Come un sassolino – Capitolo sette.

7. Come un sassolino nella scarpa

È tremendamente pesante camminare: Hermione se ne accorge quando alza il volto e vede che Harry e Ron sono molto più avanti di lei. Ma più veloce di così non riesce ad andare, non con tutto il peso che si sente addosso, che la ancora a terra, che le brucia dentro. È tornato quel dolore, tanto simile ad un sassolino nella scarpa, che adesso le sembra conficcato nella pelle: ad ogni passo, un brivido le percuote il corpo, spingendola sempre di più verso un punto di rottura. Ci si era avvicinata così tanto negli ultimi giorni, senza riuscire a trovare un modo per evitarlo, per annullare quel dolore costante. 

Si ferma, passandosi una mano sulla fronte per tornare alla realtà e prende un lungo respiro: si sarebbe voluta fermare per davvero, fermare per sempre. 

Harry si accorge che è rimasta indietro e si gira verso di lei, piegando le labbra in un flebile sorriso. Ron si siede a terra, mentre il Prescelto la raggiunge, “Va tutto bene?” le chiede, quando sono ormai vicini, tanto vicini da potersi contare le macchie di terra che sporcano il volto di entrambi da giorni. 

È una domanda stupida, lo sanno bene. È una domanda di circostanza che si fanno da quando hanno deciso di lasciare Grimmauld Place, è la domanda che li sta facendo andare avanti. 

Non perché sforgarsi aiuti a trovare delle nuove forze, ma perchè sono tutti e tre stanchi di sentirla: prima avrebbero concluso quella questione, prima quella domanda se ne sarebbe andata. No, non va tutto bene. Niente va bene: la guerra, il camminare instancabile, il maledetto medaglione che si scambiano, la fame, il dolore e la certezza di aver lasciato indietro qualcuno, qualcuno che forse non avrebbero visto mai più. 

No, non va tutto bene se non ho Fred al mio fianco. No, non va tutto bene, perché sono settimane che nemmeno ricordo il rumore della sua risata. No, non va tutto bene. Questo vorrebbe urlare Hermione con tutto il fiato che si ritrova nei polmoni, ma annuisce con la testa, mentre Harry le accarezza la guancia magra. 

“Tra poco ci accampiamo, resisti ancora un po’.” non serve nemmeno chiederlo, Hermione avrebbe stretto i denti, come aveva già fatto negli anni precedenti. È sempre stata brava a fingere di stare bene ed in fondo lo sa che nemmeno quella sfida sarebbe stata in grado di piegarla. Scuote il capo, cercando di ricomporsi, prendendo Harry per la mano, aumentando la velocità dei loro passi. 

 §

Tutto si sarebbe aspettata: si sarebbe aspettata di essere catturata dai mangiamorte oramai, si sarebbe aspettata di sentire il nome di Fred attraverso la radio, si sarebbe aspettata di urlare, di scalpitare, si sarebbe aspettata di non aver portato tutto il necessario, ma non si sarebbe mai aspettata di vedere Ron cedere. Lo segue ancora per qualche secondo, fino a che le sue spalle non spariscono nella notte e lei rimane sola. Sola, abbracciata dall’aria fredda del bosco. 

Ed è lì che accade l’ennesima cosa inaspettata: Hermione comincia a piangere, cede sotto la pressione di qualcosa che no, questa volta non riesce a combattere. 

Sente le lacrime calde sulle sue guance, mentre un brivido le percorre tutta la schiena: è sfinimento, è dolore, vuoto, freddo. E non riesce proprio a pensare che forse, se Fred fosse venuto con lei, sarebbe stata piena di forze, in salute, piena d’amore e scaldata da delle braccia che, nota, erano e rimangono un sostegno indispensabile. 

Perché l’ha sempre saputo in fondo, Fred ci sarebbe stato in ogni caso. Magari non l’avrebbe più amata, ma le avrebbe voluto bene. Erano sempre stati amici, prima di diventare amanti. La loro relazione si era costruita e basata sul fatto di poterci ridere sopra: su qualche imbarazzante comportamento, su un incantesimo uscito male, su una pozione troppo invecchiante. Forse, con il tempo, se si fossero lasciati prima, avrebbero potuto ridere di quello che erano stati, di un amore che li aveva travolti e colti impreparati. 

Ma Hermione, imbarcata in quella specie di missione suicida, ora non sa nemmeno se potrà mai più vederlo, sentirlo, stringerlo. 

Sono altre le braccia che la stringono, sono quelle amichevoli di Harry: è un abbraccio disperato, fatto di scuse non necessarie e di emozioni condivise. 

“Non avrei mai voluto che succedesse tutto questo.” sussurra, accarezzandole i capelli. Ma Hermione lo sa che lui non ha colpe, che nessuno le ha. Per questo si sforza di sorridere e di asciugarsi delle stupide lacrime. Piangere adesso è inutile. 

 §

Fred fissa il muro davanti a lui, impossibilitato a parlare o a muoversi: non sarebbe cambiato a nulla, non adesso. Avrebbe dovuto fare qualcosa prima, avrebbe potuto evitare che Hermione venisse portata a villa Malfoy. Sarebbe dovuto partire con lei, per proteggerla.  

Si passa una mano fra i capelli, cercando di cacciare giù delle lacrime dolorose. Ora che ha avuto la possibilità di toccarla ancora una volta, che ha avuto la possibilità di baciarla, di ridere, di parlare con lei, il mondo gliela ha portata via di nuovo e – quel che è peggio -, l’ha portata via e l’ha quasi uccisa. 

Hermione è quasi morta, torturata. Ha urlato il suo nome? L’ha cercato? Ha pensato a lui? Fred ha provato a non far trasparire nulla, imponendo alle sue emozioni di tacere, al suo cuore di non fiatare. Ma George glielo legge, George sa che le sue pupille urlano solo due parole, “Rivoglio Hermione”. 

Lo sa anche Molly, l’ha capito: dopo averli visti ballare al matrimonio di Bill, è stato chiaro. Fred ha trovato l’amore, un amore semplice, puro. Un amore fatto di risate, di responsabilità, ma anche di leggerezza. 

Eppure lui adesso si sente rallentato, pesante. Hermione gliel’ha detto che, mentre erano stati lontani, era come se avesse sentito costantemente un sassolino nella scarpa. Lo capisce, lo percepisce anche lui ad ogni passo, da quando la sua mano ha perso quella di lei nell’attacco dei mangiamorte. Solo che, pensando alle cicatrici sulle braccia di lei, pensandola sola, pensandola costantemente in pericolo di morte, si accorge che il sassolino è diventato un macigno colossale. 

La porta alle sue spalle si apre e Fred si gira per vedere entrare Molly, con una grossa tazza di cioccolata fumante. Cerca di sorridere sua madre, evidentemente provata anche lei dalle notizie appena ricevute da Bill e Fleur. Si siede a fianco al figlio, accarezzandogli i capelli, “Non c’è stato un solo momento, da quando ho conosciuto Hermione, in cui ho pensato che fosse debole. Non uno solo.” gli confessa con calma, “La rivedremo presto, li rivedremo presto tutti quanti.”

Fred le sorride, annuendo con la testa, “Grazie, ma’.”

Sia ℘

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