L’indagine misteriosa dei Gemelli Weasley e di Hermione Granger – Capitolo 7.

Capitolo Sette – Buon Natale.

 

MCDHAPO EC426

Harry:

Tu e Ginny guardate davanti a voi, senza comprendere il perché della presenza dei due gemelli Weasley ed Hermione. Vi stanno fissando dall’alto, indagatori. L’unica ragazza tra loro abbozza un semplice sorriso di scuse.

– Lo sanno. – il tuo sussurro a Ginny è impercettibile, ma George lo sente lo stesso.

– Sappiamo cosa? –

Boccheggi, mentre la ragazza seduta a fianco a te arrossisce, completamente vinta. Guardi Hermione, con un pizzico di curiosità negli occhi. Hermione è sempre stata a conoscenza della vostra relazione, ma avrà passato questa informazione anche ai gemelli?

– Loro sanno quello che tu sai? – glielo chiedi con calma, ignorando completamente i Weasley.

– Cosa sai tu? – uno dei tu rossi si gira verso la ragazza, contrariato per il suo silenzio.

Adesso, a boccheggiare è Hermione che quel giorno avrebbe voluto fare tutt’altro, invece è stata costretta a venire con i gemelli a interrogare Harry. Solo Harry. Anche Ginny non era prevista.

– Noi siamo qui solo per Harry. – dice, senza avere la forza di guardarti.

– Hermione ha ragione. – sussurra Fred al fratello, scuotendo le spalle.

– Si ma sono entrambi qui e hanno qualcosa da dirci, no? – George alza un sopracciglio nella vostra direzione e si siede davanti a Ginny.

– Noi non abbiamo nulla da dirvi. – la tua ragazza incrocia le braccia al petto, combattiva, – nulla che gli interessati non sappiano già. –

Hermione deglutisce, colpevole.

– Loro sono voluti venire qui! – ammette la bruna, puntando lo sguardo sulla sua migliore amica, – Non sanno niente di quello che mi avete detto, sono qui per un’altra faccenda. –

– No? – il tuo tono è sorpreso, se non era per quello, per cosa volevano torturarti quei tre?

– Avete intenzione di dirci di cosa state parlando? – esasperato George guarda prima Hermione, poi te e Ginny. Fred fa lo stesso.

– Voi cosa volete, piuttosto? – chiedi, lasciandoti sprofondare nel divano, sfiorando la mano della rossa. Un brivido, sorridi.

– Gli hanno rubato una cosa, volevano sapere dove foste andati due settimane fa, quando ve ne siete andati via dall’allenamento di Quidditch. – dice Hermione, portando via tutti i dubbi.

– Tu sai benissimo dove eravamo. – Ginny storce il naso verso l’amica, guardandola di sottecchi.

– Per quanto lo sapessi, non volevo essere io a dirglielo. –

Hermione ha ragione, non può certo prendersi questa enorme responsabilità: se c’è qualcuno che dove parlare, quelli siete voi tu.

– Io e Ginny ce ne siamo andati per parlare quel giorno, avevamo una questione in sospeso. – dichiari, unendo le mani.

– Che tipo di questione? – George ormai non lo ferma più nessuno.

– Non credo che voi vogliate saperlo. – Hermione riporta lo sguardo di tutti su di lei, ma ad un chiaro cenno di Fred si zittisce di nuovo, con un broncio. Ginny sorride all’amica, perdonandola e ringraziandola per il suo tentativo. Sa benissimo come possono essere i suoi fratelli e non ha dubbi sulla sincerità di Hermione.

– Io e Harry stiamo insieme. – dice franca, prendendoti la mano, – Ne abbiamo discusso quel giorno, mentre siamo andati via dall’allenamento. –

– Te la fai con nostra sorella? – George sorride, trattenendo una risata.

– Non c’è nulla di male! – puntualizza Ginny, scaldandosi.

– E chi l’ha detto? Siamo felici per entrambi. – Fred annuisce, scuotendo le spalle.

– In tutto questo, che avete perso? – chiedi, cercando di allontanare un pizzico di imbarazzo.

– Un mucchio di vestiti, qualcuno deve averci tirato proprio un bel tiro mancino. – George alza gli occhi al cielo, mentre si morde il labbro: era la prima cosa che gli era venuta in mente questa volta.

