If only they were in love.

If only they were in love.

 

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Fred ed Hermione non erano mai stati qualcosa di più che semplici amici, a volte compagni di bacchetta e a volte nemici. Non si sapeva mai, e neppure lo si osava chiedere a quelli che li stavano guardando, se la loro chiacchierata sporadica fosse ricolma di leggerezza o di insulti. C’erano voci, ancora ai tempi della scuola, che li accusavano di una tresca in Biblioteca o di una rissa in cortile. C’erano voci e poi c’erano loro.

Fred ed Hermione non sapevano cosa spingesse più di metà della scuola – perché i Serpeverde erano da escludere – a guardarli con sguardi curiosi ogni volta che, al cambio dell’ora, si incontravano casualmente in mezzo ai corridoi.

Eppure,  tutti quelli che ancora ricordano con fervore la lotta in cortile, si meraviglierebbero di sapere che Fred ed Hermione preferivano trovarsi in biblioteca, nei corridoi a ridere e persino davanti ad una tazza di cioccolata, in un bar di Londra, alla fine della guerra.

 

– Fred, la vuoi una cioccolata? – un’Hermione assonnata arriva velocemente da uno dei corridoi.

– Non mi togli nessun punto per avermi trovato qui e adesso e mi offri anche una cioccolata? Stai bene, Hermione? –

– Goditelo Fred, non si sa mai che io domani decida di dar credito alle voci che ci vedono nemici in un duello mortale in cortile. –

 

Il ragazzo, togliendosi la cuffia verdognola, alza gli occhi lucenti sul volto di lei che, con il naso arrossato, ricambia con un timido sorriso.

– Novità? – le chiede con calma, appoggiando il mento sul palmo della mano, per potersi reggere meglio.

– Non ho mai novità io, Fred. – conclude amara lei, giocherellando con le pagine del menù che qualcuno ha appena appoggiato sul tavolo. Fred sorride, decifrando un po’ di tormento negli occhi di Hermione.

– Ne hai avute in passato, non mentire. – Gli occhi del ragazzo brillano sempre di più, mentre lei arrossisce sulle guance in modo sbarazzino.

– Io ne ho avuta una, tu trecentoventisette. – La voce di Hermione è piatta e controllata, ma le labbra di Fred si aprono sempre di più.

– La tua è valsa come una novità da trecentoventotto ragazze. –

– Solo perché ho baciato Victor Krum non significa che ti batta nelle novità o che io attualmente ne abbia, Fred. – dice acida, chiudendo il menù.

Il ragazzo, poco meravigliato della sua reazione, si passa una mano tra i capelli rossastri e ordina un paio di cioccolate per tutti e due.

– Come ai vecchi tempi. – si giustifica, quando Hermione finalmente alza gli occhi su di lui.

– Sei sempre pieno di sorprese. – ammette poi lei, finalmente sconfitta, perché il broncio a lui non lo ha mai tenuto per più di dieci minuti. Mai e poi mai Fred gliel’avrebbe permesso.

– Anche tu mi hai sorpreso, Hermione. – ride con calma il ragazzo, – Credi che io possa facilmente dimenticarmi la volta in cui tu mi sei venuta addosso nei corridoi, con i capelli tutti arruffati, di notte e mi hai trascinato nelle cucine per bere insieme una cioccolata? O quando sei entrata in classe durante una mia lezione perché da Prefetto qual’eri dovevi assolutamente parlare con Fred Weasley? –

– Va bene, va bene… – Hermione giocherella con un riccio e arrossisce appena, – Sappi che comunque non mi pento di nulla. – chiarisce con calma, allontanandosi appena dal tavolo, proprio quando le due cioccolate vengono servite.

– Non mi aspettavo altro da te. –

Smettono di parlare per un attimo Fred ed Hermione, che portano entrambi le mani alle tazze bollenti e si perdono nei ricordi di una delle tante sere, mentre Hermione corre per uno dei numerosi corridoi di Hogwarts, ignara che Ron la stia cercando per l’ennesima volta, e Fred che l’aspetta davanti alla porta delle cucina, sorridendo. Si sarebbe forse chiesta il perché di quel costante sorriso, se lei ne fosse stata innamorata. Eppure, quando Hermione lo raggiunge sorride anche lei, allungandogli una mano.

