L’indagine misteriosa dei Gemelli Weasley e di Hermione Granger – Capitolo 10.

Capitolo Dieci – Questione di fiducia.

 

MCDHAPO EC426

Ron:
– Credevo che questa cosa fosse finita stamattina. – sospiri stupidamente, mettendoti più comodo sulla sedia che quelle tre persone ti hanno messo a disposizione.

– Quale cosa? – Hermione guarda i gemelli, perdendosi nelle tue parole. Non sai perché, ma dimenticare gli avvertimenti di Harry per te è sempre così semplice. Un’occhiata maligna di George ti fa capire il tuo tremendo sbaglio e ti appresti a dissimulare il tuo discorso.

– Cosa… cosa vi serve? – non guardi il viso della tua amica, rimani fermo a osservare uno dei tuoi fratelli, ma lei riprende la tua attenzione.

– Hai rubato qualcosa a loro? – ti chiede, incrociando le braccia al petto, con fare indagatorio. Era per questo allora che lei passava così tanto tempo con i tuoi gemelli? Li stava solamente aiutando? Eppure, ti sembra, lei è cambiata.

– Perché avrei dovuto, mi basta chiedere qualcosa, non ho bisogno di rubare ai miei fratelli, no? – balbetti, mentre cerchi una soluzione ai tuoi dilemmi.

– Non fa una piega. – Hermione sorride, girandosi verso gli altri due ragazzi, – Non penso sia stato lui. – taglia corto, scrollando le spalle.

Sorridi a lei, mentre è ancora inconsapevole del piano dei gemelli.

– Troppo frettolosa, non ti sarai persa qualche cosa? – George la guarda con una strana luce negli occhi. Malvagità, vendetta?

– Cosa intendi dire? – procede la ragazza, fissando Fred.

– Abbiamo abbastanza prove per pensare che sia stato proprio tu a derubarci. – George torna verso di te, sedendosi per guardarti negli occhi, – Sai cosa abbiamo perso, sai che non avresti mai ottenuto nulla da noi e il giorno del furto nessuno ha potuto vederti girare per il castello, decisamente sospetto. –

Spalanchi la bocca, incredulo.

– Miseriaccia, io non ho fatto proprio nulla. – il tuo sguardo passa da volto in volto e quello di lei è l’unico che ti mostra compassione.

– Tipico del colpevole. – George annuisce, con un sorriso sulle labbra.

– Sarebbe tipico se lui fosse il colpevole. – Hermione si intromette nella conversazione, facendo girare tutti gli altri verso di lei, – Ma non potete davvero pensare che sia stato Ron! –

– Perché non dovrebbe? Tutte le prove sono contro di lui. – sentenzia con calma Fred, sorridendole dolcemente. Quel sorriso, evidentemente troppo intimo, la fa arrossire, ma lei non demorde.

– Siate lucidi, è vostro fratello! –

– E questi sono affari. – George la squadra, storcendo il naso, – Gemellino, credo che Hermione abbia smesso di collaborare. –

– O voi avete perso completamente la testa. – lei continua imperterrita, mentre incrocia le braccia al petto, combattiva.

Rimani a guardare quella scena, trattenendo le risate e la paura. Cosa sta succedendo?

– Ti ha appena insultato. –

– Correggiti George, ci ha appena insultato. – Fred si avvicina ad Hermione, con un ghigno sulle labbra, lei non muove un passo indietro. Curioso.

– La voglio fuori di qui, devo fare una chiacchierata in privato con Ron adesso. – il gemello seduto davanti a te tira fuori dalla tasca la sua amata bacchetta e la posiziona sul tavolo.

– Cosa? Non ti azzardare a torcere un capello a tuo fratello in mia presenza! – Hermione cerca di superare Fred, per raggiungerti, ma viene bloccata dalle sapienti mani di quest’ultimo.

Tu deglutisci, smettendo di fissare i due lontani da te e ti concentri su George. Cosa avevi fatto di male? Di sicuro, se Hermione avesse scoperto la verità saresti morto tra le sue grinfie. Senti le sue urla diventare sempre più soffuse, mano a mano che Fred riesce a scortarla fuori. Si chiude la porta alle spalle e percorre tutto il corridoio davanti alla stanza.

– Sei stato bravo Ron, proprio un ottimo attore. – ti dice tuo fratello, facendo materializzare con la bacchetta un paio di tartine alla crema. Ti sei fatto corrompere, ma dopo aver perso una grande parte della tua colazione quella mattina, non potevi certo agire diversamente.

 

~

Qualche ora prima.

