Oh al diavolo – Prologo.

La Sala Comune, con l’arrivo della mezzanotte, comincia inevitabilmente a svuotarsi sempre di più e, mentre l’ultimo gruppo di primini sale ridendo le scale, Hermione si concede un minuscolo sorriso, girando la pagina di Storia della Magia

Le è sempre piaciuto il silenzio, il confortevole silenzio davanti al focolare della Sala di Grifondoro: un fuoco così luminoso da colorare tutte la pagine dei suoi libri, da farle diventare quasi vive. Le sue dita corrono veloci sulle parole, come a volersene cibare sempre di più e senza sosta. Eppure, ad un certo punto, l’attenzione di Hermione si sposta dal libro che tiene tra le mani: Ron, dall’altra parte della Sala, la sta invitando a raggiungerli. Scuote il capo, segnando mentalmente il numero della pagina a cui è arrivata, strisciando a fianco a Ginny, che appoggia subito la testa sulla sua spalla. 

Perché, tecnicamente, la Sala Comune non è vuota, è solo più vuota del solito. Insomma, Hermione Granger ha sperato che, in una simile situazione, lei avrebbe potuto inequivocabilmente dilettarsi ai suoi passatemi, senza venire interrotta, ma ha pregato troppo poco. 

“Avrai letto quel libro milioni di volte oramai.” le fa notare Ron, porgendole una caramella. Lei la studia, storcendo il naso, cercando di non dare peso alle parole appena pronunciate dal suo amico. Che problemi ci sono nel leggere un libro milioni di volte? Storia della Magia è un libro da leggere miliardi di volte. 

“Che cos’è?” chiede sulla difensiva, mentre le labbra di Ginny si aprono in un semplice sorriso. 

“Ti avevo detto che se ne sarebbe accorta.” dice appunto in direzione del fratello, passandosi poi una ciocca di capelli dietro l’orecchio, “Non è mica stupida.” 

Harry, seduto davanti ad Hermione, annuisce ridendo, sistemandosi gli occhiali sul naso: è una sua impressione o la sua vista sta peggiorando sempre di più?

Le orecchie di Ron si colorano velocemente di un rossastro, “Beh, valeva un tentativo.” dice infine, abbassando gli occhi. 

“Non mi hai ancora detto che cosa è questa caramella.”

“Perché, Hermione, non credo che… “

“Nostro fratello sia in grado di spiegarlo.” si affrettano a rispondere i gemelli Weasley, aprendo le loro labbra in un enorme, fin troppo grande, sorriso. 

Hermione scuote la testa e si lascia scappare un sospiro, “Illuminatemi voi.”

Fred le sorride malandrino, puntando gli occhi su di lei. Degli occhi, si mette a pensare la strega, che le stanno facendo bruciare la pelle del viso. Quindi sa che, molto probabilmente, le sue guance si sono colorate di una leggera sfumatura rossastra. Fred rompe il contatto, lasciandola per un millisecondo sola con i suoi pensieri: cos’è stato? Da quando lo sguardo di qualcuno è in grado di sballare così tanto l’equilibrio del suo corpo? O, in questo caso, del suo cuore. 

Socchiude le labbra, mentre George prende in mano la caramella che Ron sta ancora tenendo nel palmo. 

“Questa, Granger, è la nostra ultima invenzione.” chiarisce pratico, tirando fuori dalla tasca un altro paio di dolcetti. 

“Ronald, stavi cercando di farmi diventare una cavia?” Hermione alza un sopracciglio verso il più piccolo dei fratelli Weasley, che solleva le mani in segno di resa incondizionata. Ci ha provato, è vero. Ma Hermione l’avrebbe mai presa una caramella inventata dai gemelli, di sua spontanea iniziativa? 

“Per situazioni del genere, servono manovre straordinarie.” si fa avanti Ginny, ridendo. 

“Situazioni del genere?” adesso Hermione alza un sopracciglio verso la sua amica, sempre più confusa. 

“Fred e George ci hanno offerto di provare il loro nuovo prodotto una mezz’oretta fa e abbiamo accettato tutti, però ci sembrava brutto lasciarti fuori dai giochi.” dice Harry, confondendo le sue parole in un rumoroso sbadiglio. 

“E cosa farebbe esattamente questa caramella?”

“Non lo sappiamo.” si affretta a dire Ginny, innocentemente. 

“Mi state dicendo che voi tre, coscientemente, avete ingerito un loro prodotto senza controllare cosa fosse o cosa facesse?” chiede a questo, tremendamente preoccupata, “Voi siete pazzi.”

“Hermione, siamo grati del fatto che ritieni le nostre invenzioni prive di pericolo.” commenta ironicamente George, passandosi una mano tra i capelli. 

“Ma per provare che è tutto completamente sicuro… ” Fred apre la bocca, facendo cadere velocemente una caramella in bocca e, tanto velocemente, la manda giù verso lo stomaco, “Abbiamo deciso di prenderla anche noi.”

La sicurezza dei movimenti di Fred la stupisce e una piccola vocina nella parte più recondita del suo cervello comincia a dirle che forse, ma solamente forse, non è una cosa così… pericolosa

La vista di Fred viene oscurata dalla mano di George, che le offre la stessa caramella di prima con un sorriso a trentadue denti, “Cosa ne dici allora?”

Oh, al diavolo.

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