– Ma non erano soldi? – Hermione alza un sopracciglio, incrociando le braccia al petto.

– Vedi, è per questo che ti abbiamo scelta. – Fred le lancia un sorriso sincero e la ragazza arrossisce copiosamente sulle guance.

George alza gli occhi al cielo.

– Non sarete voi che dovete dirci qualcosa? Sempre stipati in camera? – Ginny sorride malandrina mentre Hermione boccheggia. Guardi quest’ultima, ripensando alle parole di Ron. Poteva essere che si fossero innamorati?

– Oh, ne avremmo di cose da dire. – Fred ride, mentre George si gira di scatto verso di lui ed Hermione gli punta un dito contro.

– Io lo sapevo che oggi dovevo rimanere in camera a leggere, vi odio! – fa per allontanarsi, ma si gira di scatto, tutta rossa in volto, – e tu sei quello che odio più di tutti. – rivolge uno sguardo truce a Fred che ricambia con un sorriso ancora più grande.

– Non pensavi la stessa cosa stamattina. –

Guardi i due, insieme a Ginny e George. Sono tutti e tre sguardi di curiosità feroce. Che diavolo era successo quella volta? Ma soprattutto, perché gli unici che sapevano quasi sempre ogni cosa erano Fred ed Hermione?

Trattieni una risata, mentre la tua migliore amica maledice il gemello e corre su per le scale, facendo rimbalzare i suoi boccoli sulla schiena.

– Cosa è successo questa mattina? – Ginny fa gli occhi dolci a Fred, che la congeda con un segno della mano, prima di seguire Hermione, tutto contento.

 

~

 

Presto, quella mattina:

Fred:

La porta della tua camera si scosta. Alzi gli occhi dalla tua bacchetta e fissi la figura di Hermione sull’uscio.

– Cosa ci fai tu qui? – sei ancora un po’ assonnato.

– Ho pensato, visto che lo stavi leggendo l’altro giorno, che ti andasse di andare avanti. Il sesto e il settimo capitolo sono proprio intensi. – dichiara con calma, arrossendo appena sulle guance. Tiene stretto tra le mani il libro che ti aveva fatto addormentare in camera sua. Sorridi.

– Non mi va di leggere stamattina. – dici con un pizzico di malinconia, cercando di mettere in equilibrio la tua bacchetta sul dito.

– In questo caso, mi defilo prima che arrivi George. Sono stanca delle malelingue. – Hermione si gira, ma tu la fermi.

– George è occupato con Sirius per tutta la mattina. – ti siedi sul letto, – Ho detto che non ho voglia di leggere, ma perché non lo fai tu per me? – il tuo sguardo ricorda quello di un cucciolo abbandonato.

– Io cosa? – la ragazza tiene ancora una mano sulla maniglia, ma non ha intenzione di chiudere la porta e tornare nella sua camera.

È venuta lei perché le mancavi? Perché mai si è voluta avventurare fino a lì?

– Leggimi il libro. –

– Ti interessa così tanto da farmelo fare? – Hermione scosta la porta e rimette piede nella tua camera. Imbarazzata lì, sembra proprio bella. Mi interessi tu.

– Non te l’avrei chiesto, no? – sorridi, facendo posto ad Hermione sul tuo letto.

– Dovrei venire lì? – puntualizza, chiudendosi la porta alle spalle.

– Dove altro vorresti metterti? – guardi il letto di George, tutto in disordine.

– Tu da me ti metti sempre sul pavimento! – puntualizza lei.

– Perché non sei una brava ospite tu, per niente carina. – Hermione arrossisce.

– Sono una brava ospite, se l’occasione lo richiede. –

È proprio un osso duro.

– Beh, io voglio essere un gentiluomo. Avanti. – dai dei colpetti leggeri di fianco a te, per farla accomodare. È così soddisfacente giocare con lei.

Hermione deglutisce, ma bene o male si avvicina a te, sedendosi.

– È così terribile? – ridi, guardandola da sempre meno lontano. E la seconda volta che hai il suo volto a così pochi metri da te. La prima volta stavi dormendo, la seconda è adesso.

