Sale

Hermione sbuffa, chiudendo rumorosamente il libro che ha davanti. Stanca, Hermione Granger è stanca di sentire le continue lamentele di Ron Weasley. 

– Cormac ti ha detto qualcosa? – le chiede ancora lui, solleticandosi il mento con la piuma che ha tra le mani, ignorando completamente le azioni dell’amica. Harry alza gli occhi al cielo, distenendo poi le sue labbra in un sorriso disperato. 

– Non mi ha detto nulla. – 

– Vi ho visti parlare oggi a colazione. – Ron rimane ancorato al suo discorso, interrotto solo dall’improvviso arrivo di Lavanda, che gli lascia un veloce bacio sulla fronte. 

– Anche se fosse? – Hermione alza un sopracciglio, riferendosi chiaramente alla nuova arrivata. Ha tutto il diritto di intrattenere qualsiasi conversazione con chiunque, non ha il cartello riservato da nessuna parte del corpo, sicuro Ron non si è preoccupato di esporlo. 

– Harry, Hermione, venite a Natale voi? – la conversazione è interrotta da Ginny, che si piega su una delle poltrone della Sala Comune, per avvicinarsi al trio e a Lavanda Brown. 

– Sicuramente. – chiarisce il Prescelto, sorridendole dolcemente, incrociando lo sguardo con la ragazza, che arrossisce appena e sposta velocemente l’attenzione su Hermione, che non accenna a dare una risposta. 

– Dai Herm, ci divertiamo. – le assicura la rossa, sedendosi a terra a fianco a lei con un sorriso a trentadue denti, – Tutte quelle serate a spettegolare in camera insieme, non ricordi quante risate ci siamo fatte? – 

La più grande scuote il capo, rilassando le labbra in un semplice sorriso, – Credo che i miei mi vogliano a casa. – 

– Solo per qualche giorno, dai dai. – Ginny sbatte le palpebre velocemente un paio di volte, cercando di essere il più convincente possibile. 

– Vedrò quello che posso fare. – si arrende alla fine Hermione, raccogliendo le sue cose, per andare in camera a scrivere ai genitori. Saluta tutti, stropicciando i capelli di Harry con vigore e si dirige verso le scale del dormitorio delle ragazze. 

– Almeno a casa nostra non ci sarà Cormac a colazione. – 

– Ronald, a volte sei proprio un bambino. – il commento di Ginny raggiunge Hermione, che si lascia scappare un sorriso soddisfatto. 

– Lavanda è ancora arrabbiata? – Harry cerca di riportare Ron con i piedi per terra. 

– Sto aspettando la sua risposta, spero che non mi mandi indietro una strillettera. – 

– Oh RonRon è nei guai? – uno dei gemelli si intromette nella conversazione, servendosi del succo di zucca nel bicchiere appena lavato. 

– Taci. – il volto di Ron si tinge di un forte colore rosso e lui distoglie lo sguardo dal tavolo, impossibilitato a dire altro. Cercare di competere con la lingua tagliente dei gemelli è molto difficile. 

– Te li meriti quei guai. – Ginny però continua il discorso, entrando in cucina per agguantare gli ultimi biscotti sfornati da Molly, con l’intento di portali in camera e dividerli con Hermione. 

– Taci anche tu. – 

– Oh avanti, confidati con il tuo fratello preferito, che ti è successo? – il gemello si piega in avanti, costringendo Ron a guardarlo negli occhi. 

– Ha messo il broncio ad Hermione per una settimana perché Cormac le ha chiesto di passarle il sale a colazione e Lavanda, logicamente, non l’ha presa molto bene. – Ginny sparisce con un piatto imbastito di biscotti tra le mani, lanciando un sorriso imbarazzato ad Harry, che ricambia dolcemente. 

– Perché? – è l’unico commento del gemello, che si gratta la testa, confuso. 

– Perché cosa? Non mi è sembrato giusto che lei… – Ronald è pronto a spiattellare all’aria una nuova motivazione per questa sua fissa verso Hermione, ma il fratello lo blocca sul nascere. 

– Perché Cormac dovrebbe chiedere del sale a colazione? – 

Hermione sta giocando con una sua ciocca di capelli, quando uno dei gemelli interrompe il suo passatempo e le si siede a fianco. 

