La gallina volante – Paola Mastrocola.

 

Non di tutto possiamo essere felici.
Non di tutte le cose che facciamo nella vita.
Basterebbe esserlo di una, perché quell’una poi rischiara tutte le altre e siamo salvi.

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Torno alla rubrica di nuovo – quasi inaspettatamente dovrei e dovreste dire – perché mesi di silenzio ne ho fatti per quanto riguarda i Libri. Tuttavia, spinta da ” Non so niente di te “, ho cercato in tutte le librerie un nuovo capolavoro di Paola Mastrocola. 

Alla fine, andando non troppo lontano, mi è caduto tra le mani [ con gentile concessione di Le. ] ” La gallina volante ” ( 2000 ). Un libro che ho letto con gioia sulla calda spiaggia, beandomi dei tentativi di volo delle galline di Carla, della profondità di Tanni e anche del dispiacere di Guido.

 

Carla insegnante di lettere in un liceo di Torino, è la voce narrante di questo romanzo. Al centro della vicenda sono i problemi quotidiani con cui la protagonista deve confrontarsi, ma soprattutto il rapporto intenso e profondo che instaura con una sua allieva particolarmente sensibile e intelligente, Tanni. Nasce tra loro una complicità che porterà la ragazzina a confessare una difficile situazione familiare, con la madre che se ne è andata, il padre che ha qualche problema con l’alcol e un fratello più piccolo da accudire. Ed è solo con lei che Carla condividerà un progetto apparentemente folle, cui ha dedicato tempo e passione: quello di far volare le galline che alleva nel giardino di casa.

 

È una storia stramba, divertente e forse anche un po’ infantile che mi ha lasciato un po’ svuotata. È stato un viaggio che non mi sarei mai aspettata di affrontare immergendomi in tutte quelle pagine, ma che ho imparato ad apprezzare.

Sono ancora all’inizio del racconto quando penso alla stranezza di Carla, al fatto che lei non riesca forse nemmeno ad amare il suo lavoro, al suo attaccamento alle galline che equivale quasi alla distanza che pone tra sé e la propria famiglia.

E poi guardo il suo rapporto con Guido, il marito, che mi sembra sempre un po’ più fragile, che non comprendo: com’è che ha funzionato per così tanti anni? Ma poi vado avanti e forse un po’ lo capisco, un po’ lo vedo che uno si interessa all’altro, che si fanno da spalla a vicenda.

E Carla cambia anche lei e se prima mi sembrava distante dal mondo, dagli esseri umani, ora so che è in grado di creare rapporti, so che è in grado di affezionarsi a qualcosa che non abbia un becco o le piume. In tutto questo marasma di voci, di giovani, di voli e di pazzie nasce Tanni, una studentessa normale, che non capisce il mondo e che non trova il suo posto.

Ed a questo punto immagino che le due si prendano per mano, per affrontare il resto, quello che sta dall’altra parte.

Insomma, mi sono immersa in questa pazzia e ne sono riemersa con un sorriso un po’ amaro, forse perché sì, il finale non è quello che ci si aspetta: tante persone aprono un libro e lo divorano aspettandosi un lieto fine e io non sono stata da meno. Silly me, che ha dovuto affrontare la realtà del mondo vero con le parole di Paola Mastrocola.

Sia ℘

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