Come un sassolino – Capitolo sei.

6. Ritrovarsi

Hermione è una dei primi membri dell’Ordine che tocca terra. Sana e salva, si ricorda di respirare, precipitandosi a controllare che anche Harry sia rimasto in vita e sia illeso. Quando i due finisco di abbracciarsi, Ron li raggiunge con Tonks che, alla vista del marito, tira un sospiro di sollievo, “Sei vivo.” gli sussurra, prima di baciarlo lievemente.

Poco dopo anche Fred tocca terra, paralizzandosi alla vista del gemello ferito, sanguinante sul divano. Una scarica di odio comincia a scorrergli nelle vene, accarezzando il braccio di George, ridendo a quella sua stupida battuta. 

Hermione, dall’altro lato della stanza, non stacca gli occhi dai due, desiderosa di abbracciare Fred, di dirgli che non è successo nulla, che passa, ma rimane ferma, cancellando l’espressione sofferente sul suo viso. 

Il dolore comunque, con il passare dei giorni, si attenua, facendo spazio alla felicità per il matrimonio di Bill e Fleur, accentuata anche dalla ripresa veloce di George. Persino Ginny si abitua ad avere Harry a fianco ancora una volta, comprendendo la sua scelta di intraprendere vie diverse, per non metterla in pericolo. Perciò, alla vigilia della festa, gli animi di tutti fanno pace con i propri tormenti.

“Dov’è George?” chiede Hermione, sollevando  gli occhi dalla borsa in cui sta ravanando, osservando Fred sulla porta. 

“Sta dormendo.” alza le spalle, facendo un passo nella stanza. Lancia uno sguardo alla manciata di libri che Hermione tiene al suo fianco e poi alla piccola pochette nelle sue mani. 

Le guance di lei arrossiscono colpevoli, mentre si affretta a far sparire tutto dalla vista di Fred, che alza gli occhi al cielo sorridendo. 

“Mi credi davvero così stupido?” le chiede, chiudendosi la porta alle spalle. 

“Sarebbe conveniente, a volte.” confessa Hermione, passandosi una mano nei capelli, esausta dalla dura giornata. Osserva, mentre il colore del cielo è già tendente al blu, che Ginny non è ancora tornata in camera. Ha deciso di parlare con Harry? 

Scaccia questi pensieri dalla testa, concentrandosi sulla figura di Fred, che le è sempre più vicina, troppo vicina. 

Le mani di lui accarezzano la sponda del letto con un dito, facendole desiderare di sentirle ancora, come due anni prima, “Cosa ci fai qui?” gli chiede quindi, deglutendo. 

Ma non le serve una risposta, lo sa da sola. Sono giorni che si scrutano nell’ombra, desiderosi di assaggiarsi nuovamente. Dopo che George era stato ferito, l’avevano capito. La vita è troppo breve, sfuggevole, crudele, per non divertirsi. 

Avevano provato a non cercarsi, tenendosi impegnati con i preparativi per la festa, con scarsi risultati, finendo sempre per scontrarsi con gli occhi, bramosi. 

Di fatto nessuna parola sgorga dalla bocca di Fred, che ormai l’ha raggiunta, costringendola ad alzare il volto, per non spezzare il contatto visivo. Le mani di lui cominciano ad accarezzarle l’incavo del collo con gentilezza e lentezza, bruciandola, per risalire poi verso le morbide guance. 

Nota come siano più magre di quanto le ricordasse, a differenza delle labbra, che sono rimaste piene. Le bacia piano, prendendo poi un grosso respiro: è vero? Sta succedendo?

Hermione si alza sulle punte, passandogli le dita tra i capelli rossastri, annusando quel profumo di pulito che tanto le era mancato, sentendosi di nuovo viva, presente. Continuano a baciarsi infinite volte, costringendo le loro lingue ad assaporarsi senza sosta, lottando per avere il controllo di quella passione. Fred le passa una mano sulla schiena, per avvicinarla meglio, giocherellando con le ciocche dei capelli che le ricadono sulle spalle, infilando quella ancora libera sotto la maglietta di lei, per accarezzarle il ventre piatto. Hermione, su quelle labbra, sospira, aggrappandosi al collo di lui, premendogli il seno sul maglione. Un maglione che lui si toglie poco dopo, scompigliandosi i capelli già in disordine per colpa delle dita di lei, che adesso solleticano il petto di Fred. 

In quei baci silenziano il loro desiderio, cercando di spegnere quel fuoco nei petti: se lo assecondiamo, andrà via? Questo si leggono negli occhi, mentre i pantaloni di entrambi vengono buttati in un angolo della stanza e Hermione viene sollevata nelle braccia di Fred, al quale si aggrappa con tutte le sue forze, appoggiandosi al  muro congelato che si trova alle sue spalle. 

Gli bacia il collo una, due, milioni di volte, per assaporare quella pelle così morbida, dimenticata. La mano destra di Fred, invece, risale sul suo ventre, accarezzandole i seni rotondi, candidi ed invitanti, ma invece di leccarglieli, preferisce lasciarle dei veloci baci sul petto. 

Hermione comincia a sentire l’erezione di Fred su di lei, attraverso il loro intimo e si lascia scappare un sospiro, silenziato dalle labbra di lui. 

Passa solo un breve attimo prima che entrambi siano nudi sul letto di lei, ad ansimare, ma a loro sembra essere un’eternità: ogni gesto, ogni suono è lungo come l’infinito e non smette, non smette mai. 

