Laputa.

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E qui ci sarebbe un trono? Qui c’è una tomba, la tua e la mia. Anche se il regno si è estinto, solo il re sopravvive: com’è ridicolo. Non ti rimetterò la pietra! E tu non potrai lasciare questo luogo, ma vi morirai con me! Adesso, perché Laputa si sia estinta io lo capisco bene. Si trova nella canzone della valle di Gòndoa: «Mettendo radici nel suolo, viviamo insieme col vento! Si passi l’inverno insieme coi semi! Cantiamo la primavera insieme con gli uccelli!». Per quanto terrificanti siano le armi di cui si dispone, per quanto numerosi siano i poveri robot che si manovrano, vivere distaccati dal suolo non è possibile!

Oggi ho voglia di parlare di qualcosa a cui sono tremendamente legata, faccio un tb alla mia infanzia, a quei giorni incredibilmente felici. Parlo, irrimediabilmente, di Laputa – Il castello nel cielo.

Lo so, ne sono assolutamente consapevole: non è la prima volta che mi dilungo su un capolavoro della Casa Ghibli, ma… quando qualcosa merita di essere ricordato, è giusto spendere qualche parolina in più.

Tra i tanti lungometraggi di Hayao Miyazaki, credo che questo sia uno dei miei preferiti, tanto che il rewatch ogni tanto lo si deve fare. Oggi, mi è sembrato il giorno giusto.

BCpX.gifLaputa parte con la sua protagonista, Sheeta, la principessa, che incontra per un puro caso del destino Pazu, un giovane ragazzo di campagna, che decide fin da subito di proteggerla dai suoi inseguitori: l’esercito e una banda di pirati.

I due, legati fin da subito da una grande amicizia, vogliono scoprire il segreto di Laputa, quella città volante che il padre di Pazu giura di aver visto e di cui Sheeta, si scoprirà, è la legittima erede al trono.

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La giovane tuttavia, viene presto rapita dal Colonnello Muska, che sogna il potere e, per riaverla, Pazu deciderà di allearsi con la banda dei pirati, capitanata dalla dolce e forte Dola. Una volta salvata, i due riescono a raggiungere Laputa e, a loro modo, a salvarla.

La storia, al di là dell’essere decisamente interessante, è raccontata in modo semplice, dolce e divertente: le risate, mentre lo si guarda, sono decisamente assicurate. Si tratta, in fondo, di un lungometraggio prodotto dalla Casa Ghibli, che regala sempre un senso di intimità, di famiglia, di benessere.

E questo senso di casa lo si ritrova in quel buffo Pazu che suona la tromba, in Sheeta che racconta della sua vita prima della fuga, nella dolcezza coperta di Dola, nelle risate e nei discorsi di amore. Infine, Pazu e Sheeta sono l’amore, shippabili al 100%.

Decisamente, un film da non perdere.

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Sia ℘

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