L’indagine misteriosa dei Gemelli Weasley e di Hermione Granger – Capitolo 3.

Capitolo tre – Fuga.

 

MCDHAPO EC426

Due giorni dopo il furto:

George: 

Fissi la ragazza davanti a te: ti è sempre sembrata molto bella, ma da qualche mese a questa parte ne hai la certezza. Le sorridi colpevole e le prendi la mano.
Risponde alla tua felicità e, aprendo le sue labbra, ti sembra che sia riuscita a rendere la tua giornata più luminosa. Angelina, pensi, è sempre piena di energie: che vi troviate a camminare di notte per i corridoi o ad allenarvi di giorno, lei riesce sempre ad essere più sveglia di te.
Ti sorprende che riesca a farti dimenticare gli ultimi giorni della tua vita: da quando tu e Fred avevate scoperto di aver perso tutto il vostro lavoro, non eri riuscito a rendere gli appuntamenti con la tua ragazza troppo soddisfacenti, ma stai cominciando a capire come si debba dividere il lavoro dalla vita privata.
Le baci il palmo della mano che le avevi rubato poco prima. Risali verso il suo polso e cominci ad assaporare anche il suo braccio. Ride, sotto l’effetto del solletico che le provochi lungo il corpo. Con la tua altra mano poi le accarezzi il fianco. Senti le curve nascoste sotto la sua uniforme e segui con l’incavo la sua forma slanciata.
Questa volta è lei che si avvicina verso il tuo corpo e passa le sue dita fra i tuoi capelli rossi. Ti impedisce di continuare la tua salita verso il suo petto, ma ti fa alzare lo sguardo verso il suo volto e vi unisce in un bacio passionale. Nella disperata ricerca di aria, riesci a respirare solo il suo buono profumo.
Sorridi sulle sue labbra, mentre ruoti la testa di qualche grado, per poter addentrarti di più nella sua bocca. Porti la mano che ti ha lasciato libera sull’altro suo fianco e fai combaciare il suo corpo al tuo: maledici le vostre divise, alzando gli occhi velocemente al cielo.
Non vorresti trovarti lì: siete in piedi contro un muro di uno sgabuzzino a baciarvi, ignari che magari qualcuno possa starvi cercando. Non vorresti che una cosa così bella sia nascosta in un posto così brutto.
Ti immagini per un attimo Angelina stesa sul letto in camera tua e sembra che il tuo cervello stia esplodendo. Come hai fatto a non scegliere quella ragazza anche prima?
Per un misero periodo era stato Fred a mettere gli occhi su di lei e tu non ti saresti mai azzardato ad allungare le mani su qualcuno che era già stato marchiato con la scritta Weasley, ma non eri riuscito a fermarti: dopo un paio di fortuiti incontri non eri riuscito ad allontanare lei dai tuoi pensieri.
Certo, ti eri ben accertato che lei fosse attratta da te e non dal ricordo che il tuo gemello le aveva lasciato, ma presto avevi scoperto che lei era interessata solamente a George.
Erano state settimane di incertezze quelle che vi avevano separato dall’essere una vera coppia, ma dopo averlo detto a Fred avevate reso tutto ufficiale: le era bastata una occhiata malandrina per farle capire che era libera di intrappolarti nella sua morsa letale.
Tu, sei ufficialmente preso.
Ritrovi un attimo di lucidità mentale e dividi i vostri due volti, ma non riesci ad allontanare la tua ragazza dall’abbraccio che avete creato. La mano di Angelina si è spostata dai capelli alla tua guancia e ora accarezza quella specie di barbetta che ti è spuntata dal giorno prima.
-Ammirevole. – ti dice lei, osservando compiaciuta il tuo riuscito torno alla realtà: evidentemente non era stata capace di catturare tutta la tua attenzione.
Alzi le spalle compiaciuto: che ci puoi fare? La tua vita non può girare unicamente intorno a lei e a quanto tu la desideri.
-Normale amministrazione. – le sussurri all’orecchio, prima di lasciarla definitivamente andare. Le mani che hanno abbandonato il suo corpo, corrono a mettere a posto la tua cravatta che è stata leggermente spostata durante quell’incontro amoroso.
Angelina incrocia le mani al petto e alza un sopracciglio: che lei stesse cercando qualcosa di più? Sorridi malandrino e decidi di sistemare anche il colletto della camicia della tua ragazza: le abbottoni l’ultima parte e le lasci un veloce bacio sul collo.
Sai benissimo che nessuno dei due vuole abbandonare quella stanza, ma siete entrambi costretti ad impegnare le vostre ore in qualcosa di più noioso e meno stimolante. Sbuffa contrariata e tu ridi leggermente. Certo che fai proprio un ottimo effetto su di lei.
-Ci rincontreremo presto. – le dici con calma, fissandola negli occhi. Lei capisce benissimo cosa intendi e ti sorride di rimando.
– Certo, ti aspetto sul campo di Quidditch tra tre quarti d’ora: se provi a fare tardi anche questa volta, il fatto che tu sia il ragazzo del capitano della squadra non riuscirà a salvarti. – sbotta lei risoluta e, lanciandoti un bacio, abbandona lo sgabuzzino. Fissi la porta sorridendo.
Saresti arrivato in ritardo apposta quel giorno.

