L’elefante senza proboscide.

Reduce da una febbre poco amichevole, mi accingo di nuovo ad avvicinarmi alla tastiera del pc, con le poche forze che mi rimangono nelle dita. Stasera, come sempre, mi piace essere melodrammatica.

Sto qui seduta, su una sedia improvvisamente scomoda, a fissare lo schermo bianco, mentre i fogli della mia ricerca di scienze mi guardano, implorando di essere letti. Come se ne avessi voglia, come se me ne importasse minimamente.

Recentemente – e parlo di un paio di giorni – mi è successa una delle cose più brutte che mi potessero mai succedere: il mio elefante ha perso la proboscide. Voi direte, che?  Ebbene sì, anche io entro a far parte di quella schiera di ragazze che, intimorite, nascondono i propri elefanti e sperano di passarla liscia.

Tuttavia, per meglio farvi comprendere le mie parole, saltiamo indietro nel tempo di qualche mese: è periodo di Natale e L. mi regala un portachiavi a forma di elefante. Sul perché avesse la forma di elefante non mi dilungherò, non mi sembra importante.

Ciò che è importante è l’elefante, un preziosissimo e bellissimo regalo, visto che le mie chiavi erano oramai perse per tutta casa con felicità, da che avevo rotto il precedente portachiavi.

7076797.gifOra immaginate la mia gioia, da marzo a dicembre, di poter avere con me una cosa così cara e privata. Bene. L’altro giorno sono caduta con in mano le chiavi. E l’elefante ha perso la proboscide. 

Inutile provare con la colla, inutile girarci troppo attorno, non sta attaccata neanche a pagarla. E così, dall’ultima settimana faccio anche io parte di quella moltitudine di ragazza che rompono i regali degli amici e vogliono sotterrarsi. Il mio cuore non ha mai sofferto tanto.


 

Scrivere l’articolo comunque, raccontare questo fatto a qualcuno, mi ha spinto ad essere più coraggiosa: ho chiamato L. e gliel’ho detto.

” Nessun problema “, una voce d’angelo dall’altra parte della cornetta, una voce che rassicura perché non è arrabbiato, ma è triste per me. Sono stata compresa e tranquillizzata, la rifaremo crescere di nuovo questa proboscide in qualche modo.

Ecco quindi cos’ho imparato oggi, seduta su una sedia sempre più scomoda, con la ricerca di scienze che mi fissa imperterrita: ditele le cose, tirate fuori le vostre malefatte innocenti, che neanche le bugie a fin di bene a volte sono le migliori.

 


 

0_1ab72d_f8c713df_X5LPiccolo fun fact della festa delle donne: gli auguri li ho chiesti, non li ho ricevuti. Ma come donna autosufficiente e malata, me le sono comprate da sola le mimose, che ora mi guardano sorridendo in un bicchiere di acqua.

 Auguri donne. 

Annunci

Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...