He chose me – Capitolo uno.

0a4a9bd21210734e74091542344a47a3– Lei crede che sia davvero una buona idea? – la voce della signora McGranitt rimbomba nella stanza, mentre Albus Silente sorride pacato, appiattendosi i baffi folti.

– Non le piace? –

– È altamente contro le regole. – specifica lei, sfregandosi la mano sulla fronte.

– Non se le regole le faccio io. – la risata del preside coglie di sorpresa Minerva, che si lascia poi andare ad un sospiro sofferente.

– Ma lei se ne rende conto? Ritardi, litigi e innamorati in ogni angolo. Vuole trasformare la nostra scuola in un… –

– Sai quante risate ci potremmo fare? –

– E quante vite rovinare? – ribatte Minerva di nuovo, togliendosi il cappello, che tutto ad un tratto le sembra essere così pesante.

– Io penso che sia un ottimo modo per… – Albus alza gli occhi sul volto della sua sottoposta, ma non riesce a finire la frase.

– Per squilibrare gli animi? Per aumentare le ore di servizio di tutti noi professori? – I capelli della donna, prima raccolti in un garbo chignon, si sono ormai lasciati cadere sulle spalle, sconfitti e stressati anche loro.

– Minerva, divertiamoci un po’. – Silente le tocca la spalla, accennando un breve sorriso, – Sono sicuro che questa esperienza sarà per tutti formativa e costruttiva. –

– I dormitori maschili e femminili sono nati e sempre si sono perpetrati così per secoli, perché dovremmo mescolarli? Perché noi? Perché adesso? –

– Andiamo, la cena sta per essere servita. – Il preside le stropiccia i capelli già spettinati e si avvia verso la porta, per poi girarsi un’ultima volta verso Minerva, – Vieni? –

La professa McGranitt alza gli occhi al cielo, consapevole di non poter far cambiare idea all’amico di vecchia data e si rimette il cappello, sospirando, – Le si ritorcerà contro. – gli sussurra infine, sorpassandolo all’uscita della porta, senza mai girarsi indietro.

– Per… mhhh… hè la profess… McGranitt… –

– Dovresti parlare con la bocca piena Ronald, sei disgustoso. – commenta Ginny, che è seduta a fianco al fratello. Non lo degna di uno sguardo, mentre lancia un’occhiata divertita ad Hermione, che sta cenando proprio davanti a lei.

– Per quanto io concordi con te, credo che Ron abbia tutto il diritto di essere sorpreso. – lo sguardo d’intesa delle due viene spezzato dalla voce di Harry, che sta indicando con il pollice la professoressa McGranitt.

– Magari ha solo cambiato stile. – Ginny alza le spalle con tranquillità, mentre addenta la sua prima portata.

– La McGranitt arriva in Sala Grande con i capelli sciolti e voi non dite nulla? – Ron si pulisce la bocca, prima di fissare di nuovo tutti gli altri con più profondità ed indicarsi la testa, – Con i capelli sciolti. –

– La ringrazio per la spiegazione dettagliata, Ronald Weasley. – commenta la stessa professoressa, – Già che ha tanta voglia di parlare, pregherei lei e la signorina Granger di seguirmi un attimo nel mio ufficio. –

Annuiscono entrambi, salutando gli altri due con un breve cenno del capo, precipitandosi poi a fianco della McGranitt, nella speranza di tornare presto a cena.

– Cosa credi che sia? – Ginny alza gli occhi su Harry, spostando una delle patate che ha nel piatto.

– Sarà per la loro carica di prefetto, vedrai che non è nulla di grave. – Vorrebbe dire che, se fosse stato grave, avrebbero avvisato anche lui, ma davanti alla ragazza le parole gli muoiono nella gola, – Poi il professor Silente sta ridendo, non starebbe ridendo se fosse successo qualcosa di terribile. –

Ginny sposta gli occhi sul Preside, che sta parlando con un sempre più accigliato Severus, un Severus che ad un certo punto alza gli occhi verso il cielo, sopraffatto forse da una stancante conversazione. Harry le osserva il viso di profilo, perdendosi un attimo nelle sue lentiggini colorate, mentre la luce della stanza le illumina i capelli rossastri. Il ragazzo deglutisce a fatica, nascondendo velocemente il viso arrossato dietro la mano, quando lei si rigira verso di lui.

– Hai ragione, non deve essere nulla. – Sorridono entrambi, mentre tornano a mangiare i loro piatti, come se nulla fosse, come se la McGranitt non fosse mai entrata in Sala Grande con i capelli sciolti, come se i loro amici non fossero mai stati chiamato nell’ufficio di un professore ad un’ora straordinaria, come se Silente non stesse ridendo per un motivo particolare.

Solo che la McGranitt è entrata con i capelli sciolti e spettinati in quella sala, con il compito di dover parlare ai prefetti della Casa il prima possibile, proprio perché Silente stava ridendo.

Hermione, chiudendo gli occhi sconvolta, si impone di non parlare: uscirebbero solo domande scomode e assolutamente non appropriate. Prenderebbe la professoressa McGranitt per un braccio, la avvicinerebbe ad un muro, guardandola con gli occhi fuori dalle orbite, solo per chiedere, per avere la conferma anzi, che Silente fosse davvero impazzito. È invecchiato, se lo aspettavano tutti che prima poi avesse mostrato dei segni di debolezza.

