L’indagine misteriosa dei Gemelli Weasley e di Hermione Granger – Capitolo 11.

Capitolo Undici – Rito di passaggio.

 

MCDHAPO EC426

Ginny:
– Hai sentito vero? – Harry ti si avvicina di soppiatto, sistemando la sua tracolla. Sorridi a lui con affetto: deve aver saputo da Ron della colpevolezza della sua migliore amica e ora non sa con chi riuscire a sfogarsi, sopratutto perché lei è ancora tra le grinfie di Fred.

– Io so sempre tutto. – dici con calma, separando le tue mani davanti al volto: non è che tu lo sapessi e basta, tu mantenevi il segreto da ormai troppo tempo. Te lo aveva detto Hermione durante le vacanze di Natale, rintanate in una stanza per la paura di incrociare i gemelli Weasley in ogni angolo: era stata lei ed era stata così brava a non farsi scoprire fino ad oggi. Brava nell’idea e brava nell’eseguzione.

– Non posso crederci. – sussurra lui, decelerando il suo passo. Conosceva Hermione da ormai cinque anni, era ovvio che fosse sorpreso. In che cosa si era trasformata? O meglio, in che cosa l’avevano trasformata? Troppi anni ad infrangere le regole, troppi anni a rischiare di morire o peggio, di essere espulsi.

Scrolli la testa, girandoti verso di lui con un sorriso a trentadue denti, – Io lo prendo come qualcosa di positivo, finalmente ha avuto anche lei il suo rito di passaggio. – Lo dici ingenuamente, dimenticandoti forse che il ragazzo davanti a te è anche il tuo fidanzato.

– Il suo che? – Harry alza un sopracciglio confuso, diciamo sempre più confuso.

– Ha dimostrato di essere degna di un Weasley. – annuisci, mentre lui boccheggia.

– Vuoi dire… vuoi dire che anche io devo? – si indica con un dito, mentre la sua mano trema appena.

– Ho tutto il tempo per metterti alla prova, Potter. Tranquillizzati. – ti avvicini a lui ondeggiando a destra e a sinistra per poi lasciargli un veloce bacio sulla guancia.

Harry avrebbe avuto il suo rito di passaggio, magari proprio con un bacio appassionato in Sala Comune, dopo aver vinto la coppa di Quidditch l’anno dopo.

 

~

George:
– Commenti a caldo? – Lee ti urla dal suo letto, facendo finta di avere un microfono tra le mani. Ride con calma poi, cercando di figurarsi Hermione dentro lo sgabuzzino a rubare tutte le vostre Merendine.

– Fa ancora così ridere? – alzi un sopracciglio nella sua direzione, trattenendo anche tu un paio di ghigni.

– Vi siete fatti fregare dalla Granger per Merlino, farà ridere per anni. – si asciuga una lacrima, girandosi a pancia in su.

– Ci Lee, ci siamo fatti fregare tutti quanti. – lo correggi tu, sorridendo appena. Non ti importa che sia stata Hermione, non ti importa di aver perso mesi di affari: ci hai guadagnato la felicità di tuo fratello. Una felicità che sei contento di non dover dividere e per la quale nessuno dei due si sente egoista ad avere ora. Soprattutto poi, sei sicuro di aver consegnato Fred in mani sicure dopo quello che la Granger aveva escogitato alle vostre spalle.

Fissi ancora una volta Lee, che ha deciso di aprire una rivista: sta lì a ripetere il nome di Hermione ancora e ancora, incapace di rendersene conto davvero. Alzi gli occhi al cielo, alzandoti dal letto.

– Dove te ne vai? – ti chiede, svogliato.

– Devo dire ad Angelina che ho intenzione di lasciare la squadra di Quidditch. – alzi le spalle ghignando. Lee cerca di fermarti, ma tu riesci ad uscire dalla camera indenne. Non ti importa che lei urli, che strepiti, che ti uccida. Vuoi metterla alla prova, vuoi vedere in che modo pensa di agire e di vendicarsi. Vuoi essere fiero di lei.

Serve un altro rito di passaggio oggi, non può mica credere di passarla liscia la tua Johnson.

 

~

 

Qualche ora prima.

 

Fred:
Finalmente, smette di parlare e di contorcersi. Era stato così difficile portarla in giro, senza che lei riuscisse a fuggire.

Raggiungete il tanto agognato nascondiglio dietro al dipinto e il suo cuore sembra perdere un battito. Sai benissimo che quel posto lo conosce già.

