Come un sassolino – Capitolo otto.

8. Fuori piove

Fuori piove

Sulle foglie piove la luce del sole. Ed Hermione segue quella danza, quelle gocce luminose che creano degli spettacolari giochi. 

Sta piovendo il sole sugli alberi intorno alla Tana, sui prati, sulla casa, sulla finestra, su di lei, su di lui. E la luce balla, come balla Hermione nelle braccia di Fred, quando questo la raggiunge. È ancora mattina presto: sono scappati tutti e due dal letto, per poter stare insieme qualche ora in più, prima di separarsi di nuovo, per l’ultima volta. 

“Mi manchi già.” dice Fred, appoggiando il volto sulla spalla di lei, cingendole i fianchi con le braccia. 

Hermione sorride, scuotendo il capo a cuor leggero, “Non esagerare.”

Le bacia l’incavo della spalla, lasciando la presa intorno al suo corpo. Hermione si avvicina alla finestra, girandosi poi verso il ragazzo, completamente illuminato dalla luce del sole.

Dentro e fuori piove. 

Si ferma ad osservare il volto del gemello, ancora semiaddormentato, con quella nuova cicatrice sulla guancia destra. Gliel’ha accarezzata per settimane, curata per giorni interi. Così come ha curato le ferite sul suo corpo, nel suo animo. Fred è vivo, bagnato dalla luce del sole in una mattina di settembre. Respira, sorride, bacia. Poco importa che tra qualche ora lei sarà di nuovo in viaggio verso Hogwarts per frequentare l’ultimo anno, che saranno divisi, distanti, perché questa volta non sono persi. 

Un rumore al piano di sopra avverte tutti e due che il tempo da poter passare insieme è già agli sgoccioli, per questo Fred allarga la braccia, invitandola ad immergersi, “Qui.” le impone, sorridendole. 

Non se lo fa ripetere due volte, mettendo un piede davanti all’altro, scalza, senza pesi, senza ansie. Non c’è più nulla che le impedisca di spiccare il volo, nessun peso a schiacciarla a terra. 

Come un sassolino, nella scarpa di qualcun altro. 

 §

Hermione sbatte gli occhi. 

Fuori, dentro piove. 

Lo ha visto solo lei? Se n’è resa conto solo lei? Fred è morto solo per lei? Ron al suo fianco corre verso la sua famiglia, distrutto, Harry la cerca tra la folla, Molly ha già trovato il suo volto. 

Hermione però non riesce a decifrare quegli occhi: le stanno davvero dicendo che quel Fred, il suo Fred, se ne è andato? 

Lo stomaco le se rivolta, comincia a sudare freddo, mentre la sua testa inizia a girare. Sorretta, solo da Harry che l’ha trovata. Sul procinto di morire anche lui, non l’abbandona fino all’ultimo, esattamente come quel macigno che la schiaccia a terra. 

“Non è morto, Hermione, non è morto.” le dice all’orecchio, per farsi sentire meglio, “Non è morto.”

Ferito, insanguinato, stanco, Fred è sdraiato a terra, ma non è morto. Se ne sta sul filo, sorridendo, chiedendo di vederla, cercando la sua mano tra quelli che gli stanno accanto. Hermione, solo Hermione. E lei arriva, come una ventata di aria fresca, come l’unica medicina. Gliela prende quella mano, la scalda, la tiene ancorata al petto, la bacia, la cura. 

Perché Hermione lo ha capito, quel sasso nella scarpa lo ha sempre messo lei. Ha sempre voluto metterlo lei: una fantasia crudele, un’immagine. Non ha bisogno di qualcosa che la tenga ancorata al passato, che la freni. Perché Hermione ama, ama Fred con ogni poro del suo corpo, lo ama dalla prima risata che ha sentito, dalla prima parola che si sono scambiati e non ha senso dire che non è vero. Non ha senso non dirgli di lasciare la scuola, non ha senso non dirgli di aver preso dieci oltre – la – previsione. Non ha senso dirgli che non lo ama, se lo ama. 

“Sono qui, Fred.” gli sussurra, cercando di sorridere. 

“Ti amo, Hermione.”

Lei prova a zittirlo, ma non serve a nulla.  

“Ti amo, Hermione.” lo ripete, stringendo la presa sulla mano, “Mi hai sentito? Voglio che tu lo sappia, che ti amo.”

 §

Fuori piove, ma fuori ci stanno anche loro. 

Fred ed Hermione stanno correndo sotto la pioggia, mano nella mano. 

Avrebbero potuto smaterializzarsi, sparire, ricomparire, ma hanno deciso di bagnarsi sotto la pioggia, di ridere sotto la pioggia, di essere liberi sotto la pioggia. 

Fred si ferma, alzandola nella braccia, per osservare il suo volto felice dal basso, ruotando su sé stesso. Non l’aveva fatto dal suo settimo anno ad Hogwarts, non era stato così felice dal suo settimo anno ad Hogwarts. Se ne era accorto anche allora, che Hermione è speciale, che è qualcuno con cui avrebbe sempre potuto comunicare, con cui si sarebbe sempre sentito in sintonia. Per questo, quando si erano lasciati andare, si era sentito perso, vuoto, ancorato. Ma lei era tornata, portando un’aria di vita indescrivibile. Con lei, Fred si sente più giovane di cinque anni, si sente più forte, più spavaldo di chiunque altro. Fa per appoggiarla a terra, facendo combaciare le loro labbra in un bacio bagnato. 

A quel punto Hermione inclina il braccio verso di lui, come per sgridarlo, per dirgli che è l’ora di andare a casa, e Fred ride, una risata che sa di felicità e serenità e così, anche se all’inizio lei alza gli occhi verso l’alto, lo segue presto. 

“Andiamo a casa.” conclude lui, riprendendo la mano di Hermione, per poi imboccare la via che stavano già percorrendo prima. 

“Il letto lo fai tu.”

“Non ha senso fare il letto, se ho intenzione di usarlo.” le dice, baciandole dolcemente la fronte, per poi osservare soddisfatto il volto di Hermione, che si colora ancora, nonostante tutti gli anni di frecciatine. 

Fuori piove e dentro no

Fuori piove e Hermione e Fred sono a casa. 

Fuori piove e Fred bacia Hermione sulle labbra, le accarezza la pelle, osserva il suo corpo, la vede bella. 

Fuori piove e quel sassolino, quello che era nella scarpa, quel macigno prepotente, è rotto al suolo, vinto dall’amore. 

Fine

Sia ℘

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