L’indagine misteriosa dei Gemelli Weasley e di Hermione Granger – Capitolo 4.

Capitolo quattro – Lee Jordan.

MCDHAPO EC426

Fred:
Fissi Hermione, che si irrigidisce appena. Sorridi colpevole e appoggi le mani sulle sue spalle: le senti così incredibilmente fragili che vorresti sapere se le provochi un minimo di dolore o meno.
– Allora, cosa mi rispondi? – glielo chiedi con calma, avvicinando la tua bocca al suo orecchio. Lei rimane ferma nella sua posizione, ma chiude appena gli occhi e ritrae la mano dalla maniglia.
– Io sono molto impegnata, Weasley. – sussurra pratica, cercando di rimanere il più severa possibile.
– Fred, – specifichi tu sorridendo e ponendoti tra la porta della biblioteca e la ragazza per guardarla sul volto, – e sono sicuro che del tempo per me lo troveresti, giusto? –
Hermione apre appena la bocca, ma la richiude subito dopo. Sai benissimo che lei non ha intenzione di avere nulla a che fare con te se non fermare i tuoi progetti sconsiderati, ma tu hai in mente molto altro.
– Ci sono miliardi di studenti in questa scuola, perché infastidireste proprio me? – chiede poi lei, scuotendo il capo e sorridendo appena.
– Te l’ho già detto. – dici, appoggiandoti alla porta di legno e incrociando le braccia al petto.
– Specifica. – Hermione alza gli occhi al cielo, sistemando poi meglio i libri tra le sue braccia.
– Tu sei intelligente e incredibilmente astuta. – specifichi tranquillo. Qualche ora prima ti eri ritrovato in camera con tuo fratello a pensare come voi avreste potuto risolvere un mistero del genere, ma poi ti era venuta in mente la Granger e ti era sembrata subito un’idea geniale. Lei è perfetta per quel ruolo: conosce molto bene tutti i sospetti e i loro segreti più oscuri, è molto pragmatica e coincisa e decisamente acuta. Lei ti serve, vi serve.
– E per cosa ti sarei utile? – ti chiede lei, ormai rilassata e completamente compiaciuta. Non riceve tutti i giorni complimenti da uno di voi due.
– Io e George abbiamo… Come dire? Siamo stati vittime di un tiro mancino e vorremmo capire chi è stato e qui entri in gioco tu. –
– Non mi piace giocare particolarmente. –
– Beh, ma non giocherai, tu ci aiuterai a trovare chi è stato a sottoporci a quello stupido scherzo. –
Hermione rimane a fissarti per qualche secondo con un sopracciglio alzato. Effettivamente, non ne capisce il nesso. Perché mai uno dei gemelli Weasley avrebbe chiesto a una come lei di fare certe cose? Di essere per loro una spalla e un aiuto indispensabile.
– Non potete chiedere a Lee? – ti chiede poi lei. Non può certo cercare di dirti che tutto quello che vorrebbe fare è accettare, non si può abbassare a tanto: deve mantenere un contegno e convincerti delle tue scelte.
– È tra i sospettati. – chiarisci pratico.
– E di chi altro dubitate? – il suo tono di voce diventa leggermente acuto e stringe con maggior forza i libri nelle mani..
– Harry, Ron e Ginny, dopotutto non sono così tanti: non ti toglierei nemmeno tanto tempo. – Sorridi malizioso, scostandoti dalla porta e avvicinandoti alla ragazza che indietreggia.  Sebbene lei sia più rilassata di prima, ti guarda ancora con sospetto.
– E cosa ci guadagnerei? – storta il naso, stringendo i libri al petto come protezione verso di te.
– Immagino che la mia presenza sia un premio abbastanza allettante per te. – Hermione arrossisce per un attimo aprendo la labbra e rimanendo senza parole. Come diavolo fai sempre a metterla in imbarazzo?
