L’indagine misteriosa dei Gemelli Weasley e di Hermione Granger – Capitolo 1.

Capitolo uno – Retroscena.

MCDHAPO EC426

 

Qualche giorno prima del furto:

Hermione: 
Ti irrigidisci sulla poltrona, sconsolata. Non ne puoi più delle continue calunnie dei gemelli verso i primini: come puoi difendere i loro diritti se, davanti a loro, non sei nemmeno considerata? Va bene, i due Weasley sono più grandi e meritevoli di “rispetto”, ma non hanno nulla di assimilabile al buon senso.
E tu non puoi sopportare la stupidità o gli inganni. Eserciti di primini si recano spesso da Madama Chips, desiderosi di saltare le lezioni con apparenti motivi influenzali: quella donna, pensi, prima o poi avrebbe dato di matto e sarebbe esplosa. Ci credi adesso perché ha sempre i nervi a fior di pelle.
Come puoi accettare poi che tutti i giovani alunni prendano esempio da quei due perdigiorno, invece di dedicarsi allo studio e diventare dei perfetti maghi? Torni sconcertata alla lettura, ignorando le voci che riempiono la sala comune.
Studiare è interessante ed è ancora più fruttuoso applicarsi: c’è del divertimento anche in tutto quell’apprendimento, ti dici. È stupefacente pensare a come avessero scoperto questa o quella magia o come, i maghi, interpretassero certi oggetti Babbani.
O, come tu non riesca per niente a stare attenta alla lettura. Difatti i tuoi occhi si spostano verso un gruppo di persone in fondo alla sala. Stringi le palpebre per vedere meglio.
– Un carico così grande vi basterà per tutto l’anno. – dice ironica Ginny, addentando un Ape Frizzola.
– È quello che speriamo sorellina, anche se con tutte le vendite di Merendine Marinare che facciamo dovremmo cavarcela solo per un paio di mesi. – a rispondere questa volta è uno dei gemelli Weasley, sembra avvilito.
Un sentimento di rabbia pervade il tuo corpo, per quanto ancora avresti dovuto difendere la tua causa da sola? Quella notizia non significa solo che i gemelli venderanno senza sosta, ma che un vasto gruppo di alunni si getterà in infermeria malata. Non puoi accettarlo, ora più che mai. Riprendi ad ascoltare, interessata.
– Ne avreste comunque un bel guadagno! – esclama la ragazza dai capelli rossi seguita a ruota da Lee Jordan. Giustamente, ci si deve mettere in mezzo anche lui. Le facce di Ron e Harry sembra entusiaste.
Alzi gli occhi al cielo, esasperata.
– Dareste qualcosa anche alla vostra sorellina preferita? – supplica poi la più giovane del gruppo che corruga la faccia, al chiaro no dei fratelli; Ron non ci prova neanche.
Fare soldi sulla salute degli altri, disgustoso, vero Hermione?
Chiudi il libro arrabbiata e ti dirigi verso il gruppo con una espressione torva in volto, come se fossi pronta ad affrontare una nuova discussione con i fratelli Weasley.
Tutti alzano gli occhi su di te: Harry e Ron rimangono a fissarti spaventati, mentre gli altri quattro le sorridono sornioni.
– Ron. – la tua voce sembra particolarmente dura e il ragazzo deglutisce impaurito al sentir pronunciare il suo nome, – Dobbiamo fare il giro, preparati. – Ti rilassi in un sorriso: loro non sanno cosa tu abbia sentito e, ti dici, non l’avrebbero mai dovuto sapere.
Il rosso del trio guarda supplicante prima te e poi Harry, ma comunque ti segue per il turno serale pochi minuti dopo.
– Hermione. – esordisce lui, appena svoltato il terzo angolo.
– Dimmi, Ron. – sei tranquilla ora, camminare ti ha sempre fatto bene: ti scioglie i nervi e ti fa dimenticare i problemi maggiori.
– Tutto bene? – Che domanda stupida, pensi ironicamente.
– Certo che va tutto bene, come mai? –
Ron, che è leggermente in ritardo, ti fissa da dietro: le mani sono unite all’altezza della schiena e il tuo passo è leggero, ma veloce. Nulla di strano. 
– Sembravi arrabbiata prima. – accenna lui, stringendosi nelle spalle e mettendosi le mani in tasca. Ma tu eri arrabbiata, solo che non lo avevi potuto esternare come al solito.
– Mai stata meglio. – tagli corto, fermandoti improvvisamente all’altezza del bivio, – Tu a destra e io a sinistra? –
– L’ultima volta ci sei andata tu a destra, questa volta lo faccio io il giro da quella parte. – sbotta lui, come se fosse naturale alternare i giri come per allontanare la sfortuna.