Constati la tua teoria, è proprio bella Hermione. È fine il suo volto, le sue labbra hanno una linea morbida e raffinata. Le starai guardando troppo? Lei non se ne accorge, troppo impegnata a torcere le mani sul libro.

– Vuoi chiedermi qualcosa? – la vedi in difficoltà davanti a te, qualcosa che ti accende ogni stimolo del corpo.

– Stavo pensando, come stanno andando le indagini? –

– Ti preoccupi per noi? –

No, lo stava facendo per se stessa.

– Ero interessata, tutto qui. –

Vorresti chiederglielo, vorresti sapere se centra qualcosa con tutto quello che sta succedendo, ma rimani zitto. Non vuoi rovinare questo momento, non vuoi che si allontani. Quanto ci aveva messo ad avvicinarsi a te così tanto? Settimane.

– Oggi parleremo con Harry, prima di tornare a scuola, potremmo sentire anche Ginny, non lo so. – alzi le spalle, con calma.

Accenna un sorriso timido.

– Devo essere presente anche io? – chiede, quasi assonnata.

– Mi hai rubato talmente tante ore libere che dovresti essere ai nostri servigi per tutta la vita. – dici stendendosi di fianco a lei.

– Tu hai voluto passare ore con me, io non ti ho costretto! – si gira di scatto verso di te, contrariata.

– Questo l’avevo capito, perché mi lasci sempre sul pavimento. – lo dici ridendo, ma lei sembra ferita.

– Se tanto ci tieni, anche il mio letto è abbastanza grande per contenere tutti e due. – il suo tono è quasi un sussurro, ma lo percepisci.

– Addirittura? – sorridi, mentre la guardi. Si è appena girata verso di te con tutto il corpo.

– Non voglio essere definita una cattiva ospite, tutto qui. –

Porti la sua ciocca dietro un orecchio e ridi.

– Non l’ho mai pensato. –

– Ma prima l’hai detto, mi hai detto che non sono stata carina. – non reagisce al tuo movimento, forse troppo imbarazzata per dire qualcosa. Le è piaciuto?

– Dovresti fare meno caso a quello che ti dico, se lo faccio per convincerti a sederti sul mio letto. – dici con calma, guardando verso la porta.

– Fred. –

– Si? –

– Sei proprio uno screanzato. –

– Hermione.

– Dimmi. –

– Hai intenzione di leggere o vuoi restare qui senza ripagarmi? –

 

~

Hermione:

– Li ho beccati sdraiati sul letto, lei se ne stava sotto le coperte. – il sibilo di Sirius arriva alle tue orecchie. Arrossisci. Maledetto Felpato.

Come osa spifferare tutto a tutti? Quelli sono fatti tuoi.

– Se non bussi. – Fred, che passa tranquillamente per la cucina, lancia uno sguardo malandrino a Sirius.

– Potevi metterci un cartello “occupato”. Se fossi entrato qualche minuto prima? – il tono è oltremodo malizioso.

– Se fossi entrato qualche minuto prima, avresti visto esattamente la stessa cosa. – sentenzi tu, alzando gli occhi dal libro.

Ron e Harry puntano lo sguardo su di te, sorpresi. George guarda il gemello con un misto di orgoglio e curiosità. Ginny ride.

– Dovresti smetterla di infrangere l’immaginazione di altri, Hermione. – Fred ti sorride con calma, ingurgitando un biscotto.

– E tu dovresti evitare di fare il contrario. –  gli lanci un’occhiataccia, costringendoti a non far comparire un rossore sul volto.

– Che ci facevi sotto le coperte? – Ginny si gira verso di te, divertita.

– Aveva freddo. – Fred si siede accanto a te, offrendoti un biscotto.

– Siete proprio disgustosi, divertirvi alle spalle d’altri. – dici, declinando a malincuore l’offerta e tornando sul tuo libro.

Prima che qualcun altro della stanza possa aprire la bocca, Molly Weasley fa irruzione nella cucina, con un sorriso a trentadue denti.

– Cena di Natale! – urla tutta contenta. A guardarla, ti rallegri un po’ anche tu.

– È già l’ora di prepararla? – Ron si lamenta nell’angolo della stanza, guardando alla sua sinistra.