George:
Vedi Ron seduto tranquillo sulla poltrona in sala comune e sorridi beffardo. Sta giocando a scacchi da solo, limitandosi a spostare qualche pedina.

– Ciao fratellino. – ti siedi davanti a lui, prendendo tutta la poltrona. Lo fissi, con un ghigno.

– Cosa ti serve? – non stacca gli occhi dal suo giochino, forse per la troppa paura di finire in qualcosa troppo grande per lui. Indubbiamente è quello che sta per succedere.

– Me lo faresti un favore? – ora ottieni tutta la sua attenzione.

– Che genere di favore? – si piega verso di te, guardandoti negli occhi. Meno persone sentono la vostra conversazione, meglio sarà per tutti quanti. Sorridi tranquillo, sapendo di avere già in pugno tutta la situazione.

Oh, sarebbe stato proprio uno spettacolo divertente.

Mentre parli, la sua attenzione viene e va, ma il succo della questione sembra averla concepita: incastrare Hermione sembra un favore divertente anche per lui. Lo ringrazi in anticipo, promettendogli una piccola ricompensa e fai per andartene, ma una volta in piedi Ron alza lo sguardo su di te. Arrossisce per un attimo sulle guance, cercando di non sembrare stupido ai tuoi occhi, sperando di non essere frainteso. Lo ha capito che Hermione non gli piace, lo ha capito quando ha baciato Lavanda quella mattina preso, in Sala Comune, mentre lei ancora vestiva un pigiama sformato.

– Perché Hermione vi interessa tanto? – lo chiede ingenuamente, mentre tu cerchi di tenere tutti i sentimenti di tuo fratello al segreto: lo vogliono fare sapere in giro? Stanno insieme? Si vogliono solo divertire? Non ti è sembrato il caso, ma Fred non ti ha detto nulla di più se non che sia interessato alla Granger. Di certo poi se ne erano accorti tutti nei mesi passati che qualcosa era cambiato, scattato: passione forse, affetto… amore?

– L’importante è che non interessi a te. – dici, scrollando le spalle con fare malandrino: se qualcuno doveva parlare doveva essere il tuo gemello in persona o la piccola e timida Hermione.

– Interessargli Hermione? Ma se esce con Lavanda da un paio di mesetti. – Ginny e Harry spuntano dal dipinto con un largo sorriso. Ron alza gli occhi al cielo, esasperato, ma non sai se sia per lo scoop o per la vista dei due insieme: cosa diavolo sta succedendo ad Hogwarts? Perché tutti hanno un bisogno morboso di esternare affetto?

– Ce lo tenevi nascosto? – ridacchi tu, mentre le sue orecchie cominciano a diventare leggermente arrossate.

Balbetta qualcosa lui, ma mentre vedi uscire Fred dalla sala comune, congedi Ron con un movimento della mano. Dove stava andando adesso? [ 1 ]

 

~

Qualche ora ancora prima.

George:
– Ho il diritto di sapere, cosa c’entrano Harry e Ron? – ti precipiti in camera, fissando il tuo gemello sconvolto. Per quanto sia stato rassicurato dai sentimenti di Fred, ancora non ti basta: hai bisogno di conoscere tutti i segreti che lui si tiene dentro da troppo.

– È arrivato il momento di parlare, immagino. – ammette poi lui inaspettatamente, passandosi una mano nei capelli tristemente.

– Non ho intenzione di ottenere un tuo rifiut… oh, davvero? – lo guardi stupito, cercando di comprendere il perché di quel grugno quasi arrabbiato sul suo volto: aveva baciato la Granger per la miseria, che diavolo poteva averlo sconvolto così tanto?

– Come già sai, ho portato avanti delle mie indagini da un po’ – ti dice, riacquistando un po’ della sua lucidità.

– Le porti avanti quasi dall’inizio se devo essere sincero. – alza gli occhi al cielo, mentre reprime l’istinto di mandarti a quel paese.

– Posso? – ti chiede poi ridacchiando sotto i baffi, spostandosi su un lato del letto, – Come dicevo, facendo un paio di domande in giro ho il diritto e la certezza di affermare che siamo stati derubati da Hermione. – sospira nel dirlo, ma un ghigno malandrino fa capolino sul suo volto alla fine.

– Hermione Granger? – scuoti il capo, – Avanti Fred, ho capito che lei ti abbia scombussolato l’intestino, ma si ragionevole. –

– Io sono la persona più ragione del mondo. – sussurra tranquillo, rimettendosi sul letto a pancia in su.