Sospiri e, tuo malgrado, ti allontani dall’amico.
Forse è meglio così: esserti separata da lui riesce a regalarti un attimo in più di tranquillità per pensare. A volte vorresti provare ad essere meno puntigliosa e azzardata, ma ti capita spesso di tornare sui tuoi passi e prendere la strada più semplice. Scrolli le spalle, allontanando la stanchezza.
Durante la giornata non avevi avuto un momento libero per riposarti e, anche quando eri riuscita a sederti sulla poltrona della sala comune, le tue attenzioni si erano dedicate completamente all’ultima rivelazione dei gemelli.
Ti compaiono ovunque ormai: se non li trovi a colazione, li incroci nei corridoi per andare a lezione. Se li trovi a pranzo, sai di essere libera dalla loro presenza nel pomeriggio. Ti chiedi, tutto ad un tratto, come facciano ad essere dovunque e sempre. Non ce l’hanno mai un momento di calma loro?
Nella tua mente le loro figure cominciano ad assomigliare a te: la stanchezza che vi portare dietro, la mole di lavoro di cui vi siete incaricati comincia a pesare sempre di più. Solo che tu non perdi il giorno a vendere divertenti invenzioni.
Insomma, ti trovi a pensare, alcune sono effettivamente ironiche, ma non glielo puoi mica dire. Se li becchi a smerciare qualche interessante e comico prodotto, che ovviamente non urti la salute del prossimo, non li vai a disturbare e continui le tue mansioni. Devono essersene per forza accorti, ti dici imbarazzata. E, se non l’hanno fatto, Harry e Ron l’avevano già stressata.
Sì, i gemelli Weasley non sembravano solo stupidi e bugiardi, ma erano anche interessanti e innovativi. Ma, all’idea di una enorme scorta di Merendine Marinare, eri sbiancata decisa a confiscarla tutta.
L’espressione del tuo volto diventa tutt’ad un tratto più seria e severa: questa volta dovevano darti ascolto, giusto? Ti avvilisci per qualche secondo, ricordando i vostri passati battibecchi in sala comune, le tue false e mai ascoltate minacce e le loro battute innocenti verso di te. No, neanche quella volta ti avrebbero dato retta, a maggior ragione.
Lo sai benissimo che tu e i gemelli non potete andare d’accordo: se una cosa va a genio a te, loro la trovano disgustosa. Se qualcosa fa sbellicare i due dalle risate, ti fa corrugare il volto. Voi non siete compatibili.
Sospiri affranta, dovrai smetterla prima o poi di parlare con loro. Smetterla di dare fastidio ai loro affari e occuparti dei tuoi: sarebbe come se loro due interrompessero sempre la tua lettura. Certo, ma loro lo fanno già.
Ti passi una mano sulla fronte e successivamente nascondi uno sbadiglio. L’ora del giro è finita: niente grane, niente studenti fuori dal letto. Tutto regolare. Sorridi felice della tua scoperta e giri l’ultimo angolo che ti separa dal ricongiungimento di Ron.
E, proprio quando eri ormai sicura di poter andare a dormire, scorgi due figure camminare veloci nell’ombra della notte. Fai per richiamare la loro attenzione, ma qualche secondo dopo ti appiattisci contro il muro. Non ti vedono.
– Immaginati la faccia della Granger a vedere quella scorta. – dice ironicamente uno dei due, mentre l’altro ride di gusto.
Oh, loro la conoscono bene quella faccia arrabbiata.
– Ma è proprio per questo che lei, fratellino, non dovrà mai sapere dove abbiamo nascosto tutto: le presenteremo tutto un poco alla volta. –
Puoi notare il gemello sulla sinistra annuire pensieroso e poi dare una pacca sulla spalla a quello a destra. Che crudeltà, neanche darti il beneficio del dubbio.
Appena svoltano l’angolo, ti allontani dal muro e ascolti il rumore dei loro passi affievolirsi. Deglutisci velocemente: scoprire il loro misfatto o smetterla di impicciarti per sempre? Ti scopri a pensare che non sarebbe male tirare a loro un piccolo scherzetto, come fine dei giochi.
Un’ultima volta e poi basta, ti dici convinta, sorridendo malandrina.
Gliel’avresti fatta pagare alla loro maniera, gli avresti fatto capire che Hermione Granger non può sempre essere messa al tappeto e al ridicolo: era arrivato il momento che anche loro venissero sottoposti ad uno scherzo.

