Violet Evergarden ( Anime ).

“I will run as fast as I can to wherever my customer desires. I am the Auto Memories Doll, Violet Evergarden.”

 

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L’anime di cui parlo oggi mi ha trafitto il cuore, mi ha fatto talmente male da non riuscire a respirare ed è entrato di diritto nella lista dei miei preferiti. Violet Evergarden è stata una ventata di aria fresca, è stato un passatempo che ho adorato avere e che non mi stancherò mai di guardare.

Prima di incominciare con la svariata lista di motivi per cui questo anime mi è tanto caro, è giusto includere delle postille: la storia nasce come una novella, che viene prima disegnata ( in una serie di tre volumi ) e solo quest’anno animata. Si vocifera che tra qualche anno possa uscire un seguito, non come serie, ma come lungometraggio.

 

 

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Violet Evergarden è una giovane ragazzina strappata alla guerra che, per la prima volta nella vita, si trova a non dover ubbidire agli ordini di qualcuno. Dopo un gravissimo infortunio sul campo di battaglia, si risveglia da sola ed in ospedale, senza la compagnia di quella persona che l’ha curata ed amata per quattro anni, Gilbert Bungavillea.

Da qui in avanti seguiamo le avventure solitarie di Violet che, non potendo ricongiungersi a Gilbert, decide di impegnarsi a comprendere il significato delle ultime parole che quest’ultimo, ormai morente, gli ha pronunciato.

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Violet non riesce a dimenticare Gilbert, che crede ancora vivo ed in servizio, e diventa una delle Bambole di scrittura automatica più famosa di tutta Laiden, il luogo in cui adesso vive.

Le Bambole si impegnano a trascrivere sotto forma di lettera i sentimenti delle persone – che, analfabete, non riescono da sole a lasciare su carta. I lavori e i compiti che Violet decide di accettare non sono mai facili, piuttosto pesanti e dolorosi, ma saranno in grado di farla crescere e di farle accettare la realtà.

 

 

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Quando Gilbert incontra per la prima volta Violet, lei è poco più che una bambina, incapace di parlare e di esprimere i sentimenti. È lui che, dopo essercisi affezionato, decide di darle un nome, di ospitarla nella propria casa e di prendersi cura di lei, prima di combattere insieme.

Don’t be a tool, become someone that matches with their name.

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Il legame che sviluppano si intensifica sempre di più, battaglia per battaglia, parola per parola, rapporto per rapporto. Violet cresce grazie alla gentilezza del maggiore, segue i suoi ordini senza remore e si prodiga per salvargli la vita.

Per ringraziarla, Gilbert le permette di scegliere un regalo tutto per lei, che diventa tanto caro: dalla pietra dello stesso colore degli occhi del maggiore lei non si separerà mai.

Nella loro ultima missione insieme, ad un passo dalla morte, quando ormai entrambi sono senza forze, senza fiato, non riescono a dirsi addio, forse perché Violet non riesce a comprendere di starlo per perdere.

 

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tumblr_inline_p6s2k9U4J11tqauce_400.gifViolet, confusa dai sentimenti del maggiore, passa l’anno successivo a scoprire il significato dell’amore, scrivendo lettere per madri ammalate e per soldati in guerra, imparando l’esistenza di tante emozioni diverse.

Ann is still so little. She gets so lonely. And Ann’s mother has to leave her precious daughter behind. She’ll be left alone in that mansion. I had to hold back my tears the whole time I was at the mansion.

But Violet they will reach her. The letters you wrote. No matter how far away she is.

Impara a sorridere, impara a capire il genere e l’animo umano: non lo fa da sola, ad aiutarla ci sono le sue college e il suo capo, amici che le stanno accanto, sopratutto quando lei scopre di star bruciando, quando scopre che Gilbert è dato disperso in guerra. Di lui rimane solo il ricordo e una catenella.

Ed è alla fine, quando si crede di aver versato ormai ogni lacrima possibile, che Violet decide di scrivere una lettera a Gilbert, di lasciarla correre nel vento, di farla cadere su un prato fiorito, nella speranza che lui sia vivo da qualche parte e che, prima o poi, la possa leggere.

Mio amato maggiore Gilbert,

Come stai? Ora dove sei? Come è cambiata la tua vita? C’è qualcosa che ti tormenta? Ti capita mai di pensare a me? 

Primavera, estate, autunno e inverno… Sono trascorse molte stagioni, ma non è mai venuta quella del tuo ritorno. All’inizio non capivo, non riuscivo a comprendere i tuoi sentimenti, ma nel corso della nuova vita che mi hai dato, poco poco, ho imparato a provare sentimenti, grazie alle lettere che scrivevo per gli altri e alle persone che ho incontrato, per questo non ti sarò mai abbastanza riconoscente. Credo che da qualche parte tu sia ancora vivo e presente. 

Io vivrò la mia vita, non so cosa mi riserva il futuro, giorni belli e brutti, ma vivrò, io vivrò, io vivrò, con passione, con la tenacia che ho imparato da te, giuro che vivrò.

E quando ci rivedremo, perché so che ci rivedremo, finalmente, ecco quello che ti dirò: adesso so cosa significa “Ti amo”. 

 

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Sia ℘

 

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