Ti segue, muta. Gli occhi sono serrati al pavimento e sembra contenta di essere finalmente libera dalla tua presa: evidentemente dovevi averle fatto male nella fretta di portarla via con te.

– Tu non sei una brava persona, lasciami andare. – il suo tono è duro, sconsolato.

– Io sono una brava persona Hermione, non ti preoccupare per questo. – le sorridi, mentre ti siedi sul pavimento, aspettando che lei faccia lo stesso.

– Se tu fossi una brava persona, saresti tornato indietro a fermare George: cosa volete fare a Ron? –  si accomoda anche lei, con fare truce.

– Regalargli due tartine alla crema. – dici pratico, mentre alza gli occhi su di te, sorpresa.

– Due tartine alla crema? –

– Vuoi che lo ripeta di nuovo? – chiedi sarcastico.

– Perché dovrei crederti? – Storce il naso, interdetta.

– Puoi farlo, come puoi non farlo. Non te lo chiederò pregandoti di fidarti di me. – le ricordi quell’ultimo contatto con le tue labbra e lei sembra irrigidirsi. Arrossisce, mentre guarda in basso. È sempre stato bello e sempre sarà metterla in difficoltà davanti a te, giocando con i suoi sentimenti palesi.

– Dove mi hai portato? – chiede ora, cercando non pensare alle sorti del povero Ron. Avrà fatto bene a domandartelo? Oppure lo ha capito?

– Non lo sai? – alzi un sopracciglio, sorpreso della sua testardaggine. Come può continuare ancora quella sua farsa.

– Dovrei saperlo? – il suo tono si fa più insicuro, mentre unisce le sue mani. Le contorce, per cercare di allontanare un po’ di ansia. Sorridi.

 

~

 

Hermione:
Lo vedi sorridere, mentre sposti velocemente lo sguardo sul suo volto. Dove vuole andare a parare questa volta? L’ha capito?

– Francamente, pensavo sarebbe stato più semplice. – dice lui, trattenendo una risata.

Lo capisci, lui lo sa. Ha trovato le risposte che cercava da tanto tempo e che tu ti eri tenuta dentro. Sospiri affranta, mentre ad ogni sua parola ti fai sempre più piccola: doveva arrivare questo momento, dovevi perdere Fred prima o poi.

– In alcuni paesi del mondo si può arrivare fino alla tortura per far confessare qualcuno. – dici poi, spaventata con gli occhi chiusi.

– Ti sei documentata? – Fred ride per un attimo, portando indietro la testa.

– Mi sono preparata. – Hai la sensazione che lui si sia messo a sorridere dolcemente, – Torture fisiche e psicologiche. – continui tu.

– Non volevi che ti baciassi perché non lo trovavi giusto? – cambia improvvisamente discorso, centrando un altro tuo punto debole, – Non hai dormito perché sapevi di dovermelo confessare, prima o poi? –

Non rispondi, tenendo gli occhi chiusi. Come diavolo ha fatto a scoprire tutto da solo? È davvero così intelligente?

– Ti credo, sulle tartine alla crema. – ti limiti a dire.

Senti il suo respiro vicino alla tua pelle.

– Delle buonissime tartine alla crema. – conclude lui calmo, prima di toccare il tuo viso con una carezza.

Sorride sulle tue labbra infine, azzerando la distanza fra le due bocche. Sorpresa, ti trovi a voler ricambiare quella strana effusione. Non è arrabbiato? Non è deluso?

 

~

 

Fred:
– Cosa stai facendo? – ti chiede imbarazzata, staccandosi un attimo. La guardi negli occhi, perdendomi in quella sua paura.

– Tortura fisica e psicologica. – le sussurri all’orecchio, baciandole anche quello, – Non mi volevi baciare, sapendo di essere colpevole, non volevi parlarmi, sapendo di avermi fatto un torto. –

– Così mi parli e mi baci… –

– … Senza darti la possibilità di potermelo dire, che sei stata tu. A quello, penseremo più tardi. –

Abbandoni il suo collo e le prendi il volto tra le mani per baciarle di nuovo la bocca, impedendole qualsiasi discorso. Le sue labbra sono morbide sotto la tua pressione e lei non fa nulla per rompere questo contatto sfrenato. Si avvicina a te, spingendosi con le mani sul pavimento, facendo da perno. Desidera baciarti ancora, sempre di più.  Le accarezzi le spalle, togliendole il cardigan nero della divisa: non si oppone a questa tua nuova avventura.

