Chose me – Capitolo otto.

0a4a9bd21210734e74091542344a47a3Ron guarda con furia omicida George da qualche ora, dopo essersi svegliato abbracciato ad un ragno delle dimensioni di una civetta. Lo guarda e pensa ad una inutile vendetta, perché questa non gliela doveva fare.

– Avanti Ronald, era solo un ragnetto. – lo istiga Sirius, sedendosi a fianco a lui sul divano, accarezzandogli la spalla.

– Lo chiami ragnetto quel coso? – la voce del più piccolo del Weasley è ancora acuta, tanto che George si copre per un attimo le orecchie.

– Mi dispiace. – gli dice poi, senza smettere di ridere.

– Io ti chiederei comunque di evitare di svegliare tutta casa la prossima volta, ho dormito poco a causa tua. – sottolinea Ginny, sbadigliando.

– Mi sono svegliato con un ragno tra le mani. – Ron è ancora esasperato e, al solo ricordo, comincia a tremare.

– Tieni. – le fa da eco Hermione, mettendogli tra le mani una tazza di tisana calda, – Cerca di respirare. – si affretta poi a dire, giudicando con gli occhi sia George che Sirius, soffermandosi più sull’ultimo, che per un attimo ritrova la stessa luce di quelli di Lily, quando a subire gli scherzi era Severus.

– Hermione, solo tu mi rimani. – si dispera Ron, mentre ricorda come anche Harry, il suo migliore amico, non sia riuscito a nascondere un piccolo sorriso di divertimento.

– Guarda che io non centro nulla. – Fred entra nel salotto, alla ricerca di George.

Ron, che comunque ricorda tutti gli scherzi passati dei gemelli, non stacca gli occhi dalla sua amica, – Mi sei rimasta solo tu Hermione, grazie. –

Ginny si guarda intorno, attenta ad ogni passo: due aguzzini sono in giro, non può abbassare la guardia. Avanza lenta verso la camera di Harry e, proprio mentre apre, una serie di lacci intorno alle caviglie le fanno perdere l’equilibrio, così che, quando il suo ragazzo apre la porta, lei cade inevitabilmente addosso a lui. Si guardano per attimo, rossi in volto. Prima che Harry la possa aiutare, lo stesso trattamento viene inflitto a lui.

– Non mi sembra così divertente. – commenta Sirius, comparendo dalla porta, osservando il suo figlioccio brancolare nel buio, mentre Ginny cerca in tutti i modi di non svenire.

– E’ più divertente se ti dico che questi due piccioncini stanno insieme, ma non lo sa nessuno? – lo sostiene George, comparendo a fianco del suo compagno di scherzi, suggerendo di legare i loro piedi insieme, piuttosto che dargli la possibilità di allontanarsi.

A trovarli per primi, comunque, è Hermione, che, per l’ennesima volta sposa il suo sguardo prima su Sirius e poi su George, accusandoli di essere senza speranza, – Dovreste imparare a crescere. – commenta, dopo averli fatti slegare.

Ginny rimane in silenzio, cercando di capire se quello scherzo le fosse piaciuto o meno: avere Harry così vicino era stata una cosa nuova, diversa, interessante, curiosa. Allo stesso modo, Harry sta cercando di ricordarsi come respirare, dopo che le sue mani si sono adagiate proprio attorno al corpo della ragazza che ama.

– Sono soddisfatto – sostiene Sirius, passandosi la mano sul volto affaticato: dopo aver messo a punto un paio di scherzi anche a Molly e Arthur, si erano occupati di tutti quanti.

– Sei sicuro che sia una buona idea? – George è preoccupato, mentre pensa al fratello, che ha appena mandato a riprendersi la bacchetta, che giura di avergli nascosto nel bagno delle ragazze.

– Non lo pensi? – azzarda Sirius, affacciandosi al piano sotto, mentre ancora nessun rumore li raggiunge.

– Non voglio morire, sono troppo giovane e bello. – conclude George, chiudendo piano la porta e nascondendosi dietro al cuscino.