– Tu, hai novità? – è lei la prima ad aprire questa nuova danza di chiacchiere, appoggiando la tazza sul piattino e pulendosi velocemente i baffi di cioccolato.

– Ne ho una in anteprima, anche se l’avresti scoperta venerdì alla cena di famiglia. – Hermione alza gli occhi verso il volto di Fred, forse sorpresa di essere stata invitata ancora una volta a casa dei Weasley, ma invece di parlare lo lascia continuare, – George ha chiesto ad Angelina di sposarlo. –

– E lei ha detto di sì? – chiede lei ingenuamente, mentre Fred non riesce ad impedire alle sue labbra di sorridere.

– Che razza di annuncio triste sarebbe se George arrivasse e dicesse di essere stato rifiutato dall’amore della sua vita? –

– Tanto è quello che farà per fare l’ennesimo scherzo alla gemelli Weasley e poi ci congratuleremo tutti con lui e con Angelina, che comparirà qualche secondo dopo. –

– Ti ho fatta crescere proprio male. – ammette Fred, piuttosto orgoglioso della sua bravura.

– Apprezzo che almeno tu te ne sia reso conto. – Hermione ride di nuovo e finalmente aggiungerebbe lui, se ne fosse innamorato.

– Gli ha detto di sì, comunque. – il tono del ragazzo ora però si fa un po’ più cupo e lei si slancia per prendergli la mano che è rimasta morta sul tavolo. Il contatto è caldo, ma fa rinascere in loro la voglia di sorridere. Ancora una volta, come sempre, mano nella mano. Mano nella mano a correre sulle colline dietro la Tana, mano nella mano a camminare per andare in cucina o per andare in biblioteca.

– Sto bene, Hermione, davvero. – finge poi lui, esattamente come aveva finto lei qualche tempo prima. Eppure, davanti ad un’amicizia come la loro, a cosa serve fingere?

– Sei contento? – Hermione allontana da lei la tazza di cioccolato vuota e apre la borsa per recuperare il contante per pagare. Fred la imita disinvolto, pronto a buttare giù anche lui un paio di monete per questo spuntino veloce.

– Come non potrei? È dal quarto anno che aspetto questo momento e tu lo sai meglio di me, dato che non ho smesso di tartassarti con tutte le mie chiacchiere. – recupera il cappuccio verdastro alzandosi e lo posiziona però sulla testa di lei, – Ecco, non prendere freddo. –

Hermione, che è così troppo vicina a lui, ringrazia sfiorando con l’alito il suo naso e si congeda da lui. Se fossero innamorati, ora nessuno dei due parlerebbe, nessuno avrebbe il coraggio di fare un movimento strano o ignoto.

Come se nessuno di due l’avesse mai dato un bacio, come se Fred non fosse corso da lei tutto contento quando era riuscito a farsi cadere ai piedi una ragazza di Tassorosso di un paio di anni più giovane, o come lei non fosse rimasta a parlare delle labbra di Victor Krum con lui per più di due giorni.

 

– L’hai baciata? – Hermione chiude il libro davanti a lei, indispettita.

– Che avrei dovuto fare? – sussurra Fred, allungano il volto verso di lei, per evitare di essere sgridato nuovamente da Madama Pince. Hermione alza il naso e smette di fissarlo.

– Fai la gelosa ora? –

– Tanto le sue labbra non saranno mai state morbide come quelle di Victor Krum. – conclude poi lei, non riuscendo però a tenere il broncio e comincia a ridere piano, esattamente quando inizia rumorosamente anche lui.

– Ma insomma, Weasley! –  


 

– Dimmi che è uno scherzo. – Fred si gira perplesso verso Hermione, che è appena comparsa di fianco a lui.

– Te l’avevo detto che sarebbe successo. – lui alza le spalle in segno di scuse, mentre Molly sgrida George per essersi lasciato scappare Angelina.

– Io ho detto che sarebbe successo. – puntualizza Hermione, lasciando che un pizzico di alcool le scaldi la gola.

– Sembrava una buona idea, così George ha voluto rubartela. Angelina non era tanto contenta, ma se ha davvero intenzione di sposarlo è meglio che almeno in qualcosa lo assecondi. –

Hermione storpia il naso, bevendo ancora un po’ dal suo bicchiere, – Per me lo ha assecondato anche troppo. – dice piatta, lasciando però trasparire un affetto non indifferente.

