There’s a first time for everything, and a last time – 3. Cooking.

3. Cooking.

 

Imprime i suoi profondi occhi azzurri su di te, mentre ti passi una mano sulla fronte per allontanare i capelli crespi e fastidiosi. Sbuffi, mentre appoggia una mano sotto il mento e si sistema meglio sulla sedia. Per quanto avrà intenzione di rimanere lì a torturarti?
– Si? – glielo chiedi con una punta di nervosismo, aumentando la velocità di mescolamento del tuo impasto.  b4741967b12529ae4f1820c1b10e13fb
– Ero incuriosito, tutto qui. – allontana il suo sguardo da te e lo poggia sulla presina a fianco a lui, ricamata da sua madre.
– E non hai nient’altro da fare? – riposi per un attimo la mano stanca, appoggiandoti qualche secondo dopo al tavolo. Che poi, che domande fai? Se sta lì seduto, senza fare nulla da tutto quel tempo, vuole dire che non ha impegni quel giorno.
– George dorme, Harry e Ron giocano a scacchi, mamma sta cucendo l’ennesimo maglione e Ginny l’ho persa per casa. – si fissa i piedi ora, cercando di ottenere la tua pietà. Sbuffi, irrequieta.
– Non puoi stare qui. – dichiari, voltandogli le spalle e controllando lo stato del forno.
– Ma guardavo sempre mamma cucinare da bambino, certo lei poteva usare la magia ed era tutto più veloce… – quella breve pausa ti è bastata per riuscire ad intercettare il mestolo svolazzante in aria e il sorriso beffardo di Fred. Che comportamento infantile, ti metti a pensare.
– Non azzardarti, Weasley. – è più un grido di battaglia il tuo, un inutile grido di battaglia. Perché infondo, non puoi aspettarti di essere lasciata in pace la prima volta che vuoi provare la ricetta dei biscotti di tua madre, non puoi pretendere che lui resti fermo e ti lasci lavorare.
Assapori la sua limpida risata quando il cucchiaio ti sporca la guancia e rimani in piedi a fissarlo leggermente irata, recuperando l’attrezzo.
– Vedi che rovini sempre tutto? – ti dice amareggiato, riportando la mano sotto il mento.
Fissi il tuo impasto, impassibile. Sai benissimo che domani sarà Natale, è giusto che anche tu ti possa comportare bene con Fred.
Gli allunghi il mestolo e abbozzi una specie di sorriso, chiudendo poi gli occhi velocemente, prima che lui possa colpirti per l’ennesima volta.
Lo rendi felice, giochi con lui come hai mai fatto prima, senza l’esistenza di un gatto e di un topo, siete uguali e vi rincorrette come vecchi amici.
Rimanete nella pace per qualche tempo, osservando le ultime gocce di impasto sulle mensole della cucina cadere al suolo e i biscotti cuocere nel forno.
Sorridi scioccamente, mentre fuori si mette improvvisamente a nevicare. Fred si alza dalla sedia e corre alla finestra, come un bambino. Ti chiama e si gira verso di te. Ti sembra tutto completamente naturale ora, come mai era avvenuto prima. Tu e lui che andate così d’accordo non si era visto quasi mai, forse perché tenevate ben nascosti quegli attimi sfuggenti.
– Hermione, non costringermi a venirti a prendere di peso da quella sedia. – ti intima un’ultima volta il ragazzo, prima che tu ti decida ad alzarti senza grande ripensamento, forse perché, per la prima volta, hai voglia di passare altro tempo con lui.

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