– Ronald,  Harry, a voi vanno le verdure, tagliatele per bene. – guardi divertita la faccia triste e sconsolata dei due, mentre ti viene dato l’ordine di ripulire il salotto insieme a Ginny.

– E a Fred e George? – la più piccola dei Weasley esibisce un tono contrariato, mentre sente che sono liberi di andare.

– Noi due… – dice uno con calma.

– … Abbiamo il nostro gran da fare. – l’ultimo sorride, più verso di te che gli altri. Sposti lo sguardo da loro e prendi Ginny per la mano.

Più lavoro, meno pensieri.

 

~

Fred:

Sbadigli, denigrando l’ennesima offerta di cibo da parte di tua madre. Sei troppo pieno anche per un solo boccone. Dall’altra parte del tavolo, Hermione mangia con gusto. Come fa ad avere ancora fame? C’è da dire che pulire il salotto non era sembrata, dalle grida e dagli urli delle due ragazze, una passeggiata. Anche Ginny infatti, sembra essere più affamata del solito.

Sorridi nella direzione di Hermione, mentre vieni catturato dal discorso che Harry sta portando avanti con Sirius e George. Rimanete lì, in quella flebile calma a parlare del più e del meno fino alla fine della cena, una volta spolverato anche il dolce.

Ti alzi dalla tavola, accompagnando Arthur fino in salotto e lasciandolo sul divano.

– Prima di aprire i regali, gradiremmo la vostra più completa attenzione. – dici, mettendoti al centro della stanza insieme al tuo caro gemello.

– Visto che ci troviamo reclusi qua dentro, abbiamo pensato che facesse a tutti piacere un po’ di neve per Natale. – aggiunge George.

– Neve nel mio salotto? Bagnerà tutto! – vostra madre si dispera e Hermione le porta istintivamente la mano sulla spalla.

– Ho pulito tutto il pomeriggio solo affinché voi sporcaste di nuovo tutto? – Ginny alza gli occhi al cielo, stanca.

– Hai pulito tutto il giorno per fare spazio alla nostra incredibile quasi invenzione. – dici.

– Una invenzione che farà cadere un po’ di neve qua dentro, ma non bagnerà e non distruggerà nulla. L’abbiamo provata in camera ieri. – George specifica calmo, lanciando un sorriso comprensivo a tua madre e a tua sorella.

– Per quello faceva così freddo oggi? – Hermione non riesce a trattenersi, ma si zittisce subito, appena tutti cominciano a fissarla.

– Che ci facevi in camera dei gemelli, cara? – Molly si fa avanti per prima, ma la fermi all’istante, guardando il viso della Granger diventare rosso. Sorridi malizioso.

– Mamma avanti, io ti porto la neve e neanche mi presti un attimo di attenzione? – chiedi truce, acquistando l’attenzione dei presenti. Hermione ti ringrazia con gli occhi. Come dire a Molly che si era ritrovata a letto con il suo più pestifero figlio? E soprattutto, non avrebbe accettato frecciatine anche da lei.

– A voi! – George esibisce un inchino, mentre dal cielo comincia a cadere la neve. Non fa così freddo come avevate pensato, perché il calore del camino acceso riesce a compensare. Guardi le facce di tutti i tuoi parenti e amici e ti senti rinfrancato quando le vedi tutte gioiose e contente. Più di tutte, quella di Hermione ti regala soddisfazione: è riuscita a conquistare nella sua mano un fiocco di neve e lo sta studiando.

Lasci che tutti si alzino e diano un’occhiata per il salotto e ti avvicini di soppiatto a lei appena ti è possibile.

– Ti piace? – le chiedi, appoggiandoti al divano su cui è seduta.

– Siete stati bravi. – sorride, guardandoti negli occhi senza arrossire.

– Buon Natale, Hermione. – le sussurri all’orecchio, abbassandoti verso di lei, appena sentite il rintocco dell’orologio. Il rumore generato dalla tua famiglia ti permette di farti sentire solo da lei e, mentre tutti sono girati verso l’albero per veder comparire i regali su uno strato di neve, le lasci un veloce bacio sulla guancia.

– Buon Natale anche a te, Fred. – dice imbarazzata, toccandosi il volto dove le tue labbra l’hanno sfiorata, appena tu raggiungi tuo fratello.

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