L’indagine misteriosa dei Gemelli Weasley e di Hermione Granger – Capitolo 14.

Capitolo Quattordici – C.R.E.P.A

 

MCDHAPO EC426

C – Cactus.

 

Lavanda:

Fissi gli occhi su Hermione, che sta seduta davanti alla finestra osservando – e questo mai l’avresti detto – un cactus. Sorride lei, non osandolo toccare per paura di farsi male, ma senza riuscire a distogliere lo sguardo dal vaso.

– Gliel’ha regalato Fred. – ti informa Calì al tuo fianco, mentre le guance di Hermione, al solo nome del ragazzo, si imporporano un po’. I tuoi occhi corrono di nuovo verso la tua compagna di stanza, che ora nasconde il suo viso sotto il braccio.

– Davvero ti ha regalato un cactus? – chiedi stupefatta, pregando che Ron non sia simile al fratello e che non si presenti alla tua porta con in mano un vaso di muschio.

I capelli di Hermione salgono e scendono, affermando quella verità che a te sembra così irreale: Fred Weasley che regala un cactus ad Hermione Granger.

Tuttavia non puoi sapere che quel vaso lei se l’è ritrovato sul comodino la mattina, con la dolce firma di lui scritta su un foglietto, con gli auguri di una buona giornata – in sua compagnia, si intende – e con quella idea costante nella testa di Fred che, il significato segreto di un cactus, esprimesse un amore appassionato, come quello di Hermione per i libri, per le penne da scrivere, per la carta antica, per i capelli rossastri e per le sue battute ironiche.

E mentre tu sei ignara, consapevole che presto dirai a tutti che questa situazione è quasi surreale, non puoi e non riesci a comprendere il perché delle labbra incurvate verso l’alto di Hermione, dei suoi sospiri persi ed innamorati e di quel cactus maledetto che ha già preso il posto dei libri sulla scrivania della tua compagna.

Fred:

Sorridi quando, entrando in Sala Grande, tutti gli occhi sono di nuovo puntati su di te. Il tuo sorriso è più una maschera fittizia, perché mostrare un’espressione confusa e persa non è da gemelli Weasley.

– Cos’hai fatto sta volta? – ti chiede George, che ha tutt’un altro concetto nella testa e fissa il volto di Lavanda con sospetto.

– Questa volta sono sconcertato quanto te. – ammetti amaramente, sistemandoti il colletto della camicia.

– Perché sorridi allora? –  il tuo gemello alza gli occhi al cielo, perdendosi in una risata trattenuta.

– Ho pensato che fosse un buon modo per affrontare i miliardi di occhi che mi stanno fissando. – alzi le spalle, raggiungendo Lee, che è già seduto al tavolo, – Allora Jordan, che succede oggi? –

– Hai davvero regalato un cactus ad Hermione per San Valentino? – dice a stento lui, trattenendo le risate, spalmando il burro sul pane caldo.

– Un cactus? – riecheggia George al tuo fianco, alzando un sopracciglio ed esibendo un sorriso ironico.  

– Per me è un’ottima mossa, Fred. – ti sostiene la piccola Ginny, accomodandosi davanti a te ed esibendo un sorriso a trentadue denti.

– Rimane sempre un cactus. – l’interrompe Lee, ridendo di nuovo.

– Seriamente Fred, un cactus? – ti chiede ancora George, quasi come se si fosse rotto.

Tu non rispondi, maledicendo mentalmente la lingua lunga di Lavanda, – Non puoi comprende, Gerogie. – ti limiti a commentare, alzando lo sguardo verso Harry, che si è appena seduto di fianco a tua sorella, – Che fate voi oggi? –

– Mi porta a Mielanda.- dice Ginny del tutto carica, sistemando gli occhiali del suo ragazzo, che si erano leggermente stortati sul volto, – Poi penso andremo al campo da Quidditch. –

Romantico. – sussurra Ron, alzando gli occhi al cielo, – Che ne è di Madama Piediburro? –

– L’ultima volta che ci sono andata, sono diventata un confetto. – commenta Hermione, sedendosi al tuo fianco.

– Ci sei andata? – le chiedi strabuzzando gli occhi, del tutto confuso.

– Con Krum, vero? – domanda Ginny, addentando la sua fetta di pane.

