire la frase. - Per squilibrare gli animi? Per aumentare le ore di servizio di tutti noi professori? - I capelli della donna, prima raccolti in un garbo chignon, si sono ormai lasciati cadere sulle spalle, sconfitti e stressati anche loro.