– Allora, visto che posso usufruire della tua presenza, non vedo perché io non possa utilizzarti per delle opere di bene. – attacca lei poco dopo, drizzandosi.
– Del tipo? – alzi un sopracciglio, incuriosito.
– Tu accetta di comandare ai miei ordini, io accetto di aiutarti. – dice Hermione, tendendoti una mano.
Tu non sai che, stringendo quel patto, le avresti regalato molto di più della tua schiavitù, ma anche la sua completa tranquillità. Osservi la sua mano nel vuoto e per un attimo esiti. Tu sai benissimo quanto possa essere severa e noiosa la Granger in certe situazioni, ma sei dall’altra parte sicuro che tu e George non riuscireste ad ottenere tutte le informazioni che lei può racimolare.
Avvicini la tua mano e stringi la sua in una presa quali mortale.
In mezzo al corridoio, davanti alla porta della biblioteca, sigillate un patto che sarebbe potuto diventare infinito. Senti la sua pelle essenzialmente morbida in confronto alla tua, logorata da tutte le pozioni che avete provato tu e tuo fratello. Senti la sua freschezza correre verso il tuo polso e sorridi ingenuamente. Lo capisci che non è quel tipo di riso che sfoggi durante la giornata, ma è qualcosa di superiore. È quel tipo che mai avresti pensato di regalare a qualcuno al di fuori di George o di Lee. Qualcosa di puramente privato.
Fissi per qualche secondo la vostra forte stretta, ma poi i tuoi occhi corrono al viso di Hermione e scopri che anche lei ha aperto le sue labbra in una smorfia di felicità. Le sue gote sono leggermente arrossate e non passa tanto prima che lei ritiri imbarazzata la mano.
– Molto onorato che tu mi abbia regalato un sorriso finalmente. – le sussurri tu poi all’orecchio, allontanando quegli imbarazzanti pensieri e colorando le tue parole con una punta di malizia.
Non le dai il tempo di rispondere o di maledirti, ma scappi via dal corridoio con le mani in tasca.
Quel patto sarebbe stato davvero molto divertente.
~
Fred:
– Non ci voglio nemmeno credere. – sussurra il tuo gemello nuovamente, mentre tu rimani fermo sul pavimento della vostra stanza, nascosta dietro al dipinto logoro e vecchio. E perché dovrebbe? Hai perfino osato chiedere ad Hermione Granger di aiutarvi, senza nemmeno consultarlo.
– Lo hai già detto. – gli dici con calma, appoggiando le spalle al muro e lasciando che il tuo corpo venga pervaso da un sentimento di gelo.
– Tu credi davvero che ci possa aiutare? – te lo chiede sedendosi davanti a te, guardandoti negli occhi il più intensamente possibile. Non ha motivo di pensare che tu l’abbia fatto per divertiti, crede davvero nella tua idea e spera di ritrovare tutto il carico di Merendine Marinare, ma infondo anche tu hai reclutato Hermione quasi solo per quello.
– Lei è brava, lo sai che lo è. – annusci con calma, unendo le tue mani.
– Lo so che è brava, ma se scopre cosa stiamo cercando, ci ammazza e questo lo sai meglio di me. – George scuote la testa alzando gli occhi al cielo, – Ho ancora una lunga vita davanti, vuoi proprio stroncarci la carriera? –
– George, avanti, mica le si deve dire ogni cosa, no? La teniamo al corrente della maggior parte dei fatti, ma non di tutti. Non sono mica scemo. –
– Potrei avere qualcosa da ridire su questo. – lo dice ridendo il tuo gemello, dandoti una pacca sulla spalla.
– Non lo metto in dubbio, ma non è questo il momento, abbiamo altro a cui pensare. –
– Giusto… Facciamo il punto della situazione, prima di degenerare. –
– Da una parte abbiamo Lee Jordan, nostro amico dal primo anno ad Hogwarts, conosce il nostro nascondiglio, avrebbe dei buoni motivi per odiarci e non riesce a tenersi nemmeno la pipì. – dici, mettendoti a pensare con calma.
