Corri, corri bambina.

Corri, perché correre è l’unico modo per salvarlo.

Corri bambina: non fermarti a prendere aria, calibra il respiro e poni continuamente un piede davanti all’altro.

Non arrestarti davanti a un problema, sali quelle scale, segui con il movimento la loro forma che si attorciglia fino all’alto. Seguila perché, se tu ora non stessi correndo, quel suo particolare aspetto pomposo ti farebbe ridere più di qualunque altro. E chissà quanti ne ha fatti ridere prima di te!

Corri, sfiora con i piedi scoperti il velluto rosso poggiato accuratamente con su ogni scalino e aiuta la tua corsa con il corrimano, che ti fa spingere sempre e sempre più in alto in quella apparente infinita corsa.

Raggiunto il tuo pianerottolo ti fermi, lasci andare le mani lungo i fianchi e respiri affannosamente: lo hai calibrato bene il respiro nella tua corsa, ma questo non significa che tu ora non sia stanca e spossata. Rimani ferma nella tua posizione, mentre cominci a sentire il passo di qualcuno proprio dietro di te.

La figura ti si avvicina e ti sorride sollevata di vederti stare bene. Ti prende la mano, che si solleva a qualche centimetro sopra la tua testa e l’ultimo tratto che ti separa dalla tua camera alle scale lo percorrete insieme. Mano nella mano, nella tua poca sicurezza.

Chi ti ha accompagnato, infila qualcosa nella porta e te la socchiude appena davanti agli occhi per darti la possibilità di infilartici e correre ancora.

Non è un tratto così lungo, non è faticoso questa volta, sai che ce la puoi fare per ottenere quello che vuoi e quello che ti serve più di tutto il  mondo. Corri bambina, che al letto ci sei quasi arrivata: manca solo qualche passo.

Cattura

Riabbracci, dopo essertelo dimenticato sbadatamente nella camera dell’hotel, il tuo coniglio di pezza. Tuo padre, che ha deciso di seguirti fino al letto, si abbassa sulle ginocchia e  ti sorride, dandoti un bacio sulla fronte: solo Dio sa quanto fosse preoccupato quando ti ha visto correre via disperata nella hall. Dio solo sa come tua madre non sia morta dallo spavento.

Gli sorridi anche tu, pronunciando il nome del tuo peluche con un sorriso aperto e gli occhi chiusi. Ti scompiglia i capelli il babbo e ride per scaricare la tensione; dà un ultimo controllo alla stanza e ti riprende la mano, l’altra la usi per stringere il tuo ritrovato amico.

Vi dirigete verso la porta appena aperta che si chiude lentamente dietro di voi, tu il babbo e il tuo amato coniglio.

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