Le mie peggiori cinque volte.

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Guardala, è solo una cucina. Lei non ti può mordere, magari ti può bruciare, tagliare e grattugiare a morte, ma non ti addenta, stai tranquilla.”

 

È questo quello che, una ragazza, si dice per sopravvivere in casa sua mentre i suoi genitori sono via e non ha la più pallida idea di come cucinare, perché non si può vivere solamente di scatoline già pronte o pane e prosciutto.

Così, nell’arco degli ultimi anni, ho imparato, a mio modo, a mettermi in gioco anche nella difficile arte della cucina e sono giunta ad una conclusione molto precisa: non sarò mai e poi mai uno chef stellare e posso solo sognarmelo Masterchef.

Quello su cui dovrei focalizzarmi non è tanto la bravura, quanto la commestibilità e se è presente quella non mi serve altro, ma per arrivare dove sono ora, per riuscire a creare un semi – decente piatto sono passata per molte strade e ho compiuto parecchi errori.


1. Quando sbagli già dalle basi.

Appena entri in un cucina, sai che esistono delle regole fondamentali che non possono essere mai infrante, pena la morte; un po’ come accendere una macchina, se non si spinge sul pedale della frizione, allora questa non parte.

Nella cucina, una delle tante dritte da seguire, consiglia e prevede che non ci siano oggetti infiammabili vicino alla postazione dei fornelli perché, sia mai che qualcosa possa prendere fuoco e dare il via ad un incendio, ma vallo a spiegare ad una bambina di otto anni il cui unico intento è prepararsi dei deliziosi e gustosi pop corn.

E così mi sono ritrovata a dare fuoco ad una scatola di fiammiferi, una scatola di fiammiferi. Voglio dire, neanche fosse stato un tovagliolo che prendi e butti nel lavello per minimizzare i danni, no. Sono una persona a cui piace strafare.

E niente, sono ancora viva per miracolo.

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 2. Come rovinare qualcosa di meraviglioso in due secondi.

Io e la pizza non abbiamo un buon rapporto, se si tratta di una mia preparazione. Ho provato e riprovato in tutti questi anni a creare qualcosa di decente con  un impasto già preparato, ma tutto quello che ottengo è qualcosa di o troppo crudo o troppo bruciato.

C’è questo tremendo ricordo nella mia mente: dopo aver invitato a casa mia un gruppo piuttosto consistente di amici, siamo finiti a mangiare patatine e pasta per la serata perché, a quanto è parso, tutte e quattro le pizze tirate fuori dal forno erano così terribili che nessuno ha potuto nemmeno guardarle da lontano.

Tuttavia c’è stata una volta in cui sono riuscita a preparare una pizza decente, sembrava bella cotta, morbida sulla crosta e la mozzarella si era sciolta bene sul pomodoro, poi mi è caduta per terra.

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3. Non risparmio nemmeno i dolci.

Ammettiamolo, quanto sono carine le torte di più colori? C’è stato un periodo piuttosto consistente della mia vita dove ho continuato a comprare coloranti a destra e a manca pensando che fossero cool e che sarei diventata il nuovo Buddy Valastro. Chiaramente, non ha mai funzionato.

Rimando però la memoria a quel giorno in cui mi ero impegnata tanto per creare una torta a due piani di diverso colore: uno giallo – che ovviamente era come se di colorante non ne avesse mai visto – e uno blu – che stranamente in cottura era diventato verde.

Una volta preparata la base e spalmata la crema centrale, lo strato superiore è caduto miseramente a terra insieme alle prediche e agli insulti di una mia amica. Alla fine, la torta è rimasta ad un solo strato e la crema è servita da guarnizione.

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4. Pollo.

Lo dichiaro, sono colpevole: io amo il pollo al curry. Rimane il mio piatto preferito da più di tre anni perché, ogni volta che lo provo mi rimangono nella bocca numerosi sapori piccanti. Lo mangerei per tutta la vita pranzo e cena. ( solo ad immaginarlo, mi è partita la salivazione veloce ).

Tanto adoro assaporarlo, quanto adoro cucinarlo. Non è per niente difficile, si tratta solo di infornare le verdure e cucinare in pentola sia riso che pollo.

C’è stata tuttavia una volta in cui, non curandomene troppo, sono riuscita a carbonizzare completamente tutta la carne che avevo preparato: avevo lasciato che il sughetto si asciugasse e che tutto il contenuto della pentola si bruciasse a dovere.

Quella volta, ho pianto dalla disperazione.

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5. Guarda che il sale esiste.

E fidatevi perché, se vi ritrovate ad avere cinque invitati a casa e tutti ti ricordano che nell’ acqua della pasta ci si deve buttare il sale, allora sai che qualcosa durante la preparazione è andato male.

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Ora non voglio farmi una così tanto grande pubblicità cattiva, ma bisogna sempre dire la verità, almeno a sè stessi.

Con il tempo tuttavia ho imparato a cucinare più decentemente e la trovo anche una attività rilassante e divertente da fare in compagnia.

Al prossimo blog,

Silvia.

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