 §

Hermione si guarda allo specchio e, anche se la sua figura non è mai cambiata, sa di essersi alleggerita: il masso che si portava avanti da troppo tempo sembra essere sparito, quasi non ci fosse mai stato. Ora, immagina, è solo un piccolo sassolino, indeciso se partire e restare. Gli direbbe di andarsene, che tanto Fred è di nuovo a fianco a lei, che non le serve più immaginarlo, ma rimane zitta, godendosi il momento. 

Ricorda il tocco di lui sul suo corpo, desiderando che non si sia trattato solo di ieri sera, ma di poter andare avanti ancora e ancora, che quando è con lui il dolore è più attenuato. 

Lancia un’occhiata al letto di Ginny ed immagina che sia la stessa cosa: da quando Harry è arrivato alla Tana lei sta meglio, è più felice. Sa che non può stare con lui, ma è sicura che lui la ami. Non solo lei, anche Hermione, Ron, Molly e tutti gli altri, lo sanno che si amano. 

Eppure non fanno nulla: sono cresciuti, lo hanno capito. Che vivano questo amore in silenzio, osservandosi da lontano, sperando di giungere insieme alla fine della guerra, per ricominciare. 

Hermione vorrebbe avere la stessa fiducia, la stessa leggerezza d’animo, ma le sembra impossibile stare distante da Fred ancora una volta.

È ossigeno, è libertà, è divertimento: riesce a rendere tutto più surreale, come in una favola, in un sogno, in una commedia romantica. Ed Hermione ne è drogata, nonostante si fosse imposta per anni di tacere. Zitta, che è un patto, che non lo puoi avere. 

Ma ora Ron è innamorato di Lavanda e, loro due, non sono più lontani: perché non essere felici? 

I suoi pensieri vengono interrotti, quando Fred le compare alle spalle, vestito per il matrimonio di Fleur. Le sorride, facendo ricadere gli occhi su di lei, sul suo vestito, sulla sua figura che vorrebbe spogliare ancora, se possibile.

“Sono sicuro che ci sia uno svariato numero di persone a cui piacerebbe ballare con te stasera.” dice, accarezzandole le spalle. 

“Tu dici?” Hermione cerca il suo sguardo nel riflesso dello specchio, accennando un debole sorriso. 

“Non possono essere tutti scemi.” Fred smette di solleticare la spalla e fa scivolare la mano verso il basso, per avvolgerle il ventre. Si piega poi verso il suo orecchio, “Per quel che mi riguarda, non penso di essere così scemo .” le sussurra malizioso. 

“Stai cercando di invitarmi a ballare?” le dita di Hermione accarezzano il braccio di Fred con gentilezza. 

“Accetteresti?”

Hermione si gira verso di lui, dando la schiena allo specchio e alza le mani, per mettere a posto il cravattino del ragazzo. I loro sguardi si incrociano velocemente, è un secondo, ma è intenso. 

Si sorridono, dimenticandosi di dover scendere per partecipare alla festa, dimenticando di trovarsi alla Tana: poter essere così vicini dopo così tanto tempo, nella quotidianità, toccarsi, sfiorare anche solo le dita sotto al tavolo durante il pranzo o le cene, sono alcune delle tante cose che erano mancate ad entrambi. 

Il silenzio li avvolge, mentre si studiano il viso e ricordano la prima volta che i loro sguardi si sono scontrati in un corridoio buio di Hogwarts. Hermione gli si era avvicinata a testa alza, inclinando il braccio verso di lui, come per sgridarlo e Fred aveva riso, una risata che sapeva di felicità e serenità e così, anche se all’inizio lei aveva alzato gli occhi verso l’alto, l’aveva presto seguito. Semplice, si erano conosciuti meglio in una risata, che ne aveva seguite altre: milioni, se le avessero contate. 

Hermione e Fred ridevano, avvicinandosi sempre di più, ma ridevano in silenzio, mentre gli altri non li guardavano, negli angoli bui di una scuola che li stava facendo innamorare e che, allo stesso tempo, non gli stava dando il tempo per capirlo. Il tempo se lo erano preso loro con calma, soffrendo a distanza, cercando di ricordare la sensazione delle labbra umide, degli occhi illuminati, dei sussurri e delle carezze. 

Continuano a guardarsi, ignari che Ginny sia davanti alla camera delle ragazze e si sia fermata ad osservare i due a distanza, mentre anche George è attirato dal sorriso della sorella. 

Spiare – se quella è la parola giusta, dato che la porta della stanza è completamente spalancata – suo fratello con Hermione Granger gli provoca una strana sensazione allo stomaco, ma non può evitare di notare come lei riesca a tenergli testa. Lo guarda con aria di sfida, ma è una sfida senza vincitori o perdenti. 

Ginny, a fianco di George, cerca in tutti i modi di nascondere la sua felicità, ma è impossibile contenerla. Si schiarisce la voce, facendo finta di dover cercare qualcosa nella propria parte della camera, costringendo Hermione e Fred a separarsi velocemente. 

Lei guarda verso il basso, improvvisamente accaldata, mentre il gemello nasconde un sorriso malandrino, affrettandosi verso George, che lo aspetta in corridoio con le mani dietro la testa. 

“Ci vediamo dopo.” le dice, prima di sparire definitivamente dalla visuale, lanciando un’ultima occhiata al vestito di Hermione. 

Si erano visti dopo, avevano ballato dopo. Sulla pista da ballo Fred l’aveva stretta con dolcezza: si erano aggrappati l’uno all’altro davanti a tutti. Non c’era motivo di nascondere, di nascondersi: era amore, l’avevano capito entrambi. E le loro mani, se non per quell’attacco dei mangiamorte, non le avrebbero mai più separate. 

 


Sia ℘

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