 

~

 

Ron:
Non ti era mai piaciuto fare il giro notturno. Quando eri accompagnato da Hermione ti sentivi leggermente più sicuro di te stesso, ma girare per il castello tutto da solo non era proprio il tuo sogno migliore, vero Ron?
Sospiri imbarazzato e guardi alle tue spalle: nessuno che ti segue, nessun rumore molesto. Che sia una delle tante e sperate notti senza nessuno in giro? Sorridi rilassato, dando alla tua camminata un ritmo più regolare.
Gli ultimi dieci corridoi non ti hanno dato nessun problema, Hermione non sembra essere arrabbiata e tu hai finito tutti i compiti di domani: che sia una specie di miracolo? Sarà l’aver preso la strada destra, ma la serata non ti può sembrare migliore di così.
Il cielo stellato, i ragni lontano dalla tua via, la pace, la tranquillità e i gemelli. Sor- aspetta, i tuoi gemelli? Alzi gli occhi al cielo, maledicendo il fato e vai incontro ai due.
– Dovreste essere a dormire. – sbotti tu, contrariato.
– Non incociamo la Granger per una sera e a farci la ramanzina sei tu? – sbuffa uno dei due, mentre l’altro si passa una mano fra i capelli rossastri.
– È il mio lavoro. – dici sicuro di te, portando le mani ai fianchi.
– Si si, lo sappiamo benissimo che è questo che ti piace fare nel tuo tempo libero, – dice un gemello, – ma noi non ne abbiamo proprio da perdere qui, abbiamo degli affari urgentissimi. – Alzi gli occhi al cielo contrariato, non riescono proprio ad essere carini e gentili quando hanno qualcosa da fare? Ti scansi dalla loro via e uno di loro ti guarda sorpreso.
– Non ci togli neanche un punto? Saresti sorpreso di sapere quanti ce ne ha fatti perdere Hermione, trovandoci fuori dai dormitori. – dice divertito e alzando un sopracciglio.
– Cos’è, li hai anche contati? – gli rinfaccia il fratello gemello, lanciandogli un’occhiata malandrina. L’altro scuote le spalle, compiaciuto. Poi, entrambi, tornano a fissarti.
– Questa volta, farò finta di non avervi visto, ma andate subito a dormire. – dichiari tu, indeciso se sorridere o guardarli severamente. I due non se lo fanno ripetere due volte e riprendono velocemente la loro strada, soddisfatti.
Se Hermione fosse stata lì, tu non l’avresti passata liscia. Avresti dovuto sorbirti la sua ramanzina, accogliere le sue idee e scusarti velocemente.
Di colpo un pensiero ti sfocia nella mente: dove diavolo è quella ragazza? L’avevi aspettata nel vostro luogo di incontro per una decina di minuti e poi, spazientito, avevi ripreso la via dei dormitori.
Ancora più ingenuamente ti trovi a pensare ai tuoi fratelli: se tu stai tornando nella sala comune, loro non hanno detta retta alle tue parole. Sospiri affranto e sentendoti leggermente dimenticato.
Perché devono capitare sempre e solo a te?

 

~

 

Fred: 
Guardi tuo fratello trionfante: ancora una volta siete riusciti ad ingannare il più piccolo maschio della famiglia. Ghignate insieme, contemplando la bellezza del vostro potere: siete così carismatici e confusionari che riuscite ad ingannare la metà delle persone che provano ad iniziare degli affari sconvenienti con voi.
George aumenta leggermente il passo, esaltato per la comparsa del quadro. Lo guardi divertito, ma poi i tuoi occhi corrono intorno a voi due per controllare che non siate seguiti da nessuno. Libero.
Annuisci in direzione del tuo gemello che scosta la tela ed entra velocemente nello sgabuzzino: è ancora tutto al suo posto. Chiudete la stanza dietro di voi e vi sedete per terra. Le venti scatole di Merendine Marinare vi fanno da sostegno per la schiena.
– Sputa il rospo. – dici dopo qualche secondo di silenzio. Non ti ha certo rapito dal dormitorio, zittito Lee e ingannato Ron per niente. L’altro sospira.
– Potrebbe essere che mi veda con Angelina. – dice scrollando le spalle e fissandoti negli occhi. Lui lo sa che l’anno scorso al ballo l’hai portata tu, ma che ci vuoi fare?
Gli sorridi, calmo. Angelina ha smesso di interessarti da tempo ormai: ci sei andato al ballo, vi siete divertiti e qualche giorno dopo avete smesso di frequentarvi. Veloce e pratico.
– Mi hai trascinato fin qui per dirmi questo? – ridi leggermente, notando il suo cipiglio arrabbiato.
– Lontano da occhi e orecchie indiscrete Fred. – annuisci nella sua direzione.
– Peccato che di orecchie e di occhi indiscreti ce ne siano sempre in giro. – ti giri guardando una scatola aperta per caso di fianco a te. Sospiri, rimettendo a posto il tappo. Come fa Lee a vivere in tutto quel disordine?
– Non avremmo dovuto dire a Lee dove si trova questo posto. – dice poi George, chiudendone un’altra e tu sorridi.
– Dovremmo revocargli la possibilità di entrare qua dentro? Un incantesimo preciso contro Lee Jordan? – questa volta è lui che ride, annuendo divertito.
Ti piace passare del tempo con George, condividere con lui le gioie e i timori delle vittorie e delle sconfitte.
– Dicendolo a me hai ufficiato la cosa? – chiedi improvvisamente e lui sorride maliziosamente. George e Angelina stavano finalmente insieme, dopo settimane si incertezze.
– Ora tocca a te. – dice lui con calma, lasciandosi in bocca un dolcetto rubato prima dalla Sala Grande. Storti gli occhi verso il soffitto.
– Aspetta e spera, fratellino. –
Aspetta e spera.