– E siamo per questo preoccupati che ormai lo sappia mezza scuola. – conclude lui, strofinandosi gli occhi, stanco.
– Ma non scoraggiandoci, siamo a conoscenza del fatto che a saperlo erano anche Ginny, e preghiamo in Merlino che non sia stata lei, Harry e Ron. –
Chiudi gli occhi, appoggiandoti al freddo muro più di quanto non avessi fatto prima: sei anche tu esausto di pensare a questa storia, non riesci a concepire come tutto stia andando per il verso sbagliato. Sbadigli, concludendo il tutto con un sorriso amaro, se non altro avrai la possibilità di torturare un po’ la Granger durante le vostre ricerche.
– Con chi dovremmo cominciare? – ti chiede poi George, alzandosi e stiracchiandosi.
Sorridi malizioso, allungandogli la mano per aiutarti ad alzarti.
– Iniziamo con Lee Jordan. –
~

Tre giorni dopo il furto:

Lee:
Apri gli occhi, completamente disorientato.
L’unica cosa che riesci vedere davanti a te è il viso di Hermione Granger: la fronte è aggrottata e si sta mordendo il labbro inferiore.
– C-cosa ho fatto? – boccheggi a malapena, abbassando lo sguardo impaurito.
– Non lo so, hai fatto qualcosa? – dall’angolo della stanza buia uno dei gemelli viene verso di te, con le braccia incrociate.
– Fred? George? –
– Dov’eri il pomeriggio di tre giorni fa? – ti interrompe la Granger, sedendosi di fronte a te, sull’unica sieda presente oltre alla tua.
– Tre giorni fa? – parlare è difficile, sopratutto davanti a quattro occhi indagatori.
– Il pomeriggio di tre giorni fa. – dice un’ultima figura ancora al buio. Appena questa viene verso di te la riconosci, un altro gemello si nascondeva nell’ombra.
– Cosa diavolo vuole dire tutto questo? –  le tue parole sono tremanti.
– Avanti Jordan, vedi di collaborare una volta per tutte, non ho tempo da perdere. – intima per l’ennesima volta la ragazza, incrociando le gambe e fissandoti male.
Deglutisci piano.
– Agli allenamenti di Quidditch, fino all’ora di cena. –
– Qualcuno lo può confermare? – chiede ancora Hermione.
– Credo noi, Granger. – conferma all’ala sinistra uno dei due gemelli, presumibilmente George.
– Ma se lo sapevate, per quale motivo lo stiamo interrogando? –
Entrambi i fratelli la ignorano completamente.
– Hai visto qualcuno tra Harry, Ginny o Ron quel giorno? – ti chiede di nuovo la Granger, appigliata per non essere stata informata del tuo alibi.
– Harry e Ginny sono andati via prima dall’allenamento, ma Ron quel giorno proprio non l’ho visto, mi dispiace ragazzi. –
Hermione si tocca il mento per un attimo, cercando di pensare a qualcosa da dire, ma rimane in silenzio di fronte alle nuove prove ottenute.
– Ci dispiace Lee per le brutte maniere, spero tu possa capirci. – dice uno dei due Weasley.
– Non vi preoccupate, posso immaginare come vi sentiate dopo aver perso un così grande carico di… –
– Di soldi! – urla il gemello rimasto vicino ad Hermione, mentre l’altro ti accompagna velocemente alla porta.
Lo guardi confuso, ma ti fa segno di tacere, – Se mai scopriremo qualcosa, sarai il primo ad essere informato, grazie mille Lee! – ti sbatte la porta in faccia con abbastanza violenza. Rimani lì per qualche attimo, prima di riuscire a realizzare quello che è appena successo. Stai immobile, non hai intenzione di tornare lì dentro, Hermione ti ha fatto già troppa paura.