– Non starai mica esagerando? – gli chiede lui, mentre vede sparire il liquido trasparente nella gola della ragazza, che però non fa in tempo a rispondere perché Angelina si smaterializa nella stanza con tutti i Weasley e Hermione finisce presto ormai lontana da Fred. Riesce però a farsi trasportare dai festeggiamenti, osservando con contentezza l’anello enorme che si trova sul dito della futura sposa e si catapulta in una conversazione piuttosto fitta insieme a Ginny, che non smette di lodare il suo ragazzo.

– Tu lo sapevi? – le chiede poi, leccandosi le labbra e osservando Angelina sorridere a Molly.

– Me lo ha detto Fred qualche giorno fa. – annuisce con calma, facendo cadere la testa sul divano.

– Lo hai visto di nuovo? –  Ginny incurva la testa di qualche grado, mentre lancia un sorriso d’amore a Harry poco distante.

– Mi andava di vederlo, non ho mica commesso un delitto. – scrolla le spalle lei, tirandosi su i capelli in una coda alta, dal momento che si sente tutta accaldata.

– Gli hai detto di Ron? – la più piccola dei Weasley sussurra, mentre gli occhi di Hermione cadono sul suo migliore amico. Ma che c’era da dire? Si erano baciati poco prima della fine della battaglia, ma la cosa era diventata imbarazzante e poco gestibile per entrambi. C’era, in quel bacio scambiato di foga, qualcosa di sbagliato, soprattutto per lei. Come se quelle non fossero le labbra fatte per lei, che potessero bene combaciare. Scuote la testa Hermione comunque, scoprendosi finalmente ad aver  mentito a Fred, per una delle poche volte. Un bruciore al cuore però non le permette di parlare o preferire parola e rimane lì, a fissare Ron ridere con Harry.

– Ron pensa che sia per lui che non ha funzionato. – continua Ginny, mentre le sue parole arrivano ovattate alle orecchie di Hermione.

– Come? – le chiede, poco sconvolta.

– Era prevedibile che lo pensasse: hai passato due giorni a tenere la mano a Fred prima che si svegliasse dal coma. –

Hermione non risponde, ma, dopo aver accarezzato il braccio dell’amica, si dirige verso Ron, ignara che un altro paio di occhi la stanno guardando da lontano.

– Possiamo parlare? –

– Posso ascoltare? – Harry si intromette prepotente, come a calmare le acqua già torbide.

– Possiamo parlare e tu puoi ascoltare. – conclude il rosso, lasciando che Hermione si accomodi in mezzo ai tre, come ai vecchi tempi.

– Non è per Fred, non è mai stato per Fred. – il tono è pacato e controllato, ma è come se adesso si sentisse colpevole di qualcos’altro.

Ron guarda dentro il suo bicchiere, mentre sorride scioccamente. Ha amato Hermione ed è sicuro che per qualche tempo anche lei lo avesse amato: un piccolo flebile momento in cui tutto sarebbe potuto diventare possibile. Ma lui era stato troppo cieco, troppo innamorato per accorgersi che lei era cambiata. C’era qualcosa in lei che non lo faceva più arrossire o imbarazzare, c’era che lei aveva smesso di dargli le attenzioni, che erano diventate molto presto di Fred.

– Mi sta bene se vuoi mentire a me, ma si sincera almeno con te stessa. – dice ironico, passandosi una mano fra i capelli. Harry chiude gli occhi, aspettandosi che Hermione si alzi in piedi e cominci ad urlare o se ne vada senza salutare, ma lei rimane lì e rimane zitta. Chiude gli occhi, incapace di comprendere perché ogni parola che vorrebbe pronunciare sembri così sbagliata: non può prometterglielo, non vuole prometterglielo.

– Hermione, hai passato due giorni davanti al suo letto guardandolo come ti ho guardata per cinque anni. – Harry le prende la mano istintivamente, mentre lei rimane sempre più confusa: cosa c’è che non capisce? Cosa c’è che non convince Hermione Granger?

Fred, che dal canto suo non ha mai smesso di staccarle gli occhi di dosso, solo per controllare che non bevesse più, se fosse innamorato di lei andrebbe a chiederle se sta bene e del  perchè non apra gli occhi da un paio di minuti, ma rimane seduto sulla sua sedia e denigra l’ennesimo pasticcino che il padre gli offre.

