Come un sassolino – Capitolo quattro.

4. In astinenza.

Ad Harry, l’amica sembra un involucro privo di vita. Hermione, invece, di vita ne è piena, ma è finita in astinenza, sentendosi come un ex – fumatore durante i primi cinque mesi lontano da una sigaretta. È irritata, arrabbiata, sola, ma cerca di non farlo notare, non sempre per lo meno. 

“Va tutto bene?” le chiede alla fine il Prescelto, bloccandola per il polso, costringendo gli occhi di lei a specchiarsi in quelli verdi di Harry. Hermione, disorientata, distoglie subito lo sguardo, per paura di aver fatto o di aver confessato troppo. 

Annuisce, picchiettando il pavimento con il piede: è davvero così palese? 

“Mi sembri in ansia.” 

Alterata, quello è l’aggettivo giusto da accreditarle. Hermione è alterata per non aver ancora sentito o ricevuto una lettera di Fred, dopo quel bacio nel magazzino dei Tiri Vispi ed è alterata perché non riesce a buttarlo via dalla sua mente. 

“Hai fatto un patto, non ti puoi aspettare che lui si faccia vivo, non era questo il gioco”. 

Sospira, scuotendo il capo, liberando il polso dalla presa dell’amico, per sistemare uno tra i libri che tiene stretto al petto sullo scaffale, – Va tutto bene. – conclude cinica. 

“È per Ron?” Harry inclina la testa, appoggiandosi al tavolo dietro di lui, facendo penzolare una gamba nel vuoto. 

Hermione, che gli da la schiena, mitiga un sorriso innocente, “Non è per Ron, sono contenta che stia con Lavanda.” 

Allora Harry si passa una mano nei capelli, indeciso se parlare di nuovo, per paura di essere cruciato, ma poi si fa coraggio, schiarendosi la gola, “È per Fred?” 

Il braccio di Hermione si ferma a mezz’aria, mentre il nome pronunciato dal suo migliore amico comincia a ronzarle nella mente, sempre più rumorosamente. 

“Cosa c’entra adesso Fred?” sbotta, evitando di mostrare il suo volto, poiché è sicura che ormai le sua guance si siano tinte di una leggera sfumatura rossastra. 

Harry tace, ricordando velocemente quando, senza volerlo, aveva visto come la mano di Fred avesse cercato silenziosamente quella di Hermione. Ma aveva davvero visto bene? Si erano unite quelle dita? Aveva sorriso lei, spostando lo sguardo dall’altra parte della stanza, prima si essere trascinata da qualche altra parte? 

“Hermione.” la richiama, con tono serio. 

Lei si gira, “Cosa c’entra Fred?”  ma la luce negli occhi, nel pronunciare il suo nome è accecante, inequivocabile. 

“Hermione.” Harry si alza in piedi, appoggiando sul tavolo l’ultimo libro che regge la sua amica, prendendole il volto fra le mani, “Smettila di tenerti tutto per te, che ci faccio io qui?”

§


“Ha scritto Ginny.” urla George dal salotto, cercando di attirare l’attenzione del gemello, ancora sdraiato nel letto. 

“Che dice?” Fred sbadiglia, passandosi una mano fra i capelli. Si stiracchia, alzandosi, avviandosi poi a passi lenti verso il fratello. 

“Hanno vinto l’ultima partita di Quidditch.” comincia George, masticando un pezzo di cioccolato fondente, “Oh questa non te l’aspetti: Ron si è dato da fare con Lavanda Brown!”

“Lavanda?” il tono di Fred è acuto, sentendo il cuore nel petto bruciare. Da quando diavolo Ron aveva smesso di correre dietro ad Hermione? Lui, tra i tanti, era stato uno dei deterrenti che li aveva spinti a separarsi, per evitare di far soffrire un amico e un fratello. Ron amava Hermione, ne erano al corrente anche i miliardi di fili d’erba dei prati intorno ad Hogwarts e l’unica soluzione era lasciarsi andare, perdersi, dimenticarsi. Adesso però, pensando a Lavanda nelle braccia di Ron, Fred si chiede se non abbia sbagliato: Hermione sarebbe rimasta? Lo avrebbe voluto al suo fianco? 

Si sposta dietro al gemello, puntando gli occhi sulla scrittura delicata della sorella. 

“Harry ha invitato Luna alla festa del professor Lumacorno? Cosa diavolo ci stiamo perdendo?” cantilena George, grattandosi la testa. 

“Perché McLaggen dovrebbe accompagnare Hermione?” sbotta Fred, distogliendo lo sguardo inferocito, infiammato, provando a cancellare la vista dei due mano nella mano. Scrolla il viso, sedendosi sul divano. Il suo cuore cede nuovamente, imponendogli una pausa.