– Ti serve qualcosa? – gli chiede, sorpresa che sia venuto a cercarla e che le stia dando tutte le attenzioni. L’aria comincia a profumare di erba appena tagliata ed Hermione può sentire la presenza fisica del ragazzo, dato che le braccia di entrambi si sfiorano. 

– Ho una domanda. – le dice, avvicinando il volto a quello di lei, – Perché il sale? – 

– Come scusa? – Hermione sbatte un paio di secondi le palpebre.

– Ah giusto, ho sentito che RonRon si lamenta perché Cormac ti ha chiesto il sale a colazione. – 

Lo fissa per qualche secondo incredula, poi si lascia andare in una sonora risata. Si posa una mano sulla bocca, cercando di essere il più composta possibile, passandosi una ciocca di capelli dietro l’orecchio. Lui la fissa, confuso. 

– Hermione? – 

– Oddio, mi dispiace. – si affretta a dire lei, posandogli una mano su una spalla, sentendo tutta la tensione dei giorni prima scivolarle via, – Sei stato inaspettato, tra tutte le cose che potevi chiedermi, proprio del sale. – 

La fissa, osservando il suo volto più rilassato. Si accorge d’un tratto di come Hermione sia cresciuta, di come Hermione sia diventata bella. Ma soprattutto, si accorge che la sua risata sta ancora rimbombando nella testa. Ed è un bel suono. 

Lei alza lo sguardo, ansiosa di ricevere una risposta, ma quello che succede la spiazza, annulla tutte le sue difese: il gemello l’ha baciata. Si allontana velocemente con il volto arrossato, portando una mano sulla bocca, – Co… –

– Hai  riso così tanto, quando sono stato inaspettato. – si scusa lui, sorridendole maliziosamente, proprio quando l’altro gemello entra nella stanza, concludendo la loro breve e inaspettata conversazione. 

Hermione si passa una mano sul volto, disperata: non può passare tutte le vacanze di Natale chiusa in camera. Tuttavia, l’idea di incontrare uno dei gemelli le fa battere il cuore senza sosta. Nasconde il viso arrossato nel cuscino, imbarazzata. 

Vorrebbe sapere chi dei due l’ha baciata, chi dei due l’ha fatta ridere e l’ha sorpresa. Non per dire grazie, non per parlargli per qualche ragione. Solo per saperlo. 

Si rigira nel letto, sotto pressione, lanciando lo sguardo al soffitto, dipingendo il volto con un’espressione indefinibile. 

Era stato il suo secondo bacio, veloce anche questo, ma in qualche modo più sentito, intenso. Il gemello si era appropriato delle sue labbra con gentilezza, con una felicità che non aveva mai sentito. 

Appoggia la mano sul volto, mentre le sue labbra si distendono in un breve sorriso: miseriaccia, Hermione. 

A cena, quando uno dei gemelli alza gli occhi su di lei, Hermione distoglie velocemente lo sguardo. Non vorrebbe diventare dello stesso colore di un pomodoro, non a tavola, non con tutti i Weasley intorno a lei. 

Lui è dello stesso parere, è bella quando arrossisce solo a causa sua, solo quando sono loro due. 

– Freddie caro, mi passeresti il sale? – 

Hermione alza lo sguardo verso di lui per l’ultima volta quella sera e Fred le sorride maliziosamente, prima di passare il condimento alla madre. 

Le labbra di Fred sono morbide, calde. Non le aveva assaporate al meglio, durante il loro primo bacio, ma quando si erano incontrati casualmente davanti al bagno del terzo piano, Fred l’aveva presa per un braccio e portata in un’altra dimensione. 

Una dimensione dove ci sono solo le calde e morbide labbra di Fred Weasley. Dove le braccia di lui le percorrono tutto il corpo senza sosta, dove sente il respiro affannato del gemello sulla sua pelle. Ride, sulla bocca di Fred, ride di nuovo e lui la segue. Ma la risata dura troppo poco, perché ancora una volta sono affamati di incontrarsi. 

Le passa una mano tra i riccioli, sorridendole. Osserva il suo volto, segue con l’occhio la linea del volto, si immerge negli occhi color nocciola, si perde sulla linea delle labbra, mentre nelle narici ha solo il profumo di Hermione. 

– George ti starà cercando. – suggerisce lei a quel punto, mentre il volto le si tinge di un rosso intenso. 

– Adesso vado. – risponde, rimanendo tuttavia a guardarla, a studiarla, ad apprezzarla. 

