L.A Noire – Traffico.

Partiamo finalmente con la sezione dei Videogiochi.

Ho passato gli ultimi giorni delle mie vacanze a completare tutti i giochi che avevo iniziato nel tempo e che era per me impossibile finire nel periodo scolastico. Proprio per questo motivo mi vedo ora costretta a pubblicare per le prossime settimane molti articoli nella sezione inerente.

Per partire con il botto, utilizzo un videogioco che ho amato e odiato tanto con tutto il cuore. Qualcosa che mi ha ucciso dentro e che mi ha attirato a sé con una forza magnetica.

Probabile inserimento di spoiler.


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L.A. NOIRE. 

 

Iniziamo l’avventura con un personaggio a quanto pare molto importante: Cole Phelps, eroe di guerra che si è meritato la Silver Star per le sue prodezze.

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Dopo essere riusciti, grazie all’ingenio, ad essere promossi da poliziotti semplici ad agenti del traffico, comincia gran parte della nostra avventura. Si abbandona così l’uniforme blu e il cappello e si passa a degli abiti di alta moda e ad un compagno decisamente simpatico: Stefan Bekowsky.

Primo caso: “The Driver’s Seat” – “Al posto di guida”.

Fin da subito, è possibile guidare la macchina: è un’esperienza meravigliosa, sia perché i comandi sono molto comodi, ma anche perché tutto il viaggio è accompagnato da una meravigliosa musica anni quaranta/cinquanta. Ancora più interessante, risulta downloadessere la mappa della città, che è stata completamente ricostruita dai produttori del gioco per fare in modo che il giocatore sia completamente immerso nella Los Angeles del secondo dopo guerra. Le fasi di guida saranno anche allietate dai dialoghi tra il passeggero/i e l’autista, che spesso parleranno della loro vita, delle loro preoccupazioni sul caso in corso o su cosa accade intorno a loro. Non mancheranno inoltre di farci notare la nostra inettitudine alla guida quando ci dimostreremo degli autisti poco prudenti.

Tralasciando le diverse possibilità di inseguimento che il gioco ci offre, si arriva subito alla zona del delitto, ossia il Deposito Merci della Pacific Electric; ad aspettarci c’è una macchina azzurra, nei pressi dei binari del treno: è aperta e ricoperta di sangue all’interno. È una scena macabra, ma in futuro vedremo ben di peggio.

Una volta controllata la macchina e parlato con il testimone presente sulla scena, veniamo a conoscenza del fatto che la macchina si trovava sul luogo da un po’ di tempo e che il nome proprietario è Adrian Black, ha 32 anni, è sposato e nel baule del suo veicolo si trovano:

  • Una ricevuta di vendita di un maiale intero.
  • Un tubo pieno di sangue.
  • Gli occhiali dell’uomo.

Saputo l’indirizzo, a casa della vittima ci apre la povera moglie addolorata. Dopo una breve ricerca della casa scopriamo che il tubo trovato sulla scena del crimine è della caldaia appena installata a casa Black. Subito dopo essere entrati in camera poi, notiamo che i due coniugi dormono separatamente, che sul letto di lui si trova una valigia aperta e che è presente un biglietto per partire verso Seattle. Ancora più sconvolgente, è la dedica d’amore di una donna misteriosa dietro la foto dell’uomo. È quindi facile intuire che il matrimonio della vittima non fosse tutto rose e fiori, perlomeno di recente. Confermerà la moglie.

Ci troviamo così a seguire un’altra pista ed è quella di rintracciare al bar un amico di Adrian, che ci aspetta sorridente e con un comportamento da sbruffone: ci sembra quasi addolorato per la morte del suo collega, ma non ci da nessuna informazione rilevante sull’accaduto.  Su suggerimento del nostro collega, decidiamo quindi di pedinarlo fino a casa sua, vista la sua aria sospetta.

Ripercorrendo gli indizi trovati, quali l’infelicità matrimoniale e la sua sparizione, è ormai chiaro che il presunto omicidio è solo un bluff: Adrian Black è in realtà vivo e vegeto, si sta solo nascondendo per riuscire a partire tra qualche giorno e raggiungere il suo vero amore a Seattle.