Mentre la tu ragazza annuisce divertita, il succo di Ron si rovescia per tutta la tovaglia, seguito da un silenzio tombale da parte di tutti i presenti.

– Ora il cactus non ti sembra così strano, vero? – sussurri a George, che alza gli occhi al cielo, definitivamente sconfitto.

 

R – Rosmerta

 

Ginny:

Quando la Burrobirra scende nella tua gola, un certo calore pervade il tuo corpo, – Sono contenta di essere venuta qui. – affermi, accarezzando le mani di Harry.

– Volevo un posto dove potessi stare al caldo. – ammette lui arrossendo appena, ricambiando il tuo gesto ed intrecciando le dita con le tue.

A qualche tavolo più in là, sforzandoti di spostare lo sguardo lontano da Harry, puoi scorgere Hermione che ride per una battuta di Fred, quest’ultimo che le sorride dolcemente, mentre le passa una mano fra i capelli. Insieme, non sai perché, sembrano illuminare la stanza di una luce nuova, più intensa di quella della lampadina.

Eppure, quella luce illumina anche te ed Harry, anche se non te ne sei ancora accorta.

– Se sto con te, ricordatelo, sto sempre al caldo. – gli sussurri, concentrandoti di nuovo sul tuo di appuntamento, costringendo il tuo ragazzo a baciarti la fronte, nel tentativo di nascondere il suo sorriso troppo felice ai tuoi occhi.

 

Fred:

– Quindi hai davvero provato a chiedere a Madama Rosmerta di uscire? – ti chiede Hermione, trattenendo le risate, mentre la sua mano si scalda al contatto con il boccale di Burrobirra, ordinato ai Tre Manici di Scopa.

– Rosmerta è una bellissima donna. – dichiari fintamente offeso.

– Non ho mai affermato il contrario. – Hermione alza gli occhi nocciola verso di te, che ti senti perso per un attimo, – Almeno ha detto di sì? –

– Possiamo dire che non abbia mai rifiutato me – ammetti a cuor leggero, alzando gli occhi verso Rosmerta, che ha appena finito di servire il tavolo di tua sorella, – Mi ha scambiato per George, a cui ha rifilato il due di picche. –

Hermione, che fino ad allora era stata impeccabile, si lascia andare ad una risata spontanea, mentre l’immagine di tuo fratello che viene rifiutato le nasce nella mente e tu le sorridi dolcemente, accarezzandole i capelli.

E – Equilibrio

 

George:

Cercando di entrare ai Tre Manici di Scopa la tua immagine ti si pianta davanti, con il naso arrossato e un sorriso a trentadue denti, – Ciao George, Angelina. – vi dice, trovandovi mano nella mano.

Hermione, che era impegnata a raccontargli qualcosa, vi saluta, riacquistando un minimo di decoro, – Come va? –

E mentre Angelina risponde e spiega come tu, proprio tu, fossi arrivato in ritardo all’appuntamento, non puoi non notare che le dita di tuo fratello stanno cercando disperatamente quelle di Hermione, che si aggrappano subito al primo contatto in una presa stretta, ma dolce.

– Ho già perso tempo prima, non ho intenzione di stare poco con te perché ti sei fermata a parlare con mio fratello. – dici, passando un braccio intorno alle spalle di Angelina, che alza gli occhi sorridendo.

– D’accordo Weasley, sono tutta tua. –

Hermione:

La tue dita, al contatto con quelle di Fred, si intrecciano velocemente, mentre siete intenti ad ascoltare Angelina, che parla e parla solo del suo George.

Un contatto così estremamente semplice, ma, che sai, qualcuno ha spiato da lontano, qualcuno che complice di questo amore vi lascia presto di nuovo tutti soli, ad assaporare la dolcezza di quella presa.

– Cosa stavi dicendo? – ti chiede Fred, girandosi appena verso di te, per vederti in faccia.

– Stavo cercando di farti un complimento, credo. – ammetti, stringendoti nelle spalle, – La prima volta che ti ho guardato in faccia, mentre ero al primo anno, non ho potuto non pensare che i tuoi occhi fossero proprio belli, sai? –

– Ti sono piaciuto subito, quindi? – ti chiede, sorridendo.