– Mi ha perdonato. – osserva sorpreso Ron, grattandosi il capo, dopo aver finito di leggere la lettera di Lavanda, appena arrivata con la posta. 

– Non sei contento? – chiede a quel punto Harry, girando il caffè nella tazza. 

– Mi ha perdonato. – ribadisce il più piccolo dei maschi Weasley, alzandosi dalla tavola senza finire la colazione, lasciando spiazzati i presenti. Ronald Weasley che non finisce di mangiare?

– Andiamo a casa stasera? – chiede George l’ultima sera delle vacanze, dopo aver finito di aiutare la madre a lavare i piatti. Stare alla Tana è unico, ma non è male vivere nella privacy del proprio appartamento sopra il negozio. 

– Devo cercare una cosa in camera, ti raggiungo dopo se non ti dispiace. – si affretta a dire Fred, sorridendo. Vuole passare gli ultimi momenti con la sua ragazza: è diventata la sua cosa preferita. Ogni cosa con lei diventa migliore, anche solo stare seduto a guardarla fare i compiti basta, l’importante è che sia Hermione. 

George scuote il capo, poco sorpreso da quella affermazione: come se non se ne fosse accorto, come se non fosse palese che la cerca in ogni stanza e in ogni momento, – Buon divertimento. – 

– Non finisci di leggere il libro? – Ginny alza gli occhi sull’amica, confusa. 

Hermione per un attimo boccheggia, allontanando la mano dalla maniglia della porta, provando a non essere del tutto colpevole, – L’ho lasciato in salotto, stavo andando a prenderlo adesso. – 

La rossa la fissa per qualche secondo e per un attimo una nuova luce colora i suoi occhi, – Oh, certo. – le risponde calma, ma quando Hermione esce dalla stanza, lo sguardo le cade sul libro appoggiato sulla scrivania. Ginny scuote la testa, sorridendo, provando a concentrarsi ancora una volta sul compito di Pozioni. 

– Mi ha perdonato. – Ron ferma Hermione nel corridoio, anche se lei ha una fretta incredibile. Deve raggiungere la stanza dei gemelli, vuole vedere Fred, vuole baciare Fred, vuole parlare disperatamente con lui. 

– Lavanda? – chiede comunque, da buona amica. 

Ron si siede a terra, costringendo anche lei a seguirlo, – Mi ha perdonato. – 

– Dici la stessa cosa da questa mattina, non sei felice? – Hermione si passa una ciocca di capelli dietro l’orecchio, lanciando lo sguardo verso le scale che portano al piano superiore. 

– Mi sono accorto che mi piace davvero. – sputa a quel punto Ron, – Non pensavo che mi perdonasse, non desideravo nemmeno che mi perdonasse. – 

Hermione a quel punto smette di capirlo, confusa, – In che senso? – 

– Volevo solo cercare di catturare la tua attenzione, non pensavo che Lavanda mi facesse innamorare. Non faceva parte del mio piano. – confessa infine, – Miseriaccia. – 

Hermione arrossisce per un attimo sul volto, incapace di parlare. 

– Mi dispiace, non volevo romperti le scatole con la storia di Cormac. – continua Ron, prendendole la mano e ancorandola a quella conversazione, – Mi aveva dato fastidio, vederti con un altro mi faceva bruciare il petto. – 

– Ron, io… – 

– No, non devi dire nulla: volevo che lo sapessi. Mi sei piaciuta davvero tanto Hermione, ma quando Lavanda mi ha perdonato è scattato qualcosa di nuovo in me. Mi è stata data una seconda possibilità con lei, capisci? – Hermione annuisce, mentre Ron le appoggia la testa alla spalla, sorridendo, – Grazie, grazie per esserci sempre stata. – 

Quando Fred la vede mano nella mano con il fratello, la sensazione che prova è quella di una ferita che brucia a causa del sale. Il cuore nel petto comincia a battere all’impazzata, frenetico. 

Si accorge che la ama davvero, che non sono solo baci o le risate, o le conversazioni, o i libri che hanno letto insieme in soffitta, che non sono solo degli incantesimi che provano per allenarsi, è anche amore. Sospira, passandosi una mano tra i capelli, allontanando lo sguardo dal volto di Hermione, che è dipinto con uno dei sorrisi più sereni che le ha mai visto. 

