L’indagine misteriosa dei Gemelli Weasley e di Hermione Granger – Capitolo 5.

Capitolo Cinque – Bandita.

 

MCDHAPO EC426

 

Hermione:
È da due settimane che non vieni disturbata da nessuno dei due gemelli Weasley, come è possibile? Sospiri, lasciando che un po’ di gelo ti faccia rabbrividire. Il tempo è volato velocemente, troppo per poterlo fermare, troppo per poterci pensare.
Eppure tu, con Fred ti ci divertivi pure. Era nuovo vederlo alle prese con qualcosa di non suo, con qualcosa che non lo facesse sembrare terribile ai tuoi occhi. In Biblioteca, per esempio, era stato in grado di aiutarti e non aveva emesso neanche un minimo di rimorso o odio nei tuoi confronti, almeno all’inizio. Rideva, scherzava, faceva battute. Battute divertenti.
Che poi, lo sapevi già che lui non era male, te ne eri accorta mentre pedinavi i gemelli per il castello, pregandoli di smettere di vendere questo o quell’altra cosa.
Ti giri per guardare ancora una volta il castello di Hogwarts che si staglia in tutta la sua grandezza: ti fa sentire in qualche modo sicura abitarci e, l’idea di passare il Natale da qualche parte che non fosse quella o casa, un po’ ti spaventava, ma la famiglia Weasley era sempre stata aperta nei tuoi confronti.
– Che ci fai qui tutta sola? – Ginny ti risveglia dai tuoi pensieri, comparendo dal nulla. Non indossa nulla di pesante e cerca subito di ripararsi dal freddo dell’esterno. Porta le mani al viso per riscaldarle con il respiro.
– Pensavo, tutto qui. – sorridi all’amica, stiracchiandoti.
– Non hai freddo, a pensare qui fuori? –
– Sto bene, Ginny. – annuisci anche con la testa, per cercare di dissuaderla il più possibile, anche se la realtà dei fatti è proprio un’altra. Ti sei decisa ad uscire, quando i gemelli hanno fatto il loro ingresso in Sala Comune qualche decina di minuti prima, solo per evitarli.
A pensarci, forse, è stata una mossa stupida, egoista. Perché tu, li stai ignorando solo per orgoglio. Vorresti tornare a salutarli, ma Fred quella volta aveva oltrepassato il limite.
– Ho baciato Harry. – sussurra Ginny dopo un po’, soffrendo per i brividi del freddo. Ti giri verso di lei e non riesci a capire se le sue gote sono rosse per il freddo o per l’imbarazzo.
– Tu cosa? – il tuo tono di voce si alza di qualche gradazione e lei è costretta a tapparti la bocca.
– Era lì ed io pure e niente l’ho baciato, mi ha baciato… insomma hai capito. – alza le spalle, in tutta calma.
– Quando? –
– Un paio di settimane fa, siamo andati via dall’allenamento un po’ prima entrambi ed è successo. Poi ci siamo visti anche dopo cena, ma solo per parlare. – specifica lei, balbettando imbarazzata, muovendo i palmi della mano per tranquillizzarti.
Sorridi, mentre guardi la tua amica contenta.
– Sono molto felice per te, Ginny. – le prendi le mani, ma finisci per abbracciarla qualche attimo dopo, nella speranza di scaldare sia te che lei.
– Beh, ti ringrazio molto, ma non sono qui solo per questo. Fred, George, Ron e Harry mi hanno raccomandato di chiederti se hai fatto i bagagli per domani. Si torna a casa per Natale! –
– Potevano anche chiedermelo loro. – sbuffi contrariata tu, abbracciando te stessa alla ricerca di un po’ di calore.
– Oh no, hanno ancora paura, sai per quella cosa .-
– Ah sì, giusto. –
Ginny annuisce colpevole di averti riportato alla mente l’incidente della settimana scorsa. Sorridi tu, senza cercare di far trasparire una grossa risata. È vero, non era stato bello rincorrere Fred Weasley per tutta la sala comune solo perché, le sue strambe idee di lavoro, ti avevano espulso dalla biblioteca per tre settimane, bisognava forse cercare di agire con un po’ più di tatto.
– Le valigie sono pronte e porta il mio saluto a tutti, se questo mi aiuterà a farmi rivolgere la parola ancora una volta. Con Fred, la ferita è ancora aperta. – Ginny ride per un attimo e tu l’accompagni, anche se per un attimo ti trovi… triste?