Hermione si era andata a fare una doccia, una calma doccia per riprendersi da tutta la confusione della casa: c’erano stati troppi scherzi, troppe chiacchiere, troppo movimento.

Ginny si era scusata ed era filata in camera di Harry, nella speranza di poter parlare un po’ con lui, mentre Ron si era messo a rispondere ad un paio di lettere di Lavanda. Tutto, e dico tutto, stava tornando nella norma.

Così, oramai tranquillizzata, si era infilata sotto la doccia, lavandosi i capelli castani con il suo shampoo preferito, che era stato accuratamente stregato da Sirius qualche tempo prima.

Quando Fred bussa alla porta, ad aprirgli è un’Hermione velata da telo biancastro, con i capelli già asciutti, che lo guarda sorridendo.

– Hai visto la mia bacchetta? – le chiede, cercando di focalizzare il suo sguardo verso il volto della ragazza.

– Sei qui solo per la tua bacchetta? – cantilena lei, lasciandosi scappare una risata dalla bocca, per poi avvicinarsi a lui lentamente.

– Hermione? – alza un sopracciglio verso l’alto, allungando le mani in avanti, per cercare di non farla avvicinare del tutto. Si ritrae nella camera delle ragazze, ma lei lo segue, incurante di recuperare i suoi vestiti.

Quando Fred non può più indietreggiare, si appoggia alla scrivania, mentre lei gli accarezza il petto, alzando lo sguardo verso il volto del ragazzo, – Perché scappi? – gli chiede, circondando il collo con le sue braccia.

– Cosa stai facendo? – gli sussurra, accarezzandole la guancia, – Non dovresti farmi questo. –

Hermione appoggia il volto sul petto del giovane, – Mi gira la testa. – gli dice, ispirando il suo buon profumo.

Fred alza gli occhi al cielo, maledicendo il fratello e Sirius, andando a chiudere la porta della camera, per poi accompagnare la ragazza nel letto, – Ma che ti hanno fatto? – le chiede, accarezzandole i capelli appena lavati.

– Sdraiati con me. – è l’unica risposta che ottiene da lei, che si adagia, accovacciandosi tra le sue braccia, guardando verso il suo volto, – Sei carino, lo sai Fred? –

Fred lo sa di essere carino, di essere più carino della norma, ma adesso, sentendo il respiro di Hermione sulla sua pelle, mentre lei è coperta solo da un minuscolo velo, non riesce a connettere il cervello. Si morde il labbro, cercando di darsi un minimo di contegno. Non è il momento giusto, non bisogna approfittarsene.

Riprende ad accarezzarle i capelli, cercando di farla addormentare, nella speranza che l’effetto di qualsiasi cosa gli abbiano dato, possa sparire il prima possibile.

– Shhh, dormi adesso, me lo dici un’altra volta. – le sussurra, cullandola tra le sue braccia. Appoggia la guancia sui suoi capelli, anche per impedirle di girarsi verso di lui: guardare il suo volto, adesso, è come un pugno al cuore.

Ø

– Io non sto sentendo niente. – dice tragico George, – E se ha ucciso Fred? –

– Sei melodrammatico, era solo un innocuo filtro d’amore, non sarà successo niente. – Sirius muove la mano, cercando di tranquillizzarlo.

– Innoquo? Era il più potente che avevi nella stanza. –

– Sono sicuro di avere preso quello più leggero… Vero? – adesso anche la voce del più esperto si incrina, raggiungendo presto la porta della camera delle ragazze.

– Sei sicuro di voler entrare? – gli chiede George, ben consapevole degli effetti di un tale intruglio. Sirius scuote il capo, appoggiando la mano sulla maniglia e facendo un passo nella stanza.

Quello che si trovano davanti non sono i vestiti di entrambi a terra, ma in effetti sono sul letto, abbracciati l’uno all’altro. Fred, nel frattempo, era riuscito a coprire la ragazza con la coperta in fondo al letto, per evitare di farle prendere troppo freddo.