Perché non posso stare io a tenerle la mano? Perché deve essere lui? La risata di Hermione raggiunge le sue orecchie ed è un rumore straziante. 

Quando riesce a raggiungere la camera di Fred, di lui non c’è traccia. Non può dirgli che lo ama, che quando la bacia il suo corpo si solleva da tutte le preoccupazioni. La stanza è così buia, è così fredda che quasi la ferisce, ma non tanto come il messaggio che le ha lasciato. Non tanto come la richiesta, scritta ed indelebile, di lasciarsi andare, che è meglio così. 

Hermione annusa l’aria del lago, si perde nel paesaggio che ha davanti. Sono passati due mesi da quando ha perso Fred, ma quando la sua mente torna ai quei momenti, le sembrano ancora reali, vivi. 

Sospira, sentendo una veloce lacrima scenderle lungo la guancia già fresca per l’aria mattutina. 

Pronuncia il nome di lui in un sussuro che presto si perde nell’atmosfera e che, sa, non può più tornare. Stringe le mani in pugni, fino quasi a conficcare le unghie nel palmo della mano. 

No, no che non torna più. 

Fred si passa una mano sul collo stanco, lasciando scappare un pesante sospiro, finendo per richiamare l’attenzione di George. Quest’ultimo scuote il capo e alza gli occhi al cielo. 

– Cosa c’è? – 

– Mi deprimi. – 

Le labbra di Fred si aprono in un leggero sorriso, – Grazie per il complimento. – 

– Non lo era, non lo è mai. – George si avvicina, appoggiandosi alla scrivania dove sta lavorando il gemello, – Perché non le vai a parlare? – gli chiede: Fred non gli ha mai voluto spiegare niente di quella breve scintilla, né come sia nata, né come sia finita. 

– Per dirle cosa? – 

–  Sono sicuro che tu riesca a trovare qualcosa da dirle. – George si allontana di nuovo, controllando la pozione che cuoce nel calderone. 

– Congratulazioni per esserti fidanzata con Ron? – Fred sbotta sarcasticamente, anche se la sua voce si incrina per il dolore. 

– Credevo fosse Hermione, non Lavanda. – George ignora la frecciatina, continuando a dargli le spalle. 

– Come prego? – 

– Lavanda sta con Ron, non Hermione. – 

– Tu come lo sai? – Fred gli si avvicina, portandosi dall’altra parte del calderone per guardarlo negli occhi. 

– Sei stato talmente accecato da una rabbia inesistente, che nemmeno ti sei reso conto di quello che c’è scritto nelle lettere di Ginny? – George a quel punto ride, scuotendo il capo.

– Non ho mai letto una singola parola di quelle lettere. – Fred si sente stupido, di una stupidità mai concepita, mai raggiunta da nessun altro della sua famiglia. 

– Valle a parlare, Freddie e toglimi la tua faccia depressa da davanti gli occhi. – 

– No. – è la risposta categorica di Hermione, quando Fred prova a parlarle in un pomeriggio ad Hogsmeade. Vederlo, lo deve ammettere, le ha mandato il cuore in subbuglio, ma le ha fatto ricordare tutto il dolore provato nel doverlo lasciare andare. 

– Ti prego, parliamone. – Fred ci riprova, seguendo la strega che ha accelerato il passo. 

Harry e Ron si scambiano uno sguardo confuso, decidendo di lasciare i due soli, salutandoli con la mano, per poi dirigersi velocemente dall’altra parte della strada. 

– Adesso vuoi parlare? – Hermione si blocca in mezzo alla via, fulminando il ragazzo con uno sguardo. Il dolore che stanno provando entrambi è indescrivibile, come il sale su una ferita. 

– Ho sbagliato. – si affretta a dire Fred, guardandola negli occhi, cercando di ricostruire quella scia che li aveva stretti così profondamente tempo prima, – Ti prego. – 

Hermione scuote il capo, muovendo tutti i ricci, – Probabilmente abbiamo sbagliato entrambi in partenza. – 

Fred le prende il braccio, catturando la piena attenzione di tutti i presenti, – Davvero lo pensi? Hermione, guardami negli occhi e dimmi che è stato tutto uno sbaglio. – dice con un sussurro, per evitare di far ascoltare a mezza scuola i loro affari, – Dimmi che non hai mai desiderato baciarmi, che non ti è mai piaciuto ridere, che… – 

– Fred, che cosa vuoi? – lo interrompe, rompendo velocemente il contatto. 