– Santo Merlino, dammi almeno una spiegazione plausibile. –

– Penso che lo sapesse fin dall’inizio, delle nostre Merendine Marinare. Non chiedermi come, nessuno ha spifferato a lei una tale informazione, nemmeno io. –

– Come hai intenzione di agire adesso? – chiedi, sprofondando sul letto di Lee, con il mal di testa. Che razza di notizie ti giungono? La povera e innocente Hermione che ve la fa sotto al naso? Scuoti il capo, alzando gli occhi al cielo. Lei era stata una ventata a ciel sereno per il tuo gemello, da che tu avevi iniziato una relazione con Angelina: gli aveva fatto compagnia quando tu eri fisicamente impegnato con qualcos’altro di più interessante. Eppure adesso, per quanto avessi cominciato ad apprezzare la sua presenza, ti senti il cuore appesantito.

– Oh, adesso ho intenzione di mettermi a giocare anche io. – sorride lui: evidentemente, di tempo per pensare a qualche cosa, lo aveva già avuto prima. Fred si vuole vendicare, glielo leggi negli occhi scintillanti.

– Posso aiutarti? – gli chiedi, ignorando per un attimo il significato delle sue parole, nella speranza di far pagare alla Granger quel brutto scherzo.

– Mi hai mai chiesto aiuto con Angelina? – ti chiede lui, accennando una risata. La scintilla scatta nel tuo cervello, giusto, Hermione a lui piaceva.

– Esternamente. – precisi tu, ignorando l’imbarazzo provocato dalla conversazione.

– Beh, una cosa sì che la potresti fare adesso che ci penso. – Fred annuisce con calma, sorridendo di sbieco verso di te: ha bisogno di un altro complice, di qualcuno che possa momentaneamente addossarsi la colpa di un reato mai commesso. Ti alzi in piedi, mettendo le mani nelle tasche.

– Vai a cercare Ron. – ghigna lui e, una volta appreso il suo piano definitivo, lo fai anche tu: Hermione si sarebbe proprio divertita… Forse Fred piu di lei.

 

~

Qualche ora dopo.

Hermione:
– Fred fermati. – glielo intimi ancora una volta, mentre ti trascina per una mano. Lui però accelera solo il passo: come può aver lasciato che accadesse una cosa del genere? Lui è una persona buona.

– Fred è tuo fratello, ascoltami avanti. – gli strattoni la mano, cercando di girarlo verso di te.

Continua imperterrito la sua corsa per il corridoio.

– Smettila di tirarmi, non è stato lui! – a questo finalmente blocca la sua camminata veloce e ti porta con le spalle al muro. Sussulti per un attimo, mentre vedi il viso ancora troppo vicino al suo, mentre brami la sua bocca sulla tua.

– È stato lui. – ti dice, sussurrandoti all’orecchio.

– Fidati di me Fred, ti prego. – lo guardi negli occhi, evitando di portare lo sguardo sulle sue labbra. Quelle sono ancora troppo invitanti.

– Dovrei fidarmi di te solo perché ti ho baciato? – le sue parole sono una lama. Scuoti il viso, cercando di rimanere lucida e reprimere le lacrime.

– Tu ti sei fidato di me molto prima di baciarmi. Sei venuto da me per chiedermi aiuto due mesi fa, sei venuto perché sapevi di poterti fidare. Fallo ancora. – lo implori di nuovo, incapace di comprendere i suoi sentimenti: quando è diventato così? Perché è cattivo? Il suo tocco sulla tua pelle non è leggero, non è morbido come quello della sera prima: è ruvida la sua mano sul tuo braccio, tagliente il vostro contatto.

Rimane zitto, mentre guarda il pavimento. Non fai in tempo a provarlo a convincere ancora una volta, dato che si fionda sulle tue labbra. Alza il tuo viso posizionando una mano sul collo: due delle sue dita scaldano la tua guancia. Ti aggrappi a quel bacio, consapevole del tuo errore, consapevole di non poterti controllare. Tuttavia, da come lo vedi adesso, sai che potrebbe essere l’ultimo e tu ne desideri altri mille. Ron a metri di distanza poteva essere in serio pericolo e tu di godevi il bacio sbagliato con Fred.

– Fred. – cerci di sussurrare, tra una pausa e l’altra. Si stacca lui, appoggiando la sua fronte contro la tua. Intreccia le dita nella tua mano, intrappolandoti in una presa.

– No Hermione, non mi posso fidare. – ti stacca dalla parete, continuando la sua imperterrita corsa su per il corridoio. Vorresti parlare, ma il suo bacio ti ha tolto tutta la tua anima combattiva. Lo segui come un burattino, girando la testa indietro, provando a liberarti. Non ti ascolta, non si ferma. Sei in trappola Hermione, non hai modo di fare più nulla.

Sia ℘

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