L’indagine misteriosa dei Gemelli Weasley e di Hermione Granger – Capitolo 9.

Capitolo Nove – Chiarimenti.

 

 

MCDHAPO EC426
Fred:

Apri gli occhi, ancora leggermente addormentato.

George è appena rientrato in camera, non sai che ore siano, ma la luce fuori è piuttosto fioca. Lee, dall’altra parte della stanza, ancora dorme.

– Bentornato in camera. – sentenzi malizioso nella sua direzione, stiracchiandoti.

George ti fa un segno con la mano per poi buttarsi sul letto a pancia in giù.

– Nottata lunga? – chiedi maliziosamente.

– Nottata lunghissima. – ti intima, mentre tu sorridi. Si siede sul letto poi, cercando di capire se è il caso di  dormire oppure di aspettare di scendere a fare colazione. Gli leggi nel pensiero e ti volti verso di lui con tutto il corpo, ignorando sempre di più Lee.

– Ho una cosa da dirti. – gli dici, stringendo il cuscino con una mano e tirandoti su anche tu: per certe cose ci vuole del tatto, lo sai tu e lo sai lui. George, a suo tempo, era stato comprensivo e rispettoso nei tuoi confronti e, dopotutto, una promessa si mantiene sempre. Se mai ti fosse piaciuta la Granger, glielo avresti detto. Ed era ora di parlare.

– Sono stato via una sera e sei già disperato? – George ride sotto i baffi, vedendo la tua faccia seria. Ovviamente quel grugno non rispecchia per nulla il tuo stato d’animo: nel petto il cuore ti batte talmente veloce da farti male e la sensazione di leggerezza non ti ha mai abbandonato neanche nel sonno. Tu hai baciato Hermione, l’hai presa tra le braccia e hai potuto giocare con i suoi capelli. È rimasta lì a subire quel trattamento lei, incapace di capire se fosse meglio scappare o fosse più bello rimanere lì con te, assaporando qualcosa di nuovo.

Deglutisci, facendo un respiro profondo: lo hai capito finalmente allora. Ti ci erano volute settimane prima di concepire che in realtà il tuo primo interesse per Hermione si era tramutato in qualcosa di diverso, di più profondo. Lo avevi notato piano piano, osservando il suo cipiglio arrabbiato, la sfumatura di rosso che le colora il volto e anche la sua risata contenuta. Lo hai notato nelle sue dita quando girano le pagine di un libro che ama tanto, nelle sue labbra socchiuse: lei ti piace, ti piace proprio tanto.

– Fred, tutto bene? – George, notando il tuo inaspettato mutismo comincia a preoccuparsi e ti ridesta dai tuoi sogni, cercando di non svegliare Lee.

– Non sono mai stato meglio, ma non è quello il punto. – precisi, scrollando la testa, cercando di rimanere lucido e di cacciarla momentaneamente dalla tua testa: hai avuto mesi per pensare al suo viso e alla sua voce, ora dovevi occuparti un po’ del tuo gemello.

– E il punto è? –

– Il punto è che mi piace. – George, un po’ per la stanchezza e un po’ per il tuo discorso rimane sorpreso da quelle sei parole, ma rimane immobile evitando di fare domande stupide.

Sorridi, mentre lo vedi confuso.

– Mi piace Hermione. – specifichi sussurrando, mentre George rimane ancora più allibito di prima.

– La stessa Hermione che ci ha ignorato da quando siamo tornati ad Hogwarts questa settimana? –

Annuisci.

– La stessa Hermione che questa mattina, appena abbiamo provato a parlarle, è scappata via? –

Annuisci di nuovo, sorridendo sempre di più.

– La stessa Hermione che… –

– È sempre lei, George. Mi piace la Granger, da qualche tempo penso. –

– Non l’avrei mai detto. – ride alla fine, ringraziando il cielo che te ne fossi finalmente accorto.

Lo segui anche tu, tuo malgrado, lanciandogli il cuscino che tenevi stretto tra le mani, rompendo le speranze di George di un pisolino prima della colazione in Sala Grande.

 

~

Ron:

Entri in Sala Grande con la certezza del riposo: il Sabato è sempre un gran giorno. Harry ti accompagna pimpante, lasciando scivolare la parvenza di stanchezza dal suo volto.

Ti avvicini alla tavolata dei Grifondoro e scorgi tra un mucchio di studenti la figura di Hermione e Ginny, nelle più e sporadiche chiacchere.

Quando ti avvicini puoi però notare i segni evidenti della stanchezza della tua amica.