– Avanti Fred, c’è da festeggiare! – gli canzona Charlie alle spalle, mentre alza il suo calice in aria e lui è costretto a sorridere a denti stretti, abbandonando il volto di Hermione e focalizzandosi su quello di George poco lontano.

Non lo vedeva così felice da quando si era svegliato in ospedale, ma è come se provasse di tutta questa sua felicità una grossa gelosia: perché lui non la poteva avere? Perché lui non poteva amare qualcuno?

 

– Dimmelo. – Fred le ruba il libro dalle mani, mentre lei arrossisce sempre di più.

– No. – si impunta, cercando di riprendere quello che le è stato tolto, ma invano.

– Hermione, chi ti piace? – si avvicina pericolosamente verso di lei, mentre la ragazza si attacca al terreno e abbassa il volto sconsolata.

– Mi piace Ron, contento? –


 

– Dove è finita Hermione? – chiede Fred ingenuamente a Ron, mentre lui è intento in una partita a scacchi.

– Perché lo chiedi a me? – risponde acido lui ed Harry, dall’altra parte della scacchiera, alza gli occhi al cielo.

– Ho pensato che lo sapessi, tutto qui. – Ron scuote la testa poco sorpreso. Ma in che razza di situazione si è voluto incastrare? Non poteva innamorarsi per davvero di Lavanda Brown?

– È tornata a casa poco fa, tu stavi parlando con George e non ha voluto interromperti. – suggerisce Harry, mentre accarezza pacatamente la mano di Ginny lì affianco.

– Grazie, Harry. –

Il cuore di Fred perde un battito, da quando Hermione gli toglie il saluto? Che razza di scusa è quella di averlo visto impegnato? È andato a prenderlo durante un’ora della McGranitt, figurarsi se non è in grado di zittire George per salutarlo. Ad accorgersi di queste domande interne è solo Ginny però, che si alza dal divano e si avvicina al fratello più grande.

– Non stava tanto bene, Fred. –

– Avrebbe potuto dirmelo, l’avrei accompagnata io. –

Non che Hermione ne avesse bisogno delle sua compagnia, dato che se ne era andata praticamente a causa sua: come si permetteva di confonderla? Si siede sul divano di casa sua, massaggiandosi le tempie doloranti e lascia correre sulle sue guance un paio di lacrime amare.

È per Fred, è quasi sempre stato per Fred.

E nonostante fosse assolutamente in grado di confrontarsi con lui ogni volta, quella sera era stata persino incapace di salutarlo: lui l’avrebbe visto nei suoi occhi che c’era qualcosa che non andava, che l’aveva cambiata. Non può permettersi di fargli vedere questa sua nuova fragilità.

– Hermione? –  una voce la risveglia da questi suoi pensieri nuovi ed imbarazzanti e si alza di scatto dal divano, asciugandosi l’ultima lacrima.  Fred bussa ancora una volta alla porta, ma non ottenendo risposta, decide di aprirla con un incantesimo. Se la trova davanti agli occhi, con una mano allungata verso il pomello.

– Posso entrare? – chiede lui, mentre lei ancora esita. Alla fine, mandando giù l’ennesimo rospo, attira verso di sé la porta e gli lascia lo spazio per percorrere il corridoio.

– Non posso mica lasciarti fuori al freddo. – Fred sorride, mentre anche lei si lascia andare ad una specie di smorfia affettuosa, di cui lui tuttavia non si accorge, – Che ci fai qui? –

– Te ne sei andata senza salutarmi, ho pensato che non stessi bene. –

– Hai abbandonato la festa di fidanzamento di tuo fratello solo perché non ti ho salutato? – Hermione chiede ironica, cominciando a camminare verso la cucina, – Cioccolata? –

Fred annuisce energico, togliendosi la cuffia verdastra e il giubbotto, per poi accomodarsi sul divano della sala, – In verità no. – ammette poi.

– No? – Hermione spunta dalla cucina con un paio di tazze fumanti e si accomoda proprio a fianco a lui.

– Perché sei qui, allora? – Smette di parlare esattamente quando le sue labbra raggiungono la tazza e il suo volto sprofonda dentro la cioccolata.