 

~

 

Due settimane prima:

 

Hermione:
Rimani muta, mentre la faccia arrabbiata di Madama Prince sparisce dietro le porte della Biblioteca. Imbarazzata, serri i pugni.
– Ecco io… – Fred, al tuo fianco prova a parlare, ma la tua occhiata lo fa tentennare per qualche attimo, – Dicevo… io non… – balbetta.
Fred ha mai balbettato? Non ti importa nemmeno.
– Non l’ho fatto apposta… –  cerca di scusarsi, ma non riesci a perdonarlo. È troppo presto, decisamente troppo presto.
Lo sai e gliene dai atto, che sta trattenendo le risate, per evitare di peggiorare la situazione: come se fosse possibile, visto che sei appena stata bandita dalla Biblioteca per tre settimane per colpa unica e sola di Fred Weasley.
– Fred. – sussurri, ma lui non riesce a sentirti.
– Fred. – il tuo tono di voce adesso risulta però anche troppo alto solo per te e il ragazzo si preoccupa per un attimo.
– Sì, dolce amata Hermione del mio cuore? –
– Comincia a correre. –

 

~

 

Harry:
Guardi Hermione dall’altra parte del vagone: sta fissando il paesaggio esterno, con una certa curiosità. Vorresti aprire bocca, ma lo sguardo pressante di Ron su di te ti fa rimanere zitto.
– Ron, va tutto bene? – gli chiedi, appoggiato al sedile.
– Non che non va tutto bene, miseriaccia. – lo dice a bassa voce, mentre fissa velocemente la ragazza al tuo fianco, – Non ti ricordi? –
– Rico… Ah, giusto. – guardi il tuo orologio e sorridi al tuo amico, cercando di sembrare il più possibile tranquillo.
Te l’aveva chiesto come favore personale Ron, di cercare di addolcire la pillola ad Hermione, una volta che lui sarebbe uscito per cercare Lavanda Brown e parlare con lei. Vorresti sapere cosa hai fatto tu di male per meritarti quella fine.
– Bene, allora io vado un attimo dai miei fratelli. – tossisce il tuo amico ed Hermione finisce per regalargli un breve saluto, per tornare a guardare fuori dal finestrino.
– Hermione… – la chiami, sedendoti proprio davanti a lei. Per quanto riluttante, finisce per concentrarsi su di te, – Devo dirti un paio di cose. – Dovevi trovare un modo di informarla, senza che lei urlasse o si arrabbiasse con Ron.
– Quindi non devo assolutamente cercare di fermarti e ascoltarti fino in fondo, non dare di matto quando avrai concluso le notizie ed esprimermi con calma? – dice lei, sistemandosi al meglio sulla seduta e sbadigliando. Era stata molto pratica e concisa.
– Io e Ginny ci siamo baciati. – prima bomba, – E Ron sta uscendo con Lavanda Brown. – seconda bomba. Guardi gli occhi di Hermione, che non sembra assolutamente sconvolta, neppure dall’ultima informazione.
– Sono molto felice per tutti e due, davvero. –  annuisce con calma, prima di sporgersi verso di te e darti una affettuosa pacca sulla spalle, perché un abbraccio risulta troppo scomodo in uno scompartimento.
– Anche per Ron? – balbetti un attimo. Avevi pensato, fin da che tu possa ricordare, che Hermione avesse una cotta per il più giovane ragazzo dei Weasley. Era stato così anche per Ron, ma poi lui aveva conosciuto Lavanda qualche mese prima.
– Più per te e Ginny, se devo essere sincera, ma visto che sospetto che lui non sappia di voi due ancora, non penso che glielo andrai a dire. – ridacchia per un attimo lei, spostando una ciocca  di capelli dietro l’orecchio.
– Non sei arrabbiata? –
– Io non vivo per essere arrabbiata Harry, vivo per cercare un po’ di tranquillità. –
– Non sei triste? Amareggiata? Delusa? –
– Per Merlino Harry, no. Sto bene. –
– Non ti piace Ron? – la tua domanda esce spontanea dalle tue labbra e il tuo cervello non fa in tempo a serrarle. La ragazza apre la bocca sconvolta.
– No che non mi piace Ron, Harry! – è quasi un grido il suo, smorzato però dal rumore del treno. Eppure tu ne eri così sicuro.
– Proprio niente niente? – ti sporgi verso di lei, che alza gli occhi al cielo. Tanto ormai il danno era fatto.
– Te lo giuro Potter, se potessi ti schianterei qui. – conclude lei, senza lasciar trasparire un minimo di imbarazzo dal suo volto. Che sia davvero così?
– Mi dispiace di averlo pensato, allora. – fai spallucce nella sua direzione e provi a far uscire un piccolo sorriso colpevole.
– Non ti biasimo per i tuoi pensieri, non penso tu sia l’unico ad aver avuto lo stesso presentimento, ma Ron è un mio amico, tutto qui. – sorride anche lei, tirando fuori un libro dal suo zaino.
Da quando era stata cacciata dalla biblioteca, prima delle vacanze, era raro vederla leggere, ma tutti sapevano che in quella situazione non era il caso di disturbarla. Ti rilassi per un attimo sul sedile, quando vedi passare fuori per il corridoio Ginny.
– Se vuoi andare, io non ti tengo fermo Harry. – sussurra lei, senza nemmeno alzare gli occhi dal libro, maliziosamente. Non te lo fai ripetere due volte e ti fiondi alla ricerca della tua ragazza.