~
Harry:  
Guardi Ron, nascondendo l’ennesimo sbadiglio. Il suo viso ti risulta invece molto più concentrato: gli occhi fissano la scacchiera con precisione, testando ogni mossa possibile. Lui lo sa che tanto la partita finirà fra il mucchio che è riuscito a vincere contro di te, ma non nasconde la sua serietà.
Sei riuscito poche volte a battere il tuo migliore amico, erano stati momenti di fortuna dettati probabilmente dalla mancanza di voglia dell’altro giocatore, ma tu tieni quelle vittorie molto care.
Se lui non fosse diventato per te una persona tanto cara e se non fosse davvero così bravo a scacchi probabilmente tu saresti già morto da quattro anni.
Sospiri, spostando un cuscino sotto la schiena e lasciandoti sprofondare nella poltrona.
-Credi che tornerà mai dalla biblioteca? – gli chiedi, alludendo all’ultimo membro del vostro trio.
Hermione è sparita di nuovo da qualche ora con l’ennesima scusa. Tu e Ron non ci fate ormai più caso: se lei non è lì con voi a tirarvi su il morale o a spronarvi al lavoro, è sicuramente a leggere qualche libro in quella magica sala.
-Anche se fosse, tra qualche minuto tu dovrai andartene. – ti dice il tuo avversario, facendo spallucce. Ti sorprende la sua quasi inesistenza di preoccupazione nei confronti di Hermione: te ne sei accorto solo tu che da qualche giorno il suo comportamento è strano?
Scompare praticamente sempre e cerca in tutti i modi di evitare i luoghi frequentati. Credevi che solo Ron potesse ingozzarsi in maniera estremamente veloce, ma anche lei stava dando del suo meglio ultimamente: arrivava in Sala Grande puntuale per la cena e scappava via appena il suo piatto diventava vuoto.
Lanciava una timida occhiata verso Ginny e poi si ritirava in sala comune. Solo che, appena anche voi salivate, lei era sparita anche da lì.
-Non mi va di allenarmi. – gli dici, avvicinandoti alla scacchiera per giocare il tuo turno.
– Ma non ti va nemmeno di essere ucciso da Angelina. – ti dice lui sorridendo, notando il tuo clamoroso errore che ti poterà a perdere la partita.
Effettivamente tra le due ragazze non saresti riuscito a preferirne davvero una, se solo Hermione non fosse la tua migliore amica. Sospiri, rassegnato.
Che diavolo le sta accadendo?
– Dici che ce lo dirà mai? – gli chiedi, esasperato per la nuova vittoria di Ron.
– Dico che se non lo farà adesso, prima o poi la cosa salterà fuori come due anni fa: non è riuscita nemmeno a tenerci nascosto il giratempo. –
– Quella era questione di vita o di morte. – gli dici, scuotendo il capo.
– Magari anche questa sua improvvisa fretta è dovuta a qualcosa di simile, non me la prenderei troppo. –
– Perché se la dovrebbe prendere? – chiede qualcuno ad un certo punto da dietro di voi.
Ginny ti fissa dall’alto e ti sorride. Se lei sorridesse un po’ di meno forse tu non la troveresti così incredibilmente carina e raffinata. Ti sei chiesto molto spesso cose una bella ragazza come lei potesse avere in comune dei geni con il tuo migliore amico, ma i capelli erano una spiegazione abbastanza plausibile.
– É preoccupato per Hermione. – gli dice poi Ron, sprofondando vittorioso nel divano.
– Che succede? – Ginny si sistema di fianco a suo fratello e si appoggia alla sua spalla.
– Sparisce sempre. – dici.
– Mangia più in fretta di me. – fa notare il tuo amico, con una punta di gelosia.
– E sta sempre in biblioteca. – concludi tranquillo.
– In pratica state cercando di dirmi che Hermione si sta comportando come un’Hermione più ansiosa? Oh si, c’è sicuramente da preoccuparsi. – dice lei, accennando una risata.
– Ci sono i G.U.F.O. quest’anno, è ovvio che io sia più ansiosa. Spendo tutte le mie energie dividendomi tra lo studio, le lezioni extra di Harry e a riesco a trovare il tempo per fare anche la babysitter. – sbotta ad un certo punto Hermione, comparendo di colpo nella vostra piccola scenetta.