– Tutto bene, Hermione? – le chiedi, sistemandoti e lanciando un saluto alla tua cara Lavanda.

– Non potrebbe stare meglio. – Ginny tappa la bocca all’altra ragazza, chiudendo la sua rivista e rivolgendovi un grosso sorriso.

– La sua faccia direbbe il contrario. – esclama Harry, addentando un biscotto.

– Che ha la bella faccia di Hermione? – a qualche metro di distanza si avvicinano i gemelli Weasley, talmente energici che sembra che si siano svegliati da ore. Fred guarda la Granger, che fa scomparire il volto nella tazza del caffè.

– La sua faccia non ha proprio niente. – Ginny continua a prendere la sua parte, mentre l’amica sprofonda sempre di più nello sconforto.

– Sto benissimo, grazie per l’interessamento di tutti. – Hermione trova il coraggio di esprimersi in quel Sabato mattina inusuale, balbettando qualche parola. Non alza lo sguardo dalla sua tazza, ma si limita a sussurrare un grazie all’amica a fianco.

– Fred dovrebbe controllare meglio, non si sa mai. – George sorride malizioso, mentre ad Hermione, che intanto aveva ripreso a bere il caffè, va di traverso la bevanda.

– Vorrei, ma ho una certa faccenda da sbrigare. – taglia corto lui, avvicinandosi alla ragazza e stampandole un grosso bacio sulla guancia, – Dovresti riposare, abbiamo cose importanti da fare oggi nel pomeriggio. – le sussurra nel tono più basso possibile, tale da farvi capire molto poco. Un paio di persone si girano verso di voi, indagatrici, ma Fred si stacca subito dalla ragazza. Fissi il volto di Ginny, che fa di tutto per non esternare gioia: rimane immobile, muovendo solamente le mani su tutta la tavola, fissando il fratello ed Hermione intenti in una conversazione che, probabilmente, è in grado di sentire anche lei.

– Harry, Ron, avrei bisogno di voi due stamattina. – Fred vi sorride con calma, cercando di non dare peso al vostro sguardo curioso o al rossore di Hermione. Per ora ha cose più importanti da fare.

– Loro due? – George lo guarda preoccupato, ma non ottiene altre informazioni, se non un gesto della mano.

– Hai saputo abbastanza cose da me ultimamente, ora stai comodo e goditi la colazione che noi tre non avremo. – dice con calma, aspettando che tu ed Harry possiate alzarvi a malincuore.

George alza gli occhi al cielo, mentre Hermione gli lancia uno sguardo preoccupato.

– Che genere di informazioni? – balbetta, fissando i due gemelli che sorridono colpevoli di un’amicizia lunga tutta la vita.

Ginny, alzando le spalle e spalmandosi la marmellata su un pezzo di pane, fissa Hermione con un sorriso malandrino, – Probabilmente le stesse che ho ricevuto io da te stamattina in camera mia. –

Hermione si mette a balbettare, mentre George si mette a ridere di gran gusto.

– Direi che così io e te siamo pari. – Fred si limita a lanciare un occhiolino alla vostra migliore amica, prima di farvi cenno di seguirvi. Vi scorta fino in Sala Comune, per poi salire dritti nella sua camera. Lee manca.

– Per cosa abbiamo l’onore di essere trascinati fin qui? – Harry è il primo a parlare, mentre si accomoda su uno dei tre letti. Non ha intenzione di chiedere di cosa si stesse parlando, non vuole assolutamente peggiorare la vostra situazione: nonostante la curiosità vi stia mangiando dentro, avreste avuto delucidazioni nel pomeriggio confrontandovi direttamente con Hermione.

– Ho un paio di domande di farvi, spero che sia una cosa breve. – dichiara il vostro ospite.

– Su cosa? – chiedi.

– Andrò dritto al punto: Hermione è stata diversa negli ultimi mesi? E non mi riferisco ai cambiamenti che abbiamo notato tutti, come il suo attaccamento a me e a George, qualcosa di diverso, qualcosa che solo voi avete potuto notare. –

– È un altro del tuo gruppo, Harry. – dici ridendo, ricordando i lunghissimi discorsi preoccupati del Prescelto nel corso dei mesi scorsi.

– Che gruppo?  – Fred alza un sopracciglio nella tua direzione, ma a rispondere è il tuo amico.