– Mi sono piaciuti i tuoi occhi, sai benissimo che cosa io pensassi di te. –

– Che ero un fannullone, un combinaguai, una spina nel fianco… – Fred cerca di imitare la tua voce, mentre tu lo strattoni, – Seriamente, credo che sia bello che tu sia così diversa da me. –

– Che vuoi dire? –

– In un certo, è come se il tuo fare da So – tutto – io, equilibrasse i miei misfatti. – dice, fermandosi e baciandoti la fronte, – Non ti sembra, non ti senti più in equilibrio quando sei con me? –

 

P – Piuma

 

Lee:

Katie ti lascia un veloce bacio sulle labbra, prima di sparire dietro l’ennesimo scaffale. Non fai in tempo a seguirla che la porta del negozio di piume si apre di nuovo e tu rimani abbagliato da una figura, che giureresti, non hai quasi mai visto da quelle parte negli ultimi sette anni.

Fred Weasley, al seguito di Hermione, ti fa un piccolo gesto della mano, per poi darti le spalle velocemente, attirato dalla voce della sua ragazza.

Katie, che nel frattempo è riemersa, ti sorride tranquilla, del tutto ignara del peraé suo tuo volto ci sia una espressione sorpresa, – Tutto bene? –

– Va tutto bene, se sei qua con me. –

Fred:

– Hai davvero intenzione di regalarmene una? – ti chiede Hermione per l’ennesima volta, attaccandosi alla tua manica, come una bambina in un negozio di caramelle.

Le annuisci dolcemente di rimando, mentre con un cenno della mano saluti Lee, rimasto pietrificato alla tua vista.

Trattieni le risate, mentre la tua ragazza si fionda su uno scaffale dall’altra parte del negozio e, per quanto tu voglia seguirla, la tua vista cade improvvisamente su una piuma biancastra davanti a te. La senti leggera, bella, comoda e, in qualche modo, la puoi immaginare nelle mani di Hermione, mentre scrive uno dei suoi tanti compiti.

– Cosa ne dici di questa? – le chiedi, giradoti verso di lei, che ti raggiunge velocemente, – Mi ricorda te. –

Lei ti guarda, con le guance arrossate e un’ombra di sorriso sulle labbra, – La prendo, solo se poi andiamo da Zonko e lasci che io scelga qualcosa per te. –

 

A – Amore

 

Hermione:

Rincorri Fred per il corridoio di Hogwarts, mentre lui cammina veloce davanti a te, con le mani nelle tasche.

– Non stai andando a letto. – osservi pratica, tirandogli la camicia e alzando gli occhi verso il suo volto.

Lui sbuffa, reprimendo una risata e accarezzandoti la testa, – Astuta osservazione, Granger. – ribatte, – Goditi la mia presenza ancora per un po’. – sussurra poi, rubano le tue labbra e abbracciandoti. Le tue mani, istintivamente, corrono a giocare con i suoi capelli e rispondi al bacio, senza il minimo indugio.

Pensi alla giornata appena passata, pensi al cactus sul tuo comodino, pensi alla risata di Fred, pensi alla piuma e ti alzi sulle punte, piena di gioia. Una gioia che sembra essere incontenibile e che anche lui sente, visto che ti solleva da terra e ti fa girare.

– Che stai facendo? – gli sussurri ridendo, per paura di essere beccata ad amoreggiare nel corridoio.

Ti zittisce, facendoti cadere sulle sue labbra per l’ennesima volta, adagiandoti a terra, mentre le tue mani si aggrappano al suo petto. Senti battere solo il suo cuore, nessun altro rumore ti disturba.

– Ecco, ora posso andare a letto. – spezza il silenzioso battito, lasciandoti un ultimo bacio sulle labbra.

Scuoti il capo, rimettendo a posto la sua divisa, incrociando le braccia al petto, mentre lui si allontana di nuovo con le mani in tasca. Fai per girarti, quando la sua voce ti raggiunge di nuovo.

– Dimenticavo di dirti una cosa, ti amo Hermione. –

E lo sai, ti ama nonostante i tuoi errori, nonostante la severità, nonostante il tuo scherzo, nonostante le tue regole. Ti ama nella tua complessità e nella tua spontaneità, ti ama per le tue guance arrossate quando ti bacia, per le tue labbra morbide, per il tuo odore vanigliato, per i tuoi capelli crespi, per i libri che ti porti sempre dietro e, soprattutto, ti ama perché tu, allo stesso modo, insieme ai suoi nonostante, ami anche tutto il resto.

 

 ∼ The end ∼

 

Sia ℘

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