Per quanto questa idea possa sembrare strana e terribilmente malsana, ci troviamo in un’epoca in cui l’adulterio poteva essere pagato con la prigione e i divorziati non erano mai visti di buon occhio, ma ne è valsa davvero la pena? Non per Adrian, che finisce in prigione con l’accusa di associazione a delinquere e frode.

 

Secondo caso: “The Consul’s Car” – “La macchina del console”.

Questa volta ad attenderci sulla scena del delitto c’è una macchina nera diplomatica da cui mancano una bandierina e le ruote. Troviamo tuttavia:

  • Il certificato di proprietà della macchina.
  • Una chiave inglese della Dewey Brothers.

Parlando poi con il testimone, scopriamo che le ruote sono staimageste rubate, insieme alla targa, da degli uomini ispanici che erano arrivati su una macchina rossa. Come chicca finale, veniamo in possesso della agenda di un certo Juan Francisco Valdez, contenente caratteristiche di varie persone e il numero per contattare William Dewey.

Chiamando la centrale per ricercare l’indirizzo del concessionario “Dewey Brothers”, veniamo a conoscenza del fatto che il signor Valdez ci aspetta alla centrale per denunciare lo smarrimento della sua macchina diplomatica. Si possono scegliere così due strade: o andare verso il concessionario o verso la stazione di polizia.

Alla Dewey Brothers, notiamo che la chiave inglese ritrovata sulla scena del delitto, è di Gabriel Del Gado e il capo della impresa ci lascia il suo indirizzo.

A casa sua ci apre Anna Rodriguez, la sua compagna; siamo liberi di perlustrare la casa per trovare:

  • La bandierina mancante della macchina sul tavolo della sala da pranzo.
  • La targa diplomatica nel suo capanno.

Parlando con Anna scopriamo dove si trova l’uomo e perché ha deciso di rubare l’auto: si tratta di un furto fatto solo per dimostrare il suo valore e per coprire il suo onore. Il caso qui finisce con l’arresto di Gomez che si dichiara apparentemente colpevole e manda a quel paese sia noi poliziotti che Valdez.

 

Terzo caso: “A Marriage Made In Heaven” – “Un matrimonio perfetto”.

Questa volta ci troviamo davanti ad un caso piuttosto particolare: un uomo viene investito davanti ad un bar. Si tratta di Lester Pattison, un uomo sposato che custodisce sul suo cadavere la certificazione dell’aumento della polizza sulla sua vita, richiesto dalla moglie.

Scopriamo tuttavia che la macchina che avrebbe dovuto ucciderlo ha cercato di frenare e che potrebbe non essere quella la causa della morte, sopratutto perché dietro al bar in un cassonetto, viene ritrovato un enorme coltello insanguinato.

Parlando con i testimoni sul luogo del delitto scopriamo che l’uomo sta litigando con la mqdefaultmoglie Lorna, qualche tempo prima della morte. Il bar in cui ci troviamo è gestito da Leroy Sabo, la cui intenzione è di mettere su una propria attività con la donna e di eliminare definitivamente Lester, che a quanto pare risulta scorbutico e violento.

Parlando con i due, a casa della donna, scopriamo che Lorna stava per chiedere il divorzio al marito e che aveva una storia con il suo prossimo partner economico. Finito l’interrogatorio, riceviamo una strana chiamata dall’obitorio che ci informa che la causa della morte non è l’investimento, ma un coltello.

È ormai chiaro che la coppia prima interrogata sia imputata nell’omicidio e tutto quello che ci resta da fare è arrestarla: non risulta così semplice perché in effetti ad andare in prigione non sarà nessuno dei due: a morire per prima sarà Lorna, uccisa da Leroy dopo avergli addossato tutta la colpa. L’amante, dal canto suo, verrà finito con un colpo di pistola da noi, costretti a sparare.

 

Quarto caso: “A Slip Of The Tongue” – “Un piccolo lapsus”.

Questo caso riguarda prevalentemente una macchina: ci raggiunge la segnalazione di un veicolo rubato, ma quando riusciamo a fermare il guidatore veniamo maxresdefaulta conoscenza del fatto che la vettura da lui posseduta è anche la stessa vettura da lui comprata: tutti i suoi documenti sono in regola.