Non fai in tempo ad allontanarti però, che il tuo maggiore incubo ricompare sulla soglia, con un attimo di eccitazione negli occhi.
– Scusami ancora Jordan, non è che l’hai detto a qualcuno? – la voce della ragazza è pimpante.
– Beh, ne ho parlato con Angelina, ma lei lo sapeva già da George, quindi non credo di aver combinato qualcosa di sbagliato. –
– Bene perfetto, grazie Lee. –
Per la seconda volta, nel giro di pochi attimi, ricevi nuovamente la porta in faccia. Sospiri, allontandoti e massaggiandoti il naso.
~
Fred:
– Se non c’è altro, credo che sia arrivato il momento di andare Fred. – mentre lo dice, Hermione si alza dalla sedia e si rimette a posto la gonna. Alzi gli occhi al cielo, sconfitto.
– Ma non abbiamo scoperto nulla. – il tuo gemello finisce per lamentarsi, sistemandosi lui nell posto lasciato libero dalla ragazza.
– Ma questo non è assolutamente vero, ora dobbiamo solo sentire le versioni di Harry, Ginny e Ron. Un sospettato in meno non è nulla di terribile. – dice lei, aprendo la porta che si affaccia sul corridoio, – Forza Fred, un patto è un patto. –
Saluti il tuo gemello con la mano, mentre imbocchi l’apertura e segui Hermione per il corridoio fino alla biblioteca. Nessuno dei due parla, tu non ne hai voglia, lei è troppo felice per farlo. Vuole tenere tutto per se finché non ti avrà messo al lavoro.
– Cosa dovrei fare io? – le chiedi poi, una volta osservato la pila di libri da smistare a da riposizionare sugli scaffali.
– Faccio sempre questo favore a Madama Prince appena ho un po’ di tempo e lei è stanca, quindi se tu mi aiutassi saresti molto gentile. – Alzi gli occhi al cielo, mentre prendi tra le mani un paio di tomi.
Non era quello che ti eri immaginato pensando a del tempo tra te e lei, ma un patto è un patto, giusto? La guardi allontanarsi velocemente e tornare indietro a prendere altri libri, mentre tu sei ancora fermo con i primi che hai scelto. Cosa hai fatto di male per meritarti tutto quello?
Mentre Hermione si allontana ancora, vedi la figura di Madama Prince spuntare dal portone della biblioteca e la raggiungi, per fare finta di essere impegnato.
– Cosa ci fa un Weasley qui dentro? – storce il naso alla tua vista e tu sorridi colpevole.
– Mi ci hanno costretto. – ammetti colpevole, mentre una pimpante Hermione saluta con la mano la signora con cui stai parlando, che sorride felice.
– Ha fatto bene, è l’ora che tu metta a posto la testa. – Sbuffi un secondo, riportando lo sguardo sulla Grifondoro.
– È sempre qui, anche durante il fine settimana? –
– Beh, quasi sempre. È venuta interrottamente da quella volta che è si è assentata con fare sospetto, mi sembra fosse circa tre giorni fa. Mi ha detto che doveva incontrare qualcuno e mi ha lasciato un libro da custodirle, da lì è venuta praticamente durante tutte le ore libere per leggere o studiare. –
Boccheggi. Tre giorni fa? 
– Le ha per caso detto con chi si doveva vedere? –
– Se non lo sa lei, non penso di poterla aiutare. – lo dice sorridendo, anche se pure quando sorride c’è qualcosa di crudele in lei.
– Oh noi non siamo… –
– Guarda che lo so che non stai facendo nulla da quando siamo arrivati Fred, non cercare di ingannarmi e vieni ad aiutarmi. – Hermione spunta di fianco a voi e sorride a Madama Prince, tutta contenta e ti prende la mano.
Non fai in tempo a chiarirti con la guardiana della biblioteca perché vieni messo al lavoro seriamente questa volta. Sbuffi e guardi Hermione contrariato. Cosa diavolo nasconde?
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