 

~

 

Fred:
– Leggi? – lo sai che non la dovresti disturbare, ma l’occasione è troppo bella per tirarti indietro. Le eri stato lontano per troppo tempo, per cercare di fermarti ora.
Hermione alza gli occhi su di te, cercando di mettere a fuoco la tua figura e di comprendere che tipo di conversazione si rivelerà quella.
– Leggo. – conclude piano.
– È una lettura interessante? – ti siedi nel suo stesso scompartimento e accavalli le gambe. Ti sei piazzato il più lontano possibile da lei, ma sei abbastanza vicino per poterla infastidire al meglio.
– Lo è, si. – taglia corto di nuovo.
– Non hai intenzione di perdonarmi, vero? – sorridi malinconico, soffrendo seriamente la sua lontananza.
– Io ti ho già perdonato Fred, quando finiranno le vacanze avrò tutto il tempo per “rimediare a quello perso nelle ultime settimane. – chiarisce con calma, senza nemmeno staccare gli occhi dal suo libro.
– No, no che non l’hai fatto. –
– Vuoi una missiva ora? – lo dice, accennando un mezzo sorriso anche lei, guardandoti per la seconda volta da quando sei lì con lei. Sei quasi felice.  
– Non servirebbe nemmeno quella per esserne certo. – ti rilassi, mentre lei chiude il libro e lo ripone nel suo zaino.
– Cosa intendi dire? – Corruga le sopracciglia, incapace di oltrepassare le tue parole.
– Avanti Granger, è da due settimane intere che continui ad ignorarmi, non puoi avermi perdonato senza avermi dato la possibilità di scusarmi. – le sorridi, sporgendoti verso di lei.
– In realtà speravo che, standoti lontano per un certo tempo, i miei guai finissero e potessi tornare alla mia vita. – alza gli occhi al cielo, avvicinandosi anche lei a te, appoggiando le mani sulla seduta e drizzando la schiena.
– Ma noi abbiamo un patto, non ti ricordi? – scuoti la testa, incredulo.
– Un patto che tu non hai mantenuto, se io non ricordo male. –
– Invece io ho fatto tutto quello che mi hai chiesto: sono venuto in biblioteca con te, ho messo a posto i libri e ho fatto anche conversazione con Madama Prince! – sbotti contrariato, incrociando le braccia al petto, in modo teatrale.
– E hai fatto cadere tre intere librerie, volevi omettere quel passaggio? –
– Non c’era una regola che mi vietasse di mettere a posto i libri a mio modo, però. – parli come se fossi stato ferito.
– Perché nessuno sano di mente si metterebbe ad arrampicarsi da uno scaffale all’altro Fred, soprattutto perché possiamo usare la magia. –
– Mi sembrava più divertente. – sbuffi, – In ogni caso, mi scuso formalmente. –
– Ho già perdonato quello che hai fatto, Fred, non preoccuparti. –
– Non posso essere tranquillo, se tu non mi aiuti, me l’hai promesso. – Era vero, da quando avevi smesso di parlarle era diventato tutto più noioso di colpo. George era sempre con Angelina e Lee, sebbene fosse di ottima compagnia, non soddisfava tutti i tuoi standard. Avevi bisogno di qualcuno che ti colorassela vita.
– Cosa ci guadagno questa volta? –  sembra essere leggermente convinta, ma non per il motivo che pensi tu. Hermione aveva passato le ultime due settimane nel più completo panico, senza avere nemmeno un luogo dove ripararsi da voi, nel caso l’aveste scoperta. Si era data malata per qualche tempo, saltando un paio di giorni di lezioni e tutti avevano affiancato la sua influenza all’impossibilità di andare in biblioteca, ma c’era molto di più.
– Il doppio del mio tempo libero. – dici malizioso, sorridendole.
– Che ne dici dello stesso tempo di prima, ma con delle regole da rispettare? –
Perché deve rendere tutto sempre più noioso?
– Affare fatto Granger, ci rivediamo a casa mia. – accentui le ultime due parole e la vedi arrossire per un attimo. Ti intima di uscire immediatamente da quello scompartimento e di lasciarla in pace, mentre lo sguardo è completamente rivolto verso l’esterno.
Che enorme spreco sarebbe, se Madama Prince avesse ragione. Chiudi le porte dietro di te e sorridi. Hai ancora tante carte da giocare nel tuo enorme mazzo.