Ha eseguito la compravendita al negozio di auto “Coombs Automobili”, parlando con il proprietario Richard Boombs, il quale ci mostra effettivamente tutti i fogli certificati. Scopriamo tuttavia che la macchina è stata venduta al concessionario da Jean Archer, una donna frettolosa, che accetta tuttavia l’assegno versatogli da Richard alla Bank of Arcadia.

Un’ultima notizia raggiuntaci è la tipografia che stampa tutti i moduli governativi, la Tipografia Marquee. Venuti a conoscenza delle ultime informazioni, la stazione di polizia ci contatta per rivelare la presenza di un certo James Belasco in stato di fermo, per un veicolo rubato.

Interrogando il sospettato, veniamo a sapere come lui fosse immischiato in una serie di sequestri di macchine in tutto il paese e anche sulla costa orientale, ma non è tutto: immischiato con lui nella faccenda ci sarebbe anche Jean Archer ( è possibile farli confessare, grazie alla visione dello stesso indirizzo falso sulle carte utilizzate da loro come pagamenti o prove ).

Scavando più a fondo, riusciamo a scoprire chi è il vero mandante di tutta questa messa in scena: Gordon Marquee. Come è successo? Grazie ad una lunga sparatoria, a diverse dichiarazioni e a delle prove consistenti, veniamo a conoscenza del fatto che il gestore della tipografia risulta essersi indebitato per 20’000 dollari.

Gordon, Jean e James finiscono tutti e tre in prigione.

 

Quinto caso: “The Fallen Idol” – “L’idolo Caduto”.

Questo risulta essere il caso più interessante e stimolante di tutto il Traffico. Dobbiamo indagare sull’incidente di una macchina avvenuto proprio vicino alla centrale dellaTheFallenIdol polizia: sul posto troviamo la macchina schiantata, era guidata da June Ballard, un’attrice famosa e al posto di passeggero si trovava Jessica Hamilton, una ragazzina con il sogno di approdare nel mondo del cinema.

Sulla macchina rimangono:

  • Un capo intimo strappato.
  • Una lettera per Jess da parte di sua madre che cerca di spronarla a tornare a casa.
  • Una testolina di gesso, che era stata appoggiata sul pedale dell’acceleratore per poter uccidere le sue donne.

Parlando con l’attrice veniamo a sapere che la donna pensa di essere stata drogata e ripone tutta la colpa su Mark Bishop, mentre sentendo la ragazzina ci viene rivelato che è stata abusata sessualmente.

Per scoprire qualcosa di più sull’incidente, decidiamo poi di seguire June per qualche isolato e la sentiamo parlare al telefono per sistemare la faccenda con il signor Bishop e che non ha intenzione di fargliela passare liscia.

Proprio per questo motivo ci fiondiamo a casa del magnate del cinema e troviamo tutta la casa rivoltata come un calzino e la moglie completamente impaurita. Nella casa recuperiamo:

  • Un assegno di 20’000 dollari alla signora Lorna Hopgood, moglie del fondatore dell’azienda produttrice di articoli di scena “Silver Screen”.
  • La foto di un vecchio set cinematografico.
  • Una foto di Mark Bishop con Marlon Hopgood.

Ci precipitiamo così allo studio Hopgood, dove scopriamo sia il luogo dove sono state prodotte le testoline di gesso, sia il luogo dove era stata portata Jess il giorno prima. Lo studio non contiene in se solamente una sala dove effettuare i “provini”, ma questi vengono anche registrati da una stanza segreta.

Prima di poter arrestare Hopgood per il suo sporco lavoro, veniamo raggiunti sia da un detective della narcotici, sia da due loschi figuri che cercano, proprio come noi, il signor Bishop. Per provare a depistarci cominciano ad inseguirci, ma riusciamo comunque a raggiungere il luogo dove si nasconde Mark.

Corriamo velocemente al set cinematografico visto nella foto e riusciamo a salvare la vita al signor Bishop – che era inseguito dagli scagnozzi mandati dalla signora June -, solo per mandarlo in prigione per quindici anni.


 

Con il successo ottenuto nei casi elencati, il nostro capo dipartimento si trova ormai costretto a promuoverci e passiamo velocemente alla Omicidi.

Per il nuovo riassunto dei casi, ci vediamo al prossimo blog,

Silvia.

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