 

~

 

Hermione:
Ti butti sul divano nella Sala Comune. Era stato più difficile del previsto seguire i due gemelli e scoprire il loro nascondiglio. Non sapevi quanto tempo poi avessero passato lì dentro perché tu, qualche attimo dopo averli visti sgusciare dietro il dipinto, avevi sorriso soddisfatta e ti eri data alla fuga.
Nel tuo pedinamento eri riuscita ad evitare di sbottare contro Ron per non aver fatto il suo lavoro con dedizione e severità. Non ti eri avvicinata a lui con un cipiglio arrabbiato, ma eri rimasta nell’ombra a battere il piede nervosamente contro il terreno. Con lui, avresti avuto una chiacchierata la mattina seguente.
Grazie a Ron, avevi anche rischiato di perdere i due gemelli Weasley e avevi dovuto fare una leggera corsetta per raggiungerli successivamente. Davvero sconveniente per una che non vuole fare troppo rumore.
Successivamente avevi cercato di trattenere il fiato il più possibile quando gli occhi di uno dei due avevano guardato nella tua direzione. Ti eri schiacciata contro il muro e ti eri immobilizzata, pregando mentalmente che lui non muovesse neanche un passo verso di te e poi l’avevi visto: nascosto nella parte meno frequentata del castello, dietro la tela di un quadro vecchio e logoro, una stanzetta si era aperta ai tuoi occhi. Avevi fatto giusto in tempo a vedere delle scatole sul pavimento che le due teste rosse erano sparite dietro il quadro.
Ed ora sei stanca, le forze ti stanno abbandonando: un misto di tranquillità e sonnolenza ti pervade. Lo scoppiettio della legna nel camino della sala culla i tuoi pensieri finché, per un caso della sorte, ti addormenti su una delle sue poltrone. Le gambe sono leggermente spostate di lato mentre la testa va da tutt’altra direzione.
Non sai per quanto tempo tu sia rimasta in quella posizione, ma hai dato sicuramente il tempo ai due Weasley di sgattaiolare di nuovo dentro la sala. George guarda il gemello divertito e corre ad appoggiare il corpo nel suo letto, mentre l’altro resta a guardarti per qualche secondo.
Ciò che ti ridesta dal tuo sonno è la sua voce, che arriva dritta alle tue orecchie.
– Bella dormita eh, Hermione? –
Ti trovi ad aprire prima un occhio e poi l’atro per riuscire a focalizzare la situazione. Arrossisci imbarazzata, davanti alla sua figura. Lui è lì, ergo ti ha vista dormire. Spalanchi la bocca.
– Che razza di motivo ti ha portato qui? – gli chiedi poi sbigottita, incrociando le braccia al petto.
– Passeggiatina notturna. – scrolla le spalle soddisfatto, – un vero peccato che non abbiamo fatto in tempo ad incontrarci in giro, ma sono soddisfatto lo stesso adesso. – ti sorride malandrino.
– Tu! Fila immediatamente a dormire! – sbotti contrariata, alzandoti dalla poltrona e puntandogli un dito contro. Un pugno di centimetri ti dividono da lui, che restringe sempre di più le distanze.
– Non me lo faccio ripetere due volte. – sogghigna, con le mani nelle tasche. Corre verso le scale e, prima di salire in dormitorio, ti regala un ultimo sorriso che si dilaga in una risata. La senti riecheggiare per la stanza – o nella tua mente? – e, imbarazzata, stringi i pugni.
La prossima volta, a ridere, saresti stata tu. 
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