Grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald.

images.jpgIl libro che ho voluto portare questo mese è stato un vero e proprio viaggio nel passato: nascosto, su uno scaffale della mia cantina, l’ho trovato che richiedeva un po’ di affetto, richiedeva di essere letto ancora una volta, magari l’ultima.

Leggere il Grande Gatsby è stata una nuova avventura, perché ci ho messo più tempo del previsto: tra lo studio e gli impegni, non sono riuscita a fare i rush letterari che a me tanto piacciono. Non l’ho divorato quindi e me ne dispiaccio. Perché è un libro da mangiarsi, da apprezzare con voglia, con amore e passione.

Per un momento una frase cercò di formarsi sulle mie labbra, socchiuse come quelle di un muto, come se stessero lottando con più di un filo d’aria allarmata. Ma non emisero nessun suono, e quello che avevo quasi ricordato diventò inesprimibile per sempre.

Bello è impersonarsi in Nick Carraway e seguire le sue giornate, che passano quasi sorprendentemente piano, tra la famiglia di una sua parente, tra le sue fiamme e, sopratutto, tra le grandi feste del suo vicino, Jay Gatsby. Un uomo eccentrico, di cui nessuno sembra davvero saper qualcosa, un uomo che è affascinante nel suo mistero, che è ammirato e temuto. Un uomo che viene cercato e che, disperatamente, cerca il suo primo amore.

Passa una vita intera a trovare quella bella ragazza, quella che gli ha fatto battere il cuore per la prima volta, solo per sentire ancora quelle emozioni, quella vita che gli è sfuggita così presto, quella Daisy della sua gioventù.

Il libro è stato bello, un altalena di emozioni continui: li vedevi li sguardi di amore veri, le mani che si cercano nella notte, i sorrisi di uomini innamorati, insieme però alle lacrime, alla tristezza e alla malinconia. Tutto è vero in questo libro ben congenito e costruito e tutto fa sentire al lettore. Gioia, tristezza e angoscia.

Avrei preferito un finale diverso? Forse, magari, ma il libro è bello anche per la sua sfortuna, per la sua fine tragica.

Avevano passato un pomeriggio tranquillo come per procurarsi un ricordo profondo per la lunga separazione che li aspettava il giorno dopo. Non erano mai stati più vicini nel loro mese d’amore, mai avevano comunicato così profondamente, di quando lei sfiorò le labbra silenziose contro la sua spalla o di quando lui le sfiorò la punta delle dita, delicatamente, come se lei dormisse.

 

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Sia ℘

 

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