Non so niente di te – Paola Mastrocola.

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Se ci pensi bene, passiamo tutti un numero più o meno enorme di anni sulla Terra e nessuno ci trova mai. La cosa buffa, e tragica, è che non ci siamo mai nascosti. Il fatto è che nessuno cerca, e sai perché? Perché tutti pensano di sapere già tutto, ecco qual è il guaio. E invece nessuno sa niente di nessuno.

 

Erano millenni che non sceglievo di leggere, di mia spontanea volontà, libri italiani.

Ancora legata al mondo infantile dei Fantasy – che non mi annoieranno mai -, mi sono convinta a sperimentare qualcosa di diverso, nuovo. [ Ammetto di dirlo sempre, ma è giusto stravolgere un po’ le carte in tavola ].

È così che metto gli occhi sul ” Non so niente di te “, che è appoggiato nella libreria di casa mia da qualche anno a seguito di un acquisto strampalato di mia sorella. Eccezionalmente mi piace, lo amo e lo divoro in pochi giorni, sotto gli occhi stupiti della Gang del bosco.

 


 

Filippo Cantirami, un giovane e brillante economista italiano, è atteso nella sala di uno dei piú prestigiosi college di Oxford per tenere una conferenza, anche se in realtà dovrebbe trovarsi a Stanford. E quando fa la sua apparizione è seguito da un gregge di pecore. Perché non è dove dovrebbe essere e non fa quello che dovrebbe fare? Una commedia degli equivoci imprevedibile e divertente che racconta, con esuberante intelligenza, il sogno di una vita diversa.

 

Questa la trama di un libro che ho letto con piacere, che è passato tra le mie mani e sotto i miei occhi come una mattina gelida di mezza estate. Veloce, piacevole e indimenticabile.

Tra queste pagine ho ritrovato un po’ di me stessa, ho amato e ho riso tanto. Mi sono rivista nel personaggio della Zia Giuliana, che mi ha dato il primo assaggio della bellezza del libro, imparando l’inglese per la prima volta e capendo il significato di ” Sound of Silence “, scoprendo la profondità di quelle parole che ha sempre avuto davanti agli occhi, ma che adesso le sembrano ancora più importanti.

Una donna eccentrica e spumeggiante, che cerca il suo adorato Filippo per tutto il mondo, inseguendolo con un sorriso sulle labbra, con una strana voglia di tornare – non si sa se a casa o tornare e basta -, ma che alla fine trova e ama. Quel Filippo che proprio non riesce a studiare e per non dispiacere i propri genitori – Nisina e Guido – si inventa tutta una vita finta e va a pascolare le pecore.

Che le pecore si pascolano da sole, lui guarda i libri e Thomas – il suo compagno di gregge – guarda il cielo e ci si perde.

Ci sono così tante belle cose da dire su questo libro, che svetta ormai tra i miei preferiti: è una lettura leggera, divertente, piacevole e fiabesca quasi. Un libro che riporta alle origini, che fa scoprire il vero valore della famiglia e del volersi bene.

 


 

Si perse a fotografare anche il più banale metro di selciato, o l’ombra di un ramo sopra un muro, o il giallo delle foglie cadute a terra, preciso identico al giallo di tutte le foglie cadute in tutti gli autunno di tutti i luoghi del pianeta, che però a lei quel giorno, in quel posto, sembrò un giallo unico al mondo.

Le era venuta, in realtà, una strana voglia di tornare a casa. Una voglia piccola, ma improvvisa e forte. Non era nemmeno tanto tornare a casa, ma tornare e basta.

Sarebbe come chiedere alle nuvole perché sono così certe di portare la pioggia, o al mare perché continua a fare le onde quando arriva sulla spiaggia. Certe cose sono, è basta.

 

Sia ℘

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