There’s a first time for everything, and a last time – 1. Library.

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“Un altro brivido. L’hai sentito bene questa volta vero?  Era chiaro quasi come il sole e per un minimo di secondo ti sembra di sentire le tue ossa rompersi e il tuo cuore accelerare di quattro o cinque battiti e la stringi di più cercando di formare uno scudo protettivo.” 

 1. Library.

Appoggi la fronte contro la copertina del libro che stai leggendo, annusi per un attimo la pelle di quell’antico tomo e ruoti la testa verso sinistra. Davanti a te si staglia l’improvvisa visione di solitudine: nessuno studente ha deciso di venire in biblioteca quel giorno e, a quell’ora, ci siete solo voi due, tu e il tuo quasi noioso libro. tumblr_static_5wfxvkxllb40sskcss080s48o.gif
Lo hai letto, ci hai provato a capirlo, ma nulla è mai stato complicato come quella lettura per te. Sbadigli per l’ennesima volta, chiudendo gli occhi cercando di pensare all’ultima frase che hai provato a capire, ma anche questa volta ogni parola sembra non avere un nesso logico con quella dopo.
– Io ti odio, sei insopportabile. – glielo dici ad alta voce, dimenticandoti momentaneamente dove ti trovi e lo allontani dall’altra parte del tavolo, incrociando poi le braccia.
– Questo lo sapevo già, ma non è carino che tu me lo dica ogni volta che ci incontriamo. – dice qualcuno dietro di te, aumentando il passo verso la tua direzione e sedendosi al tuo fianco.
Lo guardi spaventata per un attimo, ma ti accorgi poi che il personaggio affiancatosi non è che altro uno dei due gemelli Weasley di nuovo in attacco. Sospiri, affranta.
– Non dicevo a te. – questa volta sussurri, cercando il viso di Madama Prince tra gli scaffali, per provarti a scusare per il tono di voce.
– Non ti disturbare a cercarla, è uscita qualche minuto fa perché la biblioteca era vuota. –
– Non era vuota, io sono sempre stata seduta qui. – dichiari veloce, recuperando il tomo che avevi lanciato via qualche minuto prima.
– Appunto, era vuota. – il gemello smette di fissarti e apre il suo libro, dimenticandosi quasi della tua presenza. Lo fissi per qualche secondo, mentre sai benissimo che lui si sta accorgendo del tuo pressante sguardo.
– In ogni caso, adesso è ancora meno vuota: oltre a me ci sei anche tu. – il ragazzo alza gli occhi al cielo e torna a guardarti.
– Non ho intenzione di mandare a fuoco una biblioteca così antica a preziosa, non preoccuparti, Granger. – il libro che prima leggeva riesce a catturarlo di nuovo, facendoti sparire nell’ombra ancora una volta. Decidi di lasciarlo in pace e riaprire il tuo pesante tomo.
Sfogli qualche pagina, cerchi il paragrafo dove ti eri fermata per riposare. Leggi, leggi e leggi ancora.
– Hermione, chiamami Hermione. – sussurri poi improvvisamente. Vorresti morderti la lingua, ma rimani composta per non destare il minimo sospetto.
Il gemello di fianco a te non si gira del tutto verso di te, ma ruota il volto di qualche grado: si ritrova con la bocca mezza aperta per la sorpresa, ma sembra non voler aggiungere nulla a quella dichiarazione, tant’è che torna subito dopo alla sua lettura.
Fa poi comparire dal suo mantello una piuma e un pezzo di pergamena e si mette a scrivere un compito per la mattinata dopo, con calma e precisione. Ti scopri quasi scioccata nel vedere come abbia deciso di non utilizzarne una auto correttrice, ma che sia rimasto radicato alle vecchie e autentiche piume. Sbirci ancora per qualche secondo per riuscire a riconoscere di quale dei due gemelli si tratta, ma, all’improvviso rintocco dell’orologio, ti accorgi dell’ora che si è fatta.
Ti giri verso di lui, per provare ad informarlo, ma poi scrolli il volto e ridi di te stessa: per la prima volta che aveva deciso da solo di portare a termine un compito, non saresti stata tu a mettergli il bastone tra le ruote. Chiudi il libro che stavi leggendo, lo prendi tra le braccia e fai per alzarti.
– A presto, Hermione. –
Rimani a mezz’aria, con il fiato sospeso per la sorpresa. Sorridi, senza farti vedere.
– A presto. – acceleri il passo verso lo scaffale dal quale hai preso il libro, si trova verso la porta d’entrata e sembra quasi che lui pensi che te ne vada subito.
– Anche a me piacerebbe che mi chiamassi per nome, sopratutto se lo spii mentre scrivo. – ti dice quasi ridendo, mentre è girato verso di te.
Vorresti cercare di sembrare innocente, ma prima di poter aprire bocca per rispondergli, Madama Prince ti intima di non urlare e riprende lui per il suo tono di voce. Ti trovi a pensare a quando lei sia potuta tornare, a cosa possa aver assistito. Arrossisci comunque allo stesso tempo, per entrambe le tue palesi colpe e ti giri verso l’entrata.
Fred ti guarda sorridente e fa un cenno amichevole verso la signora Prince, che sbuffa nella sua direzione e torna a controllare i libri in disordine.

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