– Miseriaccia, da quanto eri qui? – gli chiede Ron, stizzito.
– É arrivata con me, davvero non ve ne eravate accorti? – Ginny alza un sopracciglio e ti fissa intensamente. Perché deve sempre guardare te?
– Harry, non per darti fastidio, ma hai gli allenamenti. – ti sussurra la tua migliore amica e tu annuisci appena, lasciando che i tuoi occhi continuino a intrecciarsi con quelli della ragazza con i capelli rossi.
Non ti preoccupi nemmeno di chiedere spiegazioni ad Hermione, talmente sei rapito da altro. Vorresti sapere che cosa gira nella mente di quella ragazza e come mai lei non possa confidarsi con voi dopo tutto quello che avete passato insieme: durante il primo anno era riuscita a salvarvi la vita e insomma… era stata più o meno la stessa cosa anche gli anni successivi.
Ti alzi dalla poltrona che viene subito rubata da Hermione e corri verso il dormitorio. Non riesci a dimenticarti del tocco che Ginny ha lasciato sulla tua pelle, delle sue dita intrecciate con le tue e delle sue labbra. Come farai andare avanti così? 
Dall’ultima volta che vi eravate incontrati in quella sera non eravate più riusciti a chiarirvi e parlare come due persone civili, ma d’altronde non potevate tirare fuori un certo discorso se in mezzo compariva sempre Ron. E se lui spariva, Hermione miracolosamente arrivava e rapiva Ginny. Cos’avessero da confabulare le due tu non l’avresti mai saputo, ma di certo avevi più volte maledetto i tuoi migliori amici per non lasciarti il tempo di parlare con la più piccola dei Weasley.
Lanci un’ultima occhiata verso il tuo gruppo di amici: Ron ha già cominciato a sbadigliare e le sue orecchie sono diventate leggermente rosse, Ginny si è inclinata verso Hermione che sorride timidamente.
Il volto della ragazza più grande sempre più rilassato del giorno prima, ma tradisce comunque una certa ansia. Che sia davvero solo per i G.U.F.O.?
~
Hermione:
Cammini per i corridoi, cercando di evitare lo sguardo di qualche persona conosciuta. Tu non puoi fermarti: sei riuscita a sgattaiolare via di nuovo senza che nessuno ti fermasse o cercasse di farlo. Hai preso i tuoi libri e stai per rintanarti per qualche ora in biblioteca. É praticamente il sogno di ogni persona come te, un pomeriggio di calma e studio.
Calma e studio. 
La tua mente comincia a colorarsi di rosso e per un attimo vorresti gridare: tu non sei fatta per tenerti tutto dentro, lo scopriranno presto che hai rubato tu la loro roba.
Avevi visto Fred e George pochissimo in quegli ultimi due giorni, se non nelle ore del pranzo. Li evitavi in tutti i modi o forse erano loro che non volevano farsi vedere in giro. Quando ti accorgevi di trovarti per troppo tempo in sala comune, scoprivi che i gemelli se ne erano già andati da qualche tempo.
Guardavi verso la loro direzione e Lee ti faceva un minimo cenno di saluto e tornava a parlare con i ragazzi del settimo anno. Ma se Lee ti salutava, forse eri ancora salva.
In quei due giorni eri riuscita a captare più informazioni possibili e cercare di interpretare ogni loro minima mossa. Se si alzavano e non ti guardavano, non l’avevano capito.
Capitava a volte che il tuo sguardo si incrociasse con quello dei uno dei due che ti riservava un sorriso smagliante e tu bablettavi qualcosa. Quel gesto non eri ancora riuscita a comprenderlo.
Perché sorrideva? Cosa ci trovava di così tanto bello? Che stessero macchinando qualcosa?
