L’indagine misteriosa dei Gemelli Weasley e di Hermione Granger – Capitolo 12.

Capitolo Dodici – Favori.

 

MCDHAPO EC426
Hermione:
Sistemi le ciocche arruffate di Fred, mentre lui sorride e ti bacia la spalla. Ti tiene in braccio da qualche minuto, dandoti però la possibilità di continuare a studiare.

George invece, sistemato sull’altro divano, continua la sua discussione fitta fitta con il fratello.

– E allora le ho detto che avrei lasciato il Quidditch. – sostiene, giocando con la sua bacchetta.

– Per questo hai un occhio nero? – chiudi il libro che hai tra le mani e gli sorridi.

George ci aveva provato, aveva provato a mettere Angelina alla prova, ma aveva fallito miseramente. No, non lei. Era stato lui a perdere quella battaglia.

– Per questo sono anche costretto ad un allenamento extra alla settimana. – sibila, mentre Fred trattiene le risate e ti lascia un veloce bacio sulla guancia.

Vorresti dirgli che se l’è cercata, che è solo colpa sua e della sua spavalderia, ma hai finalmente ottenuto una posizione stabile in questo nuovo trio, non puoi essere subito degradata.

Prima di poter comunque aprire la bocca, prima anche solo di poterti dispiacere per il futuro di George, qualcuno interrompe il vostro terzetto.

– Ho un problema. – Ginny vi si piazza davanti, trafelata.

– Sarebbe? –  Fred alza un sopracciglio, lanciando un’occhiata assonnata verso il fuoco della Sala Comune.

– È una catastrofe, un vero dilemma– continua lei, fissandoti negli occhi: puoi notare un velo di lacrime sul punto di cadere. Scuoti il volto, abbandonando la posizione e la protezione che il corpo di Fred ti da per avvicinarti alla tua amica.

– Cosa sarebbe una catastrofe? – chiedi, accarezzandole i capelli rossastri.

Ginny prende aria, mentre sposta lo sguardo disperato su tutti e tre.

– Lo sapete, no? Tra una settimana sarà San Valentino. No dico, il primo San Valentino con Harry Potter – non il primo con lui, ma il primo con lui. Capite? – dice tutto d’un fiato, arrossendo appena.

– Non trovo il problema. – chiarisce pratico George, massaggiandosi l’occhio dolorante. Angelina non c’era andata molto leggera.

Tu invece il problema lo trovi eccome, è limpido quel problema: anche tu, esattamente come Ginny, senti questa pressione sulle spalle. Non forse perché è il primo San Valentino con Fred, ma più probabilmente perché è il primo San Valentino con qualcuno accanto.

– Il problema è che io devo sapere. – sussurra, sedendosi vicino a Fred, prendendolo per il collo della maglietta come se fosse stato lui a non comprendere.

– Sapere? – la interroghi, alzando un sopracciglio, con aria confusa.

– Cosa mi regalerà lui. – scrolla le spalle sorridendo adesso, – E visto che ho tre dei migliori investigatori a mia disposizione posso stare tranquilla, no? –

– Noi non… – cominci tu, titubante.

– … Siamo investigatori. – finisce George.

– Però per i vostri sporchi lavori lo siete stati. – Ginny mette il broncio, mentre un veloce Ron raggiunge la vostra posizione. Si risistema il colletto e si apposta vicino a George.

– Aiutatemi. – vi supplica, – Mi dovete un favore. – I gemelli avevano usufruito di lui per incastrare te, dopotutto.

– Primo San Valentino con Lavanda? –  Ginny alza gli occhi su di lui, sofferente. Lui annuisce piano, mentre George comincia a compilare mentalmente una lista di maledizioni: forse solo tu e Fred vi sareste salvati.

– Comunque sembra che anche tu mi debba un favore. – sibila la più piccola dei Weasley in tua direzione, con la consapevolezza di aver mantenuto il tuo segreto per qualche settimana senza mai tradirti.

Ti mordi un labbro, imprecando mentalmente, mentre Fred comincia a ridere di gusto.

– Incredibile, incredibile. – biascica, tra una risata e l’altra, – Siete troppo forti. – Tu e George lo guardate dubbiosi, incapaci di comprendere questo suo scatto di ilarità.

Ron e Ginny si fissano su di lui, nella speranza di poterlo smuovere ulteriormente.

– Tu ci puoi comprendere, vero? Lo faresti per Hermione, no? – il tuo migliore amico ti indica con una mano, sporgendosi sul bracciolo del divano.

George, spinto dall’altruismo, raggiunge il gemello, passandosi una mano fra i capelli rossastri e appoggiandosi alla spalla di Fred.

– D’accordo, vi aiuteremo. – conclude, mentre tu sei indecisa se arrossire per il silenzio del tuo ragazzo o maledire i gemelli Weasley. Tu non puoi, tu non vuoi…

~

Lavanda: 
Non ti era mai piaciuto camminare nei corridoi da sola: non c’è modo di parlare con nessuno, nessuno che possa ascoltare i tuoi lunghi sproloqui sulla nuova relazione di Hermione Granger o sull’occhio nero di George Weasley. Che avessero combattuto per l’amore dell’altro gemello? Ti emozioni per un attimo, ricordandoti però di mantenere un certo contegno.