“Ginny non dice molto su di loro.” osserva George, spostando lo sguardo confuso sul gemello, “Però c’è scritto che non pensa che Hermione venga, a Natale.”

Stai cercando di uccidermi, Hermione?

§

“Perché sei nascosta?” le chiede Harry, osservando Hermione, riparata dietro le tende del balcone. 

“Ho lasciato Cormac sotto il vischio, ho paura di tornare là fuori.” 

“Ricordami perchè hai voluto invitare proprio lui alla festa.” il tono del Prescelto è ironico, ma suona alle orecchie di lei come un rimprovero. 

“Era il primo che me l’ha chiesto.” si giustifica. Immaginando il volto di Fred alla notizia, Hermione arrossisce sulle guance, sentendosi improvvisamente colpevole di quel tiro mancino: gliene sarebbe importato? 

“L’hai fatto aggiungere a Ginny nella lettera, vero?”

Prima di poter avere il tempo di sentire una risposta, Cormac compare da dietro le tende, per parlare con Harry. 

“Hai visto Hermione?” gli chiede, esibendo una smorfia maliziosa, facendo schioccare le labbra, “È piuttosto sfuggevole la tua amichetta.”

Il Prescelto nega, distogliendo gli occhi dalla figura di lei, impercettibile dietro la stoffa pesante, “Serve altro?” chiede poi, nella speranza di tirarsi fuori da quella scomoda situazione. 

“Se la vedi, dille che la sto cercando per favore, abbiamo un conto in sospeso, se sai cosa intendo.”

Hermione, il conto glielo darebbe volentieri a suon di schiantesimi, ma si limita a stringere il primo velo di tenda tra le sue mani, irritata più verso le sue scelte di vita, che verso il ragazzo. Perché non è difficile mettersi a sedere, per buttare giù quattro o cinque righe a Fred, dicendo di essersi sbagliata, che il loro era stato un errore senza rimedio e che, adesso, non riesce a torglieselo dalla mente neppure con un incantesimo di memoria, perché è come un sassolino nella scarpa. Questo no, magari non lo avrebbe detto: non avrebbe paragonato Fred ad un sasso, per convincerlo… per convincerlo a fare cosa, poi?

Torna alla realtà, quando gli occhi di Harry si posano su di lei per l’ennesima volta, “Ti cerca Cormac.” le sussurra, nascondendo una risata divertita. 

Hermione alza gli occhi al cielo, anche se infine anche le sue labbra si incurvano in un sorriso divertito. 

 §

Fred ci crede ancora, fino a quando Ginny non si chiude la porte dietro alle spalle, eliminando le sue speranze di vedere Hermione entrare in casa. Non è venuta per davvero. 

Abbassa gli occhi al terreno, mandando giù l’ennesimo rospo: è davvero terribile aver desiderato di vederla anche solo da lontano, per un secondo? 

Si  accorge di provare un vuoto profondo nel petto, che continua a sentire, da quando, dopo essersi vibrato in volo da Hogwarts, ha osservato per un attimo la figura di Hermione, sempre più lontana. 

“Come è andata la festa?” esordisce George, sedendosi più comodo sul divano, mentre Ron alza gli occhi al cielo. 

“Non roderti il fegato solo perché non sei stato invitato.” lo ribecca Harry, voltandosi poi verso i due gemelli, “Nella norma.” si affretta ad aggiungere, cercando con gli occhi Ginny, la ragazza che, fin dall’inizio, avrebbe voluto invitare. 

“Sei andato ad una festa con Luna e osi dire che tutto sia andato “nella norma”?” Ron riprende improvvisamente vita, mimando le virgolette con le dita.

“Una precisazione di cattivo gusto.” gli fa notare Ginny, appoggiando la testa sulla spalla di Fred, che le stropiccia i capelli amichevolmente. 

“Vi siete persi Cormac che, per quasi tutta la sera, è stato alla ricerca disperata di Hermione, nascosta dietro la tenda.” il Prescelto fa cadere gli occhi su uno dei due gemelli che, stranamente, non reagisce a quella provocazione. 

“Anche io sarei scappata, se mi avesse trascinato sotto il vischio, nonostante gli avessi già fatto capire che non l’avrei baciato nemmeno sotto Imperio.”

Fred, più li sente parlare di Hermione, più si chiede se non sia impazzita improvvisamente, magari a causa dello stress per lo studio. Riporta l’attenzione alla conversazione, che si è concentrata sul rigurgito di Cormac durante la festa. 

Disgustoso, si affretta a pensare, immaginando il viso imbarazzato di Hermione. Scrolla il volto, cercando di cacciarla via, mentre la figura di lei sembra rimanere ancorata con le unghie nella mente. 

Sempre lei, solo lei, anche quando non c’è. Sempre lei, miseraccia solo lei. 

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