– Ho notato che Hermione spariva sempre, prima di cominciare ad andare in giro con voi, se ne stava sempre in camera, si è isolata molto, anche dopo l’incidente della Biblioteca, quando si è persino data malata. –

– Ricordo quella volta, non si è mai quasi fatta vedere. – tuo fratello annuisce, stringendo le coperte del suo letto con forza. Che gli prendeva adesso? Era arrabbiato?

– Principiante, ti sei perso quella volta nel giro dei Prefetti. – ridi, passandoti una mano tra i capelli, cercando di smorzare l’aria tesa della stanza. Non avevi capito perché Hermione fosse così interessante anche agli occhi degli altri e non solo ai tuoi. Lo era stata ai tempi: l’avevi amata ogni giorno per due anni, ogni minuto senza smettere di lodarla. Ma vedendo la preoccupazione continua di Harry e Fred adesso ti senti… geloso?

– Cosa intendi dire? – Fred ti guarda incuriosito. Ha bisogno di ricevere qualsiasi indizio per confermare o dissipare i suoi dubbi. Ha bisogno di stare tranquillo.

– Quando sarà stato? Mi sembra fosse la sera in cui ci avete detto delle Merendine Marinare. Ci siamo divisi per fare prima, ma al punto di incontro ho trovato solo voi due e lei con me non è rientrata. –

– Quella sera l’ho beccata io in Sala Comune, ma credevo che fosse stato un giro regolare. Molto interessante ragazzi. E questo è successo prima o dopo di diventare “strana” ? – Fred non molla l’osso e un moto di rabbia ti prende per lo stomaco. Ma che diavolo pretendi adesso? Hai deciso tu di abbandonare Hermione, non puoi pensare di tornare da lei: tu hai Lavanda, tu ami Lavanda.

– Prima, un paio di giorni prima mi sembra. – sbiascichi, cercando di sembrare ancora comprensibile. La verità forse è diversa, te ne sei accorto: hai cominciato a disinteressarti a lei, non sono dal punto di vista romantico, ma anche di amicizia e adesso, mentre tutti si chiedevano il perché della sua stranezza, tu ti senti un idiota. Per quanto fosse importante per te Hermione, non puoi lasciartela scappare: è la tua più cara amica, non puoi pedere questo legame.

Tuo fratello intanto sorride, sembra quasi amareggiato di aver ricevuto tali notizie da voi due.

– Grazie mille, abbiamo finito. –

– Non hai intenzione di dirci perché ci hai chiesto tutto questo? – Harry si stiracchia, sperando di poter fare ancora in tempo per la colazione.

– E lo chiedi anche? – Fred vi guarda, cercando di ringraziarvi, – E sarei anche grato che non ne parlaste con nessuno di questo colloquio. –

– Guarda che se vuoi dirle che ti piace, non serve tutta questa segretezza. – azzardi tu senza nemmeno sapere perché, ricevendo un’occhiata truce dal gemello.

– Non credo che lui abbia particolari problemi in quel campo. – puntualizza Harry, ridestadoti dai tuoi pensieri tristi e alzandosi insieme a Fred, che vi congeda con fretta.

Appena la porta si chiude davanti a voi ti giri verso il Prescelto, confuso.

– Che diavolo avrà in mente questa volta? – chiedi.

Harry, che dal canto suo aveva dovuto affrontare i gemelli a Natale, vuole vivere il più in pace possibile e scrolla le spalle disinvolto.

– Non voglio che siano affari miei, se ci cura Hermione tanto meglio, ma al di fuori di ciò, noi due non abbiamo mai avuto questa conversazione con Fred. –

Lo guardi, leggermente deluso, ma comprendendo i suoi timori. Se questa storia viene fuori, soprattutto dopo la promessa fatta a Fred, eravate morti. La vendetta di Hermione e dei gemelli sarebbe stata terribile.

– Coinciso. – dici, accelerando il passo per tornare a fare colazione, rincuorandoti sul fatto che, se mai Hermione si fosse innamorata di Fred, o viceversa, sarebbe per sempre stata parte della famiglia e tua amica.

~

Hermione:

– Che ci fai tutta sola per i corridoi a quest’ora di Sabato? – Fred ti raggiunge, mentre tu sposti lo sguardo dall’altra parte per evitare di guardarlo.

– Hai intenzione di ignorarmi ancora? – il suo tono di voce è truce, mentre si sposta dall’altro tuo lato, facendo passare un gruppo di primini. Ora ti può fissare in piena faccia, godendosi il rossore che lui stesso ti ha procurato.

– Stavo pensando. – dici, cercando di rimanere il più lucida possibile. Hai deciso di voler confessare, ma farlo in corridoio davanti ad una manica di studenti sembra essere azzardato.