– Lavanda. – dice qualcuno alle tue spalle, avvicinandosi. Ti giri, osservando dal basso la figura di Fred Weasley.

Sorridi inconsciamente: ecco, ecco con chi potevi parlarne.

– Si dicono molte cose di te. – sussurri con calma, mentre ti accosti al muro del corridoio.

– Davvero? – alza un sopracciglio lui, piuttosto divertito dalla situazione.

– È stata Hermione a fare l’occhio nero a George? – lo provochi, accarezzando la copertina dei libri che ti stai portando dietro.

– Un’informazione per un’informazione, che ne dici? – ti propone, passandosi una mano fra i capelli rossastri e appoggiandosi al muro a fianco a te.

– Cosa ti serve? – chiedi sbrigativa, annoiata per il tempo che Fred ti sta facendo perdere.

– Alcune voci, magari ne avrai sentito parlare, dicono che tra una settimana sarà San Valentino. – si umida le labbra lui, facendo comparire una strana luce negli occhi, – Che cosa regalerai a Ron? –

Arrossisci sulle guance, stringendo i libri al petto, – Non… Non sono affari tuoi. –

– Suppongo che non ti interessi così tanto sapere il perché dell’occhio nero di George, allora. – è lui ora a provocarti, ridendo appena.

Ti mordicchi il labbro, imprimendo al tuo cuore di battere più piano: cosa ne può sapere lui dell’amore che provi per Ron? Eppure, l’informazione su una presunta lite tra Hermione e George è troppo succulenta, troppo interessante.

Sospiri, riportando gli occhi combattivi su di lui, – Un enorme album fotografico pieno di nostre foto e dediche che ho scritto per lui e una bambolina con le mie sembianze: sai, c’è un negozietto che le fa su misura. – dici tutto d’un fiato, imbarazzata. Meno male che hai accuratamente deciso di non comprargli quel biglietto canterino: come l’avresti spiegato, poi?

Fred trattiene le risate, immaginando la scena nella sua mente.

– Un’informazione per un’informazione, Weasley. – lo ridesti tu, tirandogli la divisa.

– Ah, giusto. Hai ragione tu: George ed Hermione hanno litigato per me in una battaglia epica, mi hanno mostrato tutto il loro amore. Avresti dovuto esserci, un duello quasi mortale. –

– E ha vinto Hermione, eh? – gli chiedi, con gli occhi tutti emozionati, stringendo la presa sulla sua divisa.

Fred si piega verso di te, ad un centimetro dal naso, – Solo un’informazione, chi abbia vinto rimane un segreto. –

Un segreto? Cos’è, un segreto?

~

George:
– Perché ci fissano tutti? – Hermione ti guarda confusa, sistemandosi i capelli.

Nel corridoio che state percorrendo ogni occhio è puntato verso di voi, scrutano la tua ferita e l’esile figura della Granger.

– Ho un brutto presentimento. – concludi tu, appoggiandole un braccio intorno alla spalla, sorridendo con calma.

– È giusto che tu lo abbia. – dice qualcuno dietro di voi, schiarendosi la voce.

– Angelina? –

– Che intendi dire? – chiede Hermione, liberandosi del tuo peso ed avvicinandosi alla tua ragazza.

– Girano voci. – sussurra lei, lanciando qualche occhiata agli altri studenti, – C’è chi dice che avete lottato per un duello quasi mortale per l’amore di Fred, chi dice che era solo una messa in scena, che l’occhio nero te lo ha fatto lui perché vi ha sorpreso insieme, chi ancora che… –

– Ma è ridicolo, tu mi hai fatto l’occhio nero. – dici, trattenendo le risate.

– Io lo so, tutto il resto della scuola no. – conclude Angelina, avvicinandosi a te e accarezzandoti la zona dolorante, – Sono stata troppo brusca, mi dispiace. –

– Non ho parole. – sbuffa Hermione, – Non ho mai voluto che la mia vita fosse spiattellata alla mercè di tutti, benché meno una vita inventata. –

– Stai con un Weasley, che ti aspettavi? – sorridi, accarezzandole i capelli, cercando di tirarle su il morale.

Hermione sembra ridestarsi per questa tua mossa e risponde al tuo sorriso, – Dobbiamo comunque cercare Harry. – ti dice pratica, forse bramando di tornare presto ai suoi studi.

– Oh, devi andare proprio adesso che ti ho perdonato? – Angelina ti fissa, desiderosa di cose proibite e tu alzi gli occhi al cielo.

– Devo fare una cosuccia, poi… – provi a dirle, non sai nemmeno tu con quale forza, con quale autocontrollo.