Sbuffi, stringendo i libri al petto e scuotendo il capo. Ecco perché tu non devi mischiarti in certi affari Hermione, perché a fare gli scherzi tu non sei brava. E non lo sei nemmeno nel raccontare bugie: durante il terzo anno era stato così difficile tenere Ron ed Harry allo scuro del tuo piccolo segreto, ma alla fine avevi convenuto che non saresti mai riuscita a nascondere il giratempo troppo a lungo e avevi mandato all’aria tutto. Che poi, volendo riconoscerti un po’ di merito, eri riuscita a salvare la vita ad un uomo e avevi frequentato il doppio dei corsi di una persona normale.
Giri l’angolo, aumentando leggermente il passo.
Pensi per un attimo a Ron ed Harry e ti scopri a sorridere. Sai benissimo che sono entrambi preoccupati per il tuo continuo sparire durante gli ultimi giorni, ma finché non sai come sia messa la situazione non vuoi rischiare che qualcuno ti trovi così facilmente.
Vorresti dire ad entrambi che non sta succedendo nulla di particolare e che stai semplicemente studiando di più, ma sai che la tua voce potrebbe rivoltarsi contro di te e prima o poi dovresti far saltare fuori la verità.
Ormai ci sei dentro Hermione, mentitrice diventerà il tuo secondo nome. Un brivido di paura ti percuote la schiena ed entri finalmente in biblioteca. Un’aroma di libri rapisce le tue narcisi e sorridi chiudendo gli occhi, per quanto tu usufruisca di quella stanza, non ti stupisci mai della sua bellezza.
– Non così in fretta. – prima che la porta riesca a chiudersi dietro di te, qualcuno ti afferra per il braccio e ti tira fuori dal tuo nascondiglio.
Sbianchi, riconoscendo il tono di voce e rimani immobile come un pezzo di ghiaccio a fissare il legno scuro che si è appena richiuso davanti a te.
– Allora? – ti chiede di nuovo la voce e il ragazzo incrocia le braccia al petto.
– Allora? – rimani stupita e ti giri verso di lui.
– Sono due giorni che mi ignori completamente. – dice uno dei due gemelli, stizzito.
– Come prego? – alzi un sopracciglio e dentro di te tiri un piccolo respiro di sollievo.
– Non mi hai degnato nemmeno di un’occhiata nelle ultime ventiquattro ore. – ti fa notare ancora lui, inclinando la testa di lato.
– Non sono io che sparisco dalla sala comune. – forse, scappi un pochino anche tu.
– Allora ti accorgi della mia mancanza? – sorride malandrino, avvicinandosi di poco al tuo corpo e tu arrossisci. Certo che te ne accorgi, devi sapere se stai per morire o meno.
– M- mi porto avanti con il mio giro notturno. – balbetti, spostando lo sguardo verso la fine del corridoio. Vorresti morderti la lingua, ma stai immobile: ti sembra di aver appena confessato, ma in fondo lui sa benissimo che tu sei un Prefetto e stai solo facendo il tuo lavoro.
– Certo. – dice lui, portandosi le mani alle tasche e allontanandosi da te. Il sorriso che prima gli colorava il volto si restringe di poco, ma lo puoi ancora notare. Le labbra sono leggermente distese verso di te e ti sembra di riconoscere in lui lo stesso gemello che continua a scambiare sguardi con te in sala grande.
– Cosa vorresti da me? – gli chiedi poi, stringendo i libri al tuo petto come difesa.
– Darti una mano. – ti dice con calma.
– Darmi cosa? –
– Una mano, un aiuto. –
– Non mi servono aiuti da uno come te. – gli dici di colpo, arrossendo appena sulle gote. Ma chi si credeva di essere? Tu non potevi permetterti di immischiarti o farti vedere in giro con uno di loro rischiando di infangare il tuo nome. Non se ne parla. 
Fai ruotare di nuovo il tuo corpo verso la biblioteca e ti appresti ad aprire nuovamente la porta.
Il gemello rimane a fissarti per una frazione di secondi, ma parla prima che tu possa raggiungere la maniglia.
– Io però ho bisogno di un aiuto da una persona come te. – pronuncia piano, ma tu non puoi vedere l’enorme sorriso che si è allargato sul suo volto alla tua stretta di spalle.
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