– Mi sono accorto di averti mentito qualche giorno fa: non sto tanto bene da quando George si è fidanzato con Angelina. Non che non sia contento però, ma è come se una parte della mia vita mi stesse abbandonando. Siamo sempre stati lui ed io, ma adesso che si sposa sarò io e basta. –

Hermione annuisce piano, prendendogli la mano con convinzione e stringendola a sé, – Avresti dovuto dirmelo subito, avrei finto un malore e saremmo scappati dalla festa molto prima. Ti avrei insegnato che stare da soli non è poi così male: puoi camminare nudo per casa, Fred. –

– Cammini nuda per casa? – Fred alza un sopracciglio sorpreso ed Hermione avvampa per un secondo.

– Mi spiace per George, Fred. – dice poi lei, cercando di pilotare la conversazione verso un’altra direzione: non le serve immaginare che lui la stia pensando nuda a girare per casa, – Ma se avrai bisogno di me, sai dove trovarmi. –

– Sempre che tu non decida di togliermi il saluto. – il broncio di Fred, sporco di cioccolata, la fa sorridere, ma non è abbastanza convincente da sollevarle anche il peso del cuore.

– Stavi parlando con George. – alza le mani al cielo la ragazza e lui prontamente le recupera, per guardarla meglio negli occhi.

– Non è una scusa sufficiente tesoro, ti conviene dirmi perché te ne sei andata senza dirmi nulla. –

– Volevo andare via in fretta, tutto qui. – scrolla le spalle Hermione, cercando di dimenticare il tocco delle mani tanto lisce di Fred che le accarezzano la pelle.

– Perché? –

– Certo che tu non ti accontenti mai, eh. – Hermione alza gli occhi al cielo e Fred ride, sistemandole una ciocca di capelli dietro l’orecchio.

– Oramai avresti dovuto capirlo che sono uno che non si accontenta di poco, Hermione. Non  ti lascio andare finché non mi racconti tutto per filo e per segno. –

– Ti ho mentito anche io, Fred. Avevo una novità che mi sono tenuta nascosta da un mesetto. – Alza un sopracciglio confuso lui, ma la lascia continuare con calma, – Ron e io ci siamo baciati, ma non ha funzionato tra noi. –

Fred perde la capacità di saper parlare per qualche attimo, come se qualcosa lo avesse privato della parola. Si sente improvvisamente caldo e freddo nello stesso momento. Dall’altro canto Hermione è incapace di rimanere ferma e si alza, per portare la sua tazza usata in cucina. Lui non perde tempo e la segue.

– Cosa è andato storto? – le chiede, non curandosi di poter sembrare invasivo.

–  Ci siamo accorti che non sembrava giusto, non era naturale. – Hermione si appoggia al lavandino davanti a lei, cercando di rimanere in piedi. È come se si fosse appena accorta di tutto l’amore che prova per lo stesso ragazzo che la sta seguendo e non riesce a ricacciare giù tutte quelle dannate farfalle. Vorrebbe girarsi e urlargli di portarle via, di sbarazzarsene per sempre.

– Tutto qui? –  Fred incrocia le braccia e si appoggia al tavolo dietro di lui. Hermione annuisce appena, ma il ragazzo non demorde e si avvicina da dietro, accarezzandole il braccio, imprimendo il suo respiro sui capelli della ragazza.

– Sei innamorata di mio fratello da quando andavi al terzo anno, a parte la piccola parentesi delle morbidissime labbra di Victor Krum, come può non essere giusto baciarlo? –  la sua voce sembra sull’orlo dell’esasperazione ed Hermione riesce a divincolarsi e tornare in salotto. È troppo scossa per la sua vicinanza, da poter affrontare una conversazione con lui ad un palmo dal naso.

– Cos’è, parteggiavi per noi? – chiede ironica, cercando di ricacciare indietro le lacrime, dimenticandosi che ha lasciato l’acqua aperta nel lavandino. Un’acqua che Fred non si preoccupa di chiudere, perché è già appoggiato allo stipite della porta.

– Sono solo curioso. – Non era vero, le mentiva per l’ennesima volta, ma nemmeno parteggiava per loro. Era interessato a sapere se era davvero libero di amarla.

– Se fossi stato solo curioso avresti smesso di farmi domande e mi avresti abbracciato. Non ho voluto far soffrire tuo fratello, non è mai stato un obiettivo che mi sono prefissata. – la voce di Hermione è glaciale dal momento che si sente attaccata: non è colpa sua se si è innamorata del fratello sbagliato.