Passi la mano sui suoi fianchi, immaginando la morbidezza della sua pelle sotto la divisa. Come fa quella ragazza a procurarti una tale attrazione? Lei e tutto quello che hai sempre desiderato e adesso che è a tua disposizione, ricordi molto un bambino con le caramelle: non riesci a fermarti.

Lei evidentemente viene attraversata dallo stesso pensiero malizioso e finisce per staccarsi da te.

– Fred… –

– Shh, non voglio farti niente. Voglio solo baciarti Hermione, voglio faro finché non mi sarò stancato e vorrò sentire di nuovo il suono della tua voce. – é un sussurro che le provoca un brivido lungo la schiena, che si irrigidisce al contatto con il muro. Si aggrappa a te, circondandoti con tutto il corpo.

 

~

 

Hermione: 
È una meraviglia quella tortura: quando ti eri preoccupata negli ultimi mesi avevi pensato a qualsiasi punizione, ma nulla sembra essere come quella che stai vivendo.

Ha ragione Fred, sei logorata da quel bacio perché vuoi confessare il tuo scherzo, vuoi farlo per baciarlo senza nessun peso sul cuore. Eppure anche così tutto sembra essere eccitante. La sue mani ti percorrono per tutto il corpo, rimanendo a giocare con i tuoi boccoli indomati sulla schiena. Sorride sulle tue labbra e tu ti stacchi, ormai addolorata. Lui lascia la tua bocca, ma stringe il bacino contro il suo corpo.

– Posso parlare? – gli chiedi, anche se sei ancora così vicino a lui che si abbassa a regalarti un altro bacio.

– Puoi parlare. –

– Sono stata io Fred, sono stata io a derubarvi di quel mucchio di Merendine Marinare. – ammetti, mente ti sfiora le labbra per un contatto veloce.

Allenta la presa, permettendoti di separarti da lui, – In che modo? – ti domanda poi.

– Non lo sai? – chiedi sarcastica.

– Dovrei saperlo? – Fred sta al tuo gioco ancora per qualche minuto. Evidentemente avevi pensato di sì, dal momento che ti era parso che sapesse ogni minima cosa.

– Ho sentito che ne parlavate in Sala Comune una sera, così durante il giro dei Prefetti ho seguito te e George fino a qui. –

– Ti ho vista. – dice lui, annuendo, – Cioè ho visto qualcosa, ma ora so che quella cosa sei tu quindi. – scrolla le spalle, segno di poter continuare.

– Così il giorno dopo sono andata in Biblioteca per trovarmi un alibi e sono venuta in questa stanza per derubarvi. Fine. –

– Fine? –

 

~

 

Fred:
Alzi un sopracciglio sorpreso, mentre lei sorride calma.

– Fine. –

– Davvero non hai intenzioni di dirmi dove le hai messe? – Hermione diniega con il volto, mentre tu spalanchi la bocca. È proprio un osso duro lei con i suoi modi di fare spavaldi e coraggiosi e, ammetti, questo suo lato ti intriga molto.

– A tuo rischio e pericolo, Granger. – dici ironico, stringendo la presa lungo il suo corpo e avvicinandola pericolosamente a te. Lei boccheggia per un attimo, appoggiandosi al tuo petto per rimanere in equilibrio.

– Le ho nascoste dove ero sicura che voi non avreste mai messo piede. – dice lei, balbettando appena, mentre si fissa le mani a contatto con la tua camicia; la stringe con le dita, provando ad essere ancora più vicina a te, cercando il coraggio di parlare.

– E sarebbe? – alzi un sopracciglio incuriosito, spronandola a continuare ancora un pochino: vuoi sentire la sua voce, vuoi sentire la sua confessione.

– In camera mia. – sussurra lei dopo un attimo di silenzio, cercando di non incontrare il tuo sguardo.

– Allora credo che tu abbia fatto i conti proprio male, Granger. – dici tu ridendo appena, per poi baciarla ancora una volta, nonostante la stanchezza di prima. La baci e ti sembra di starlo facendo per la prima volta, la baci senza nessuna paura, ma prima di poter incrementare quel contatto lei si ferma e si allontana. Il suo viso è tutto rosso dall’imbarazzo e a mala pena si rende conto di averti colpito sulla testa.

– Sei… sei proprio uno screanzato, Fred Weasley! –

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