 

~

 

Ron:
Guardi il viso di Hermione, che sta camminando a qualche passo da te con tua sorella. Ride, di puro gusto. Corrughi le sopracciglia, girandoti verso Harry che ti sorride colpevole.
Ti eri sempre preoccupato per Hermione, soprattutto perché era capace delle più terribili azioni ed era tua amica.
Ora, guardandola sorridere tranquilla, ti chiedi come sia possibile che lei non sia nemmeno un goccio scossa. Che lei non ti avesse mai amato? 
– Non che io sappia. – le parole di Fred ti raggiungono, quasi volesse darti una risposta ai suoi interrogatori.
– Cosa non sai? – Ginny si gira verso di lui, allontanando l’attenzione dall’altra ragazza.
George sorride malandrino.
– Sono fatti nostri. –
– Solo fatti vostri? – Hermione guarda i gemelli, furtiva.
– Se proprio ci tieni, li faremo diventare anche fatti tuoi. – Fred sorride malizioso.
Tu, zitto e quatto vicino a Harry sospiri con calma. Sempre così con loro.
– No grazie, Weasley. – taglia corto lei, arrossendo appena sulle guance.
Guardi Hermione e il tuo pensiero si fissa su quel rossore improvviso: quando lei ti piaceva non eri mai riuscita a farla scottare o imbarazzare, ma Fred sembra avere una certa bravura per quello. Le colora la faccia talmente tante volte che in confronto le tue orecchie sono una questione marginale.
– Se ci ripensi, siamo sempre disponibili per te. – quell’ultimo commento basta affinché la ragazza acceleri il passo, prendendo la mano della tua povera sorella e trascinandola via.
– Harry. – sussurri, incurante dello sguardo perso del tuo amico.
– Miseriaccia, Harry. – il tuo tono si alza di un paio di note, ma lo sguardo dei gemelli non si gira verso di voi.
– Dimmi. – Harry ti guarda male, colpevolizzandoti per aver rotto i suoi bei pensieri su Ginny.
– Tu credi che ad Hermione piaccia Fred? – lui spalanca la bocca, rifiutandosi per un attimo di concepire quell’informazione.
– Non lo so. – dice poi, con tutta la trasparenza possibile, – è da un paio di settimane che parla continuamente con i gemelli. –
Era vero, Hermione ultimamente era strana. Si aggirava con sospetto nella sala comune e raggiungeva i tuoi due fratelli, ci parlava un po’, magari scrollava la testa, accennando un controllato sorriso.
Quello che più aveva allarmato tutti, sia voi in intimità, sia un gruppo di ragazzine del primo anno, era stato vedere Fred aggirarsi vicino ad Hermione nei corridoi, vederli entrare insieme in Biblioteca e vederli inseguirsi per una decina di minuti.
Erano passate ormai settimane dalla volta in cui Hermione aveva minacciato Fred di ucciderlo, poco dopo essere stata espulsa dalla Biblioteca, ma dalla conversazione appena avvenuta davanti ai tuoi occhi, sembrava che andasse tutto bene.
Ti gratti la testa, guardando verso Fred e spostando poi gli occhi sulla tua amica, che diavolo stava succedendo?

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