– Lo sai cosa voglio. – 

Il cuore di Hermione perde un battito a causa della risposta diretta. Lo sa, lo ha capito. Deglutisce, abbassando gli occhi al terreno, – Non posso darti nulla di quello che cerchi. – 

Fred rimane in silenzio, mentre Hermione cerca altro coraggio per mandare avanti il suo discorso, – Eravamo sbagliati, questo, me e te, è sbagliato. – 

– Davvero non c’è più nulla in te che vorrebbe avermi indietro? – 

Non risponde lei, tentenna per qualche secondo, ricordando il sorriso di Fred che le studia il volto, ricordando le sue mani calde che le scottano la pelle, – No. – 

– Hai dubitato. – Fred sorride stancamente, – E questo mi basta. – 

– Ti basta per cosa? – 

– Per provare a farti cambiare idea, Hermione. – Fred nasconde le mani nelle tasche, per il troppo freddo. Vorrebbe scaldarle con il calore di lei, ma si accontenta di vedere il volto della ragazza tingersi di un rosso intenso, – Voglio riaverti indietro. –

Hermione scuote il capo, dandogli le spalle, – Stai perdendo il tuo tempo, Weasley. – 

– Non dovresti essere qui. – la voce di Hermione è piena di rabbia, quando incontra la figura di Fred nei corridoi di Hogwarts durante la ronda. 

– Però ci sono. – Fred sorride, incrociando le braccia al petto.

– Che cosa vuoi? – 

– Ancora una volta, sai benissimo cosa voglio. –

– No che non lo so: sei stato tu a lasciarmi, te ne sei andato senza dire una parola – Hermione sbotta, costringendo Fred a prenderla tra le braccia, per nasconderla in una conca buia del corridoio, quando Gazza li raggiunge, attirato dal rumore. 

Il silenzio li avvolge di colpo. Fred ed Hermione sono di nuovo vicini, ristabiliscono un contatto fisico perso da mesi. Sentono un muro sgretolarsi sulle loro spalle. 

– Mi dispiace. – le sussurra all’orecchio, provocandole un lungo brivido lungo la spina dorsale, – Non volevo ferirti, non ho mai voluto che tu stessi male a causa mia. – 

– E allora perché? – Hermione si gira nelle sue braccia, per incatenare lo sguardo al volto di Fred, che si tinge tutto ad un tratto di un colorito rossastro. 

– Ti ho vista mano nella mano con Ron e ho pensato che… – 

– Che ti avessi sostituito? Abbandonato in un angolo di una camera? – Hermione a questo punto è ancora più nervosa di prima, ma quando Fred annuisce, capisce che il dolore che deve aver provato lui deve essere stato ugualmente pungente, – Sei un emerito idiota. Credi davvero che sia quel tipo di persona? – gli tira un paio di pugni sul petto, senza fargli male. Solo per il gusto di sfogare la sua rabbia. 

– Non sapevo cosa pensare, sono una frana nei rapporti di coppia. Quei giorni, ho pensato che esistessi solo tu, sempre tu, solo Hermione. Quando ti ho vista con Ron, invece che vederti sorridente davanti a me, sono stato divorato dalla gelosia. Ho voluto essere io, volevo tenerti io la mano. E quando abbiamo smesso di sentirci, di vederci, mi sono mangiato le dita per averti perso. – 

– Avresti potuto parlare con me. – gli fa notare Hermione, cercando di salvare nella mente tutte le parole di Fred. 

– Lo so, lo so di aver agito come un emerito imbecille. – 

Fred sorride, quando Hermione cerca la sua mano durante un pomeriggio di libertà da Hogwarts. Il suo sorriso, lo sa, sta illuminando tutte le altre persone. 

– Non me lo hai ancora detto. – le dice, baciandole la fronte delicatamente. 

– Detto cosa? – lo guarda, alzando un sopracciglio sorpresa. 

– Perché Cormac ti ha chiesto il sale?  – 

Hermione ride, scrollando la folta chioma di capelli ricci, alzandosi sulle punte e sussurrando all’orecchio del suo ragazzo, che si mette a ridere in mezzo alla strada, attirando l’attenzione di tutti i passanti. I due rincarano la dose, baciandosi alla luce del sole per un attimo, prima di dirigersi con calma verso la libreria. 

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