– Non ho mai pensato che tu l’abbia voluto veder soffrire, Hermione. Lo so che lo hai amato, lo so che ti sei persa nei sei occhi da quando hai praticamente iniziato a leggere. – Fred approfitta della confusione di Hermione per avvicinarsi a lei, che è appoggiata allo schienale del divano.

– Eppure vuoi sapere perché non mi è sembrato giusto baciarlo. Non ti sembra disonesto? –

– Quasi come te che non mi saluti andandotene via. –

– Erano le sue labbra che non mi piacevano, erano loro il problema. – conclude Hermione, dando le spalle a Fred, nella speranza effimera di essere finalmente lasciata in pace.

– E come mai? –

– Non te lo dico. – serra le braccia al petto, mentre il suo volto si fa sempre più imbarazzato.

– Hermione, come mai? – ci riprova tuttavia Fred, piantandosi dietro di lei e girandola nel suo abbraccio, per ritrovarsi il suo volto ad un palmo dal suo naso. Lei cerca inutilmente di scacciarlo indietro, di allontanarsi da lui per paura di parlare troppo, ma le braccia di Fred sono troppo forti per lei.

– Come mai? –

– Perché non erano le tue, contento? Perché non sei stato tu a baciami. – urla Hermione, chiudendo istintivamente gli occhi, per paura di osservare l’espressione delusa di Fred davanti a lei, ma l’unica cosa che sente è che la stretta delle braccia di Fred si allenta e la fronte del ragazzo appoggiata alla sua.

– Tanto tanto contento, Hermione. – sussurra, passandole una mano fra i capelli e accarezzandole il collo. Lei non parla, incapace di comprendere la frase che Fred ha appena pronunciato. Come? Quando? Perché?

Non fa in tempo a trovare delle risposte, che le sue labbra si scontrano con quelle morbide di Fred, che vengono rapite dall’unica persona che avrebbe sempre dovuto baciarla. Il leggero sapore della cioccolata invade i corpi di entrambi che, incapaci, si baciano come se fossero principianti. Si sentono per un attimo impacciati a vivere quel contatto forse troppo aspettato, troppo atteso: eppure non sembra sbagliato, è naturale che Fred la stia tenendo così vicino a lei, che la stia baciando, che le tocchi il fianco. Hermione accarezza la schiena di Fred e finisce per aggrapparcisi, giusto il tanto per permettere al ragazzo di prenderla in braccio e appoggiarla sullo schienale del divano. Le sfila la maglietta velocemente, accarezzando la pelle morbida del suo ventre e della sua schiena, mentre si fermano per prendere quel tanto poco di aria. Gli occhi che Hermione adesso può vedere sono trasparenti, contenti, innamorati.

Gli passa prepotente una mano tra i capelli, per poi togliere la sua di maglietta, scoprendo il suo busto slanciato: gli accarezza le cicatrici che ha tanto sognato di curare e baciare, mentre lui sospira sotto il suo tocco leggero e dolce. Le rapisce ancora una volta le labbra, spingendola verso di lui, che si lascia trasportare dalla sua foga. La stessa foga che lo porterà a spogliarla, vestito per vestito e a trovarsela nuda davanti agli occhi, ringraziando Merlino per la fortuna che ha avuto. Le accarezza il fianco, mentre lei si slancia per dargli un ultimo bacio e ricadere sul divano dietro a lei e tirarselo appresso.

Non serve che parlino, bastano i baci sul collo di Hermione e i baci sul seno di Fred per mandare avanti una conversazione silenziosa e intima come quella che si aspettano da forse così troppo. Non serve che Hermione dica a Fred che lo vuole, che vuole fare l’amore con lui adesso, domani e tutti i giorni della sua vita, perché è cristallino dal linguaggio del suo corpo che non aspetta altro e lui agisce di conseguenza, sfilandosi il resto dei vestiti che si trova addosso e entrando dentro di lei.

 

– Baciami, Fred. – lo supplica ancora una volta Hermione, stesa in uno dei tanti nascondigli del castello con il ragazzo.

– No che non ti bacio, tesoro. – dichiara lui, tenendola ferma. Con qualche coraggio George le aveva dato il loro filtro d’amore?

– Ti prego. –

– Non posso baciarti perché sei innamorata di Ron, non vorrei mai che i tuoi sentimenti cambiassero e tu ti prendessi una bella cotta per me. –

– Fred… –

– Mh? –

– Baciami. –

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