– Lascia stare George, me la saprò cavare da sola. – ti dice Hermione, sorridendo, – E poi sarebbe meglio che non camminassimo insieme per i corridoi, con le voci che girano. –

Vi saluta entrambi con la mano, allontanandosi di qualche passo, – Hermione! – la chiami, abbracciando Angelina, – Ti devo un favore. –

~

Hermione:
– La spaccaossa si degna di concedermi del tempo? – la voce di Harry ti raggiunge veloce, mentre ti siedi davanti a lui.

– Quale versione della storia hai sentito? – gli chiedi, passandoti una ciocca di capelli dietro all’orecchio.

– La vera domanda è quale versione io non abbia sentito. – conclude lui sorridendo, accarezzandoti la mano. Ti era mancato Harry, parlare con lui e sfogarti.

– Pettegoli. Hogwarts è ricolma di una banda di pettegoli – sussurri tu, alzando gli occhi al cielo e sospirando.

– Stai con un Weasley, che ti aspettavi? – ti chiede Harry ironicamente, consapevole della pressione che tutta la scuola riserva sulle vostre spalle. Voi, voi che siete stati scelti da qualcuno dei fratelli Weasley, che potete passare del tempo con loro, che potete sperimentare sulla vostra pelle la loro ilarità, la loro forza…

No, probabilmente è solo il gusto di poter sparlare di qualcun’altro.

– Questa frase l’ho già sentita. – dici sorridendo, ricordando il volto di George di qualche minuto prima.

– Ah non ho dubbi, Ginny me la ripete almeno tre volte al giorno. – ride Harry, sistemandosi gli occhiali sul naso.

– Come va con lei? – chiedi, agganciandoti a quell’argomento, bramosa di concludere la tua missione prima del previsto.

– Una favola, una vera favola: quando ci siamo messi insieme ero un po’ titubante sai, per via di Ron. – Eccome se lo sapevi, la aveva sperimentata anche tu sulla tua pelle, almeno flebilmente, quell’indecisione: era giusto metterti con Fred? Era giusto non dire nulla a Ron? Ma poi ti eri detta che lui avrebbe capito, come aveva sempre fatto. E così era stato, Ron vi aveva sorriso, lanciando un’occhiata severa a Fred e poi vi aveva dato la sua benedizione.

– Ah sì? E che hai intenzione di regalarle a San Valentino? – forse, lo ammetti, sei stata troppo diretta, troppo svelta. Eppure Harry non si sente sotto torchio, ma vedi le sue mani irrigidirsi.

– So che va pazza per le Api Frizzole, almeno un giorno me ne ha parlato per otto ore, ho pensato che mi stesse lanciando un messaggio. – ammette, ridendo un pochino al ricordo di quella giornata.

– Delle Api Frizzole? – alzi un sopracciglio, titubante.

– Non guardarmi così: la porterò da Mielanda, così si potrà comprare tutte le scatole che vuole. – dice Harry, fissandoti negli occhi, – Che sia una o che siano un migliaio, l’importante è che lei sia felice. –

~

Fred:
– È tutto il giorno che ti cerco. – la voce di Hermione ti raggiunge e tu non fai a meno di sorridere. Aspetti che lei si avvicini da dietro e senti che le sue braccia si avvolgono intorno a te. Percepisci il suo volto affondare nella tua schiena, mentre il suo profumo ti riempie le narici.

– Ti mancavo? – le chiedi, accarezzandole le dita, sopprimendo una risata.

– Volevo solo accertarmi che tu stessi bene. – chiarisce lei.

– Che cosa intendi dire? –

– Non lo sai? Non sai che stai uscendo con la spaccaossa? Non sai che l’occhio nero di tuo fratello l’ho fatto io? –

Scrolli il volto, girandoti verso di lei, tutto sornione. Come puoi confessarle adesso che sei stato tu a dare il via alle voci? O meglio, che tu abbia dato l’informazione a Lavanda, che ha creato tutte quelle voci?

– No no no no, l’occhio nero l’ho fatto io a George, dopo avervi beccato insieme nella guferia. – dici ridendo, passandole una mano fra i suoi lunghi capelli.

Lei ti segue in quella risata, facendoti desiderare di baciarla ancora e ancora.

– Tu mi sei mancata. – ammetti, facendola arrossire. Si ferma, fissandoti negli occhi e perdendosi – molto probabilmente – nel loro colore vivace.

– Anche tu. – sussurra sulle tue labbra, dopo essersi issata sulle punte. Si aggrappa alla tua divisa per non cadere e ti bacia come tante altre volte, forse con un po’ più dolcezza.

Le passi una mano dietro la schiena, per avvicinarla a te e premere il suo seno contro il tuo petto. La sensazione di desiderio pervade tutto il tuo corpo, ma riesci a resistere: la allontani dalla tua bocca, incastrandole il capo sotto il tuo mento e rimanendo ad accarezzare la sua schiena.

– Dimmi Hermione, ti va di uscire a San Valentino? –

Sia ℘

 

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