George sorride sollevato, – Quanto dovrebbe durare l’effetto? –

– Ancora un paio d’ore, giusto giusto per farli arrivare in ritardo a cena. – Sorride Sirius, riavvolgendo i suoi passi, chiudendo la porta senza fare rumore.

Quando Hermione riapre gli occhi non le sembra strano, almeno per i primi dieci secondi, essere tra le braccia di Fred, che è ancora nel mondo dei sogni. Prima anche solo di poter urlare, comincia vagamente a ricordare come ci sia finita lì.

Ricorda lui che le chiede la bacchetta, lei che gli si avvicina, che gli dice che è carino, lui che la copre, che le dice di dormire. Comincia ad arrossire, rendendosi conto di essere vestita con non altro che un telo di stoffa. Cerca di alzarti, provando a non svegliarlo, ma dopo due o tre movimento, i suoi occhi si fissano su di lei.

– Hermione? – chiede insicuro, stropicciandosi gli occhi.

– Mi dispiace. – gli riesce solo a dire con un filo di voce, alzandosi velocemente, cercando di coprirsi al meglio, comunque consapevole che tutto quello che poteva essere visto, oramai era stato visto.

Fred scuote la testa, ributtandosi poi sul letto, – Vai a vestirti. –

Quando Hermione esce dalla stanza, alla ricerca dei suoi vestiti, il sospiro che il ragazzo lascia andare è piuttosto rumoroso: quale razza di autocontrollo aveva avuto? Come era possibile che ne fosse uscito illeso? Cerca di calmarsi, cancellando la visione e la pressione del seno di lei dalla sua mente, reclamando un po’ di autocontrollo.

Nel momento in cui Hermione torna in camera, pronta a ringraziarlo, Fred è già sceso a cena, lasciandole il tempo di fare le cose con calma. Chiude gli occhi, sentendosi sul letto, prendendo tra le mani la coperta che le ha messo addosso e che, inspiegabilmente, profuma solo del suo odore.

Sospira, cercando di fermare il battito del suo cuore, prima di darsi un’ultima sistemata e scendere anche lei a mangiare, consapevole di arrivare in ritardo.

images (1)– Perdonami. – lo prega ancora George, quando lui e il suo gemello sono oramai a letto.

– Vai a dormire. – gli risponde Fred, nascondendo però un sorriso malizioso: questa volta gliel’avrebbe fatta pagare.

L’altro però non ci sta, si alza e si avvicina al fratello, – Perché sei così tanto arrabbiato? Non è successo nulla. –

Fred si gira a guardarlo, con più serietà possibile, – Era bella. Hermione è bella. – confessa.

George si passa una mano tra i capelli, improvvisamente illuminato, – Non lo sapevo, non l’avrei fatto. –

– Non avresti dovuto farlo comunque, santo cielo, sarebbe stata pronta a saltare addosso a Fierobecco! – ridono entrambi per un attimo, pensandoci, ma poi il silenzio torna ad abbracciarli.

– Quindi ti piace? –

 

– Com’è che sei ancora in vita? – le chiede Ginny, appoggiandosi al letto di Hermione, accarezzando la collanina che Harry le aveva regalato quello stesso pomeriggio.

– Non ho ancora calcolato quale sia il modo più facile e indolore per uccidermi. – conclude l’altra, nascondendo il volto dietro al cuscino.

– Beh, se non altro non gli hai confessato nulla. – sorride la più piccola dei Weasley, ricordando per un attimo il volto arrossato di Hermione, quando si era precipitata a cena, chiedendo perdono a Molly per circa un centinaio di volte.

Gli occhi di Sirius si erano indugiati velocemente su di lei, chiedendo poi a Fred che cosa l’avesse trattenuto in camera fino a tardi, creando per qualche secondo un pesante silenzio.

– Come posso guardarlo in faccia ancora una volta? – chiede Hermione più a sé stessa, che all’amica, prendendosi la testa fra le mani, – Sono in camera con lui, non posso tenerglielo nascosto per sempre. –

– Shh, calmati adesso, ci penseremo una volta tornate e Hogwarts, per adesso vediamo di goderci gli ultimi giorni di vacanza, va bene? –

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