Solo se ti fidi di me – 5. Indietro. 

Solo se ti fidi di me.


5. Indietro. 

4d3da04ec691d9b67a17e669178c52cdDelle goccioline di pioggia colpiscono i vetri, oscurando la vista di Hermione, che viene colpita improvvisamente da un brivido di freddo. La ragazza si raggomitola nel maglione di Fred, stringendo le lunghe maniche tra le dita.

Le annusa poi, perdendosi in quel profumo che tanto ama: sa di casa, sa di amore, sa di coccole, sa di risate, sa di tramonti e albe. Il profumo di Fred… Sa proprio di Fred.

Si è infilata dentro quel maglione per astinenza: dopo una lunga giornata di lavoro al Ministero era arrivata in casa, desiderosa di un bacio, di una carezza, ma non l’aveva trovata. Fred era ancora a lavoro, è ancora a lavoro a fabbricare chissà quale nuova brodaglia con George.

Hermione sorride tuttavia, sentendo un distinto, definito e famigliare crack nella camera da letto, – Sono a casa, scusa il ritardo. –

– La prossima volta che piove, te lo prometto, accendiamo il camino. – Fred le accarezza una guancia, trasportando in mano l’ultimo scatolone: disfatto quello, saranno a casa per davvero.

– Mi posso fidare, vero? – un brivido le stravolge le membra, mentre l’ennesimo tuono squarcia il cielo britannico.

Fred fa comparire una piccola fiammella con la bacchetta, avvicinandola ad Hermione per scaldarla, – Prendila come anticipo. –

I capelli di Fred, nota Hermione, sono sempre un po’ più rossi alla luce del fuoco. E più ci pensa, più il suo cuore si scalda e più lei sorride.

– Cosa c’è? – le chiede, appoggiando la tazza fumante sul tavolino davanti, guardandola di sottecchi.

Hermione allunga le gambe su di lui, avvicinadosi con il busto in avanti, sfiorandogli le ciocche ribelli, – Niente. – mormora.

– Niente? – le dita di Fred corrono sulle gambe esili della ragazza, per fermarsi all’altezza delle caviglie.

– È che i tuoi capelli mi hanno rispedito indietro di sei anni: mi sei venuto in mente con la tua divisa scolastica, mentre ti fermavi a parlare con me in Sala Comune. – ammette, mentre un veloce rossore le colora le guance.

Fred sorride, perdendosi in quel suo imbarazzo – di cui è particolarmente fiero, dato che riesce ancora a provocarlo nonostante sia passato tanto tempo -, – Non parlavo e basta. – dice malandrino, schioccando le labbra.

Hermione capisce al volo, complice del suo amore per il ragazzo, e si lascia scappare una risata eccitata, – È vero, ho ancora il ricordo piacevole di tutti quei baci. –

Fred si avvicina, rubandole piano le labbra, inaspettatamente troppo piano.

– Che fai? –

– Ti riporto indietro del tutto. – sussurra lui ad un filo dalla sua bocca, desideroso di baciarla ancora e ancora e ancora, mentre il cuore gli batte nel petto prepotente, sentendosi di nuovo quel diciassettenne innamorato.

– Sta uscendo il sole. – constata Hermione, scostando la tenda della finestra, – Dovremmo spegnere il fuoco. –

Uno sbadiglio assonnato si impadronisce di Fred, che si stiracchia, – Ancora un po’. – sussurra.

– Ma è acceso da tutta la notte. –

– Ed è tutta la notte che sto facendo l’amore con il Prefetto di Grifondoro, che sta infrangendo non so nemmeno quante leggi, e che tu stai facendo l’amore con l’individuo più forviante tra gli studenti. – Fred la bacia, accarezzandole la schiena.

– D’accordo, ancora un po’. –

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