– Ma è sicura che… – Ron prova a parlare, alzando il dito verso il cielo, ma viene presto zittito.

– Certo che ne sono sicura Weasley, non sarei qui a parlarvene altrimenti. – Minerva si massaggia le tempie, cercando di mantenere la calma, osservando poi la signorina Granger, che è straordinariamente in silenzio.

– E come pensa di… cioè è complicato. – Ron parla di nuovo, grattandosi la testa perplesso, osservando le due donne completamente sconvolte.

– Non è solo complicato, è anche contro le regole. – esplode infine Hermione, incrociando le mani al petto, – Maschi e femmine, camere miste… Non è previsto: la scuola è nata e sempre dovrebbe essere provvista di camere separate. -.

La professoressa McGranitt si sforza di non sorridere, troppo orgogliosa della sua migliore alunna, e scuote il capo, – Le regole le fa il Preside, quindi non sarebbe infranto niente. –

– Ma con quale criterio intende mischiare le camere? Per anno? Per parentela? Per… – Ron ricomincia a parlare, ma viene zittito di nuovo.

– Le sceglie il professor Silente, di questo mi ha già informato, ma ora tornate alle vostre cene, non vorrei trattenervi troppo. –

Mentre Ron si avvia, Hermione si gira di nuovo verso la professoressa, troppo piena di domande, – Mi scusi, ma come gli è venuto in mente? –

La McGranitt le sorride amaramente, – È stato in vacanza non so dove questa estate e, prendendo esempio da una scuola del posto, ha voluto proporre qualche cambiamento: ora lo so, le sembra un cambiamento eccessivo, esattamente come io lo ritengo poco necessario, tuttavia queste sono le regole. –

Per Hermione queste non sono regole e no, non le avrebbe accettate così tranquillamente. Forse, si diceva, camminando di nuovo verso il suo posto a fianco ad Harry, sarebbe stata una delle prime che non avrebbe rispettato ed ascoltato. Si passa una mano tra i capelli, lanciando un’occhiata verso Silente, che sta tranquillizzando per l’ennesima volta la professoressa McGranitt.

– Di che vi ha parlato? – le chiede d’improvviso Ginny, avvicinandosi al suo volto.

Prima solo anche di provare a rispondere, di cercare di dare un senso ai fiumi di parole della mente, Albus si alza e prega a tutti di fare silenzio, che ha una cosa importante da dire, da dichiarare, da cambiare. Una cosa di cui è orgoglioso e che, di sicuro, farà crescere tutti quanti. Hermione alza gli occhi al cielo, seguita da metà della tavolata dei professori, mentre Ron sembra essersi già abituato all’idea di cambiare il suo modo di vita: gli sembra che abbia senso, che possa essere davvero un’esperienza formativa, giusta e… conveniente?

– Silenzio! Questo significa che potrete capitare con chiunque: saranno rimescolati insieme gli alunni dal primo al terzo anno e quelli dal quarto al settimo. – Chiarifica dopo un po’ Silente, ormai stanco delle troppe domande e desideroso di ritirarsi nel proprio ufficio, – Le scelte sono state fatte con accurata attenzione, per evitare il minor numero di problemi: vi chiederei di andare il più d’accordo possibile e di trasformare questa esperienza in qualcosa di formativo. Buonanotte a tutti. –

images (1)Harry non riesce a crederci, più chiude e apre gli occhi e più quella situazione gli sembra surreale, – Ginny? -, continua a guardarla, incredulo, spaventato, felice. È davvero la sua camera?

Ginny, che oramai è diventata dello stesso colore dei suoi capelli, cerca di sorridergli per quanto possibile, nella speranza di non rendere palese sia la sua contentezza, che il suo imbarazzo.

Tra tutti i ragazzi o ragazze che poteva capitargli, proprio Harry Potter doveva essere il suo compagno di stanza? Era il destino? Quanta fortuna spacciata stava avendo in una sola serata?

Non della stessa idea è invece Ron, che all’entrata della stanza si è ritrovato un emozionato e già imbarazzato Neville Paciock.

– Tu sei il mio compagno di stanza?! – esordiscono entrambi, sconvolti. Tra tutte le ragazze della Casa, era davvero possibile che solo loro fossero stati accoppiati insieme?

– Ci deve essere stato un errore. – chiarisce Ron, passandosi una mano fra i capelli rossastri, rigirando nelle proprie mani la pergamena che lo aveva condotto proprio in quella stanza. Eppure, il nome fuori dalla loro stanza era già stato scritto indelebile: Paciock & Weasley.

Ron sospira, chiudendosi la porta alle spalle, – Vediamo di andare d’accordo come prima, d’ora in avanti. –

– Dimmi che è uno scherzo. – commenta tragico uno dei gemelli Weasley, quando gli occhi di Hermione cadono su di lui. Lei, che è impegnata a incastrare una pila di vestiti nella parte più in alto dell’armadio, quando lo vede, perde la presa, ma il suo corpo non tocca terra.

Quando riapre gli occhi, il viso del ragazzo è a pochi centimetri dal suo e le sue braccia le cingono il corpo, – Tutto bene? –

Hermione si scosta, imbarazzata più che mai, toccando il pavimento e guardando, disperatamente, in un’altra direzione, – Sì, grazie di avermi presa. – sussurra appena, desiderosa di voler uccidere Silente, seduta stante.

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