– A cosa pensava la mia cara Hermione? – trilla lui, continuando ad accelerare per raggiungerti.

– Dovrei parlarti seriamente, in un posto più… intimo. – arrossisce mentre lo dice e scuote l’interesse di un paio di ragazzine.

– Ho idea che le tue chiacchiere non saranno molto positive, potremmo rimandare? – Lo chiede con amarezza quasi, accarezzandoti i capelli.

– Rimandare? – che oltraggio, con tutta la fatica che avevi fatto a chiederglielo.

– Oggi pensavo, almeno finché non dovremmo incontrarci con George per sentire Ron, potremmo passare un po’ di tempo insieme. Solo tu e io, niente libri, niente lamenti. – ti sorride e tu dimentichi quasi i tuoi famosi problemi.

– Dove mi porteresti? – gli chiedi, rimettendo “Storia della magia” nella tua borsa.

– A importanza che sia un posto preciso, non ti basto io? – il tuo cuore perde un battito. Si, ti basta lui, ti sarebbe sempre bastato. Ma un rapporto costruito sulle menzogne può valere?

Non fai in tempo ad aprire la bocca che ti tende la mano, sorridente.

– Scusa? – gli chiedi, soffocando una risata.

– Hermione, sei proprio una guastafeste. – ride anche lui, mentre si avvicina e ti pone un braccio sulle spalle. È proprio alto, Fred.

– Hai intenzione di fare così per tutto il tempo? –

– Ho detto senza lamenti, Granger. –

– Ma mi fai sentire un’idiota. – specifichi, toccandogli la mano e rialzando il suo abbraccio. Lui, credi, si trattiene ad una tua occhiataccia.

– Daccordo Hermione, ti tolgo il peso, ma lasci che io ti prenda almeno per mano. –

– Per mano? –

– Niente… – si appresta a dire.

– Niente lamentele Fred, ho afferrato il concetto. – tagli corto tu, incrociando le dita con le sue. Un calore si impossessa del suo corpo, mentre lui ti tira a sé, per fare passare un gruppo di studenti. Lasci che sia lui a trainarti per il castello, finchè non si intrufola in qualcosa che assomiglia molto ad uno sgabuzzino. Lo spazio è così poco che hai tutta la ragione di pensare di avere il suo volto a qualche centimetro dal tuo.

– Hermione. –

– Si? – chiedi imbarazzata, ricostruendo con la mano la figura del suo corpo.

– Non hai dormito ieri notte? –

Lo sapevi che stamattina l’aveva notato anche lui quell’accenno di occhiaie da stanchezza.

– Come potevo dormire, dopo… dopo ieri sera. –  sentenzi tu, ricordandoti nel letto a fissare il soffitto e a ricacciare indietro le lacrime. Per quanto tu fossi stata felice, non puoi affrontarlo: non puoi vederlo andare via.

– Non ti è piaciuto? –

– Non ho detto questo. –

– Non lo volevi? –

– Non ho detto nemmeno questo. – dichiari con calma per una volta, portando una mano sul suo viso.

– Perché non hai dormito, allora? – La voce di Fred ti sembra autoritaria ora, non sta scherzando, non vuole prenderti in giro. Non sai dove si voglia spingere eppure tu lo sai che questo momento è quello giusto per parlare, ma l’idea di vederlo uscire arrabbiato dalla porta e abbandonarti lì ti terrorizza. Non hai aspettato che un suo sguardo, dopo quel tenero bacio.

– Volevo che lo facessi ancora. – ammetti con un sussurro.

– Vuoi che ti baci?  – chiede imbarazzato, decidendo finalmente di illuminare la stanza con un Lumus.

Guardargli il volto ti fa ritrovare un attimo di lucidità. Stacchi la mano dal suo viso, anche se lui è sempre più vicino.

– Lo voglio, ma non qui e non adesso. – il suo sguardo perde ogni malizia.

Fa per aprire bocca, ma tu lo precedi.

– Niente lamentele, giusto? – dici, cercando di sorridere.

Fred si appoggia al muro e si mette le mani in tasca, ormai sconfitto.

– Ma la tua è una tortura, sia psicologica che fisica, Hermione. –

Ridi, a questa esclamazione, ma sai che è l’unica cosa giusta da fare. Non vuoi che lui ti baci, se non è ancora al corrente di quello che hai fatto.

In verità, saprai in futuro, in quel momento lui sapeva già tutto, sapeva e non gli interessava perché c’eri tu e tu gli bastavi.

Sia ℘

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