Say Something.

Sebbene abbia amato l’idea di poter scrivere un blog tutto mio e distaccarmi da quell’aspetto di finzione che mi ero creata qualche anno fa, non posso fare altro che apprezzare il duro lavoro che ho compiuto per arrivare dove sono ora.

Ho amato ogni anno che ho passato a scrivere di qualcosa di non mio e probabilmente quella mia fase non è ancora del tutto completata. Mi sembra quindi impossibile non parlarne anche qui, nel mio piccolo spazio di mondo che mi sto ritagliando.

Lascio per tale motivo in allegato una della mie storie preferite, una di quelle che ho tanto amato scrivere e il link per il mio sito, nella speranza che qualcuno sia interessato.

Buona lettura.


∼∼


1998

-Fred?- un sussurro esce impercettibile dalle tue labbra mentre lo vedi a terra. Senti le guance calde, ma non credi di esserti messa a piangere. Eppure dai tuoi occhi delle lacrime sgorgano una dopo l’altra e tu implori ai tuoi muscoli un’ultima corsa disperata. Sei stanca, la mano ha lasciato la bacchetta da tempo immemore, hai smesso di sperare anche che Harry potesse farcela, ma riesci ancora a metterti in piedi e correre verso il suo corpo steso.
I tuoi polmoni esplodono, la polvere ti cade negli occhi rendendoti difficile anche questo ultimo movimento e ti trovi ad arrancare attaccata ad una parete per riprendere fiato. Ti stacchi, senti le mani impastate di terra e sangue e ti senti sempre peggio. Hai il sangue di innocenti e assassini sulle mani e una voglia di dare di stomaco ti pervade, ma riesci a combatterla. Respiri a pieni polmoni mentre rallenti il passo e lì lo vedi. Fred Weasley è steso su un fianco mentre i fratelli accompagnano la sua morte con un pianto disperato. Storci le labbra in una smorfia, mentre le lacrime aumentano e tu cadi a terra di peso.
E’ morto.
Batti le mani contro il pavimento e senti il tuo cuore rimanere vuoto, non è ancora in pezzi. E’ come se il tuo corpo lo stia respingendo più di ogni altra cosa: i tuoi occhi vedono il suo corpo morto, ma non puoi accettarlo. Vi eravate promessi un incontro quando l’avevi salutato prima di partire con Harry e Ron e ora non puoi fare a meno di quello. Hai bisogno di lui più di quanto pensassi.
Vedi George alzare gli occhi su di te e tu rimani in silenzio, comprendendo il suo sguardo: probabilmente anche lui non riesce ad accettarlo, ma come te piange.
C’è stata solamente una occasione in cui li hai visti versare le lacrime insieme, nella speranza che Arthur Weasley non morisse dopo l’attacco di un serpente al quinto anno. Quel giorno sei stata tu a regalare a Fred il sorriso. Scuoti la testa pensando che quello sia un sogno, da quando lo conosci ti ha sempre dato più problemi che altro eppure te ne sei innamorata.

1995

Fred sta piangendo, mano nella mano con suo fratello. Senti i suoi singhiozzi nascere dal cuore e non fai altro che trovarti in pena per lui. Non piange tanto, ma quando sospira lo si sente chiaramente. Trasformi le tue piccole mani in pugni e le stringi contro le tue gambe.
Non puoi sopportare di vederlo in quella condizione. Non è mai successo che lui si facesse vedere fragile, quella sei tu  la maggior parte delle volte che litigate.
Lo osservi da lontano mentre Ginny si avvicina e gli appoggia una mano sulla spalla, anche lei troppo incapace per parlare.  Forse dovresti andare da Ron, dirgli che andrà tutto bene, ma non ne hai la forza. Quello che vuoi rassicurare è Fred.
Ti alzi, ti avvicini a lui e gli sorridi.
-Te lo ricordi Fred?- gli sussurri mentre i suoi occhi scrutano il tuo viso con una nuova luce. Ti senti ormai nuda davanti a lui, come se ti conoscesse meglio di ogni altro essere vivente.
-Cosa?-
-Quando al terzo anno mi hai chiesto di regalarti un sorriso?-
Sorride anche lui adesso mentre la sua mano corre a prende la tua per stringerla forte. Arrossisci un attimo ricordando l’episodio, ma resti lì davanti a lui. Ginny e George probabilmente non capiscono eppure voi non vi fate problemi.
-Me lo stai regalando?- ti chiede lui, facendo tornare il respiro calmo e rilassato.
Annuisci piano mentre gli altri due lasciano la scena e rimanete solo tu e Fred a farvi coraggio, probabilmente sei tu che non riesci a vederli perché ti sei persa ancora nei suoi occhi, ma la cosa non ti da fastidio.
-Dimmi qualcosa Hermione, dimmi che andrà bene.-
Gli posi un bacio sulla fronte, sentendolo rabbrividire.
-Andrà tutto bene Fred, te lo prometto.-
Ti prende la guancia e ti tira verso di lui, facendo in modo che il bacio sulla fronte diventi un bacio sulle labbra e tutto il mondo cade. La mano che ti rimane libera va a cadere proprio sopra la sua spalla e lui rimane ad accarezzarti la guancia fino a farti esplodere.

1998

Non avevi mai creduto nell’amore vero eppure già al quarto anno eri cotta di uno dei Weasley da far paura.
La prima volta che l’hai visto ti ha dato fastidio, la sua stupidità ti ha lasciato completamente a bocca aperta, ma non potevi frenare quel battito nel cuore. Era duro e faceva male sentirlo pulsare nel tuo petto quando lui non sceglieva te.
Lo sguardo che George ti regala diventa più straziante, quasi desiderasse essere lui al suo posto e tu ti fai avanti, ti alzi e, senza dare ordine al tuo corpo, ti ritrovi di fianco al ragazzo.
Ora lo puoi vedere: Fred Weasley, steso completamente con gli occhi chiusi è fermo sul pavimento; è freddo e bianco, nonostante tutta la polvere che gli è ricaduta addosso durante la battaglia.
Percy vi fissa e George ti prende la mano, sapendo di non poter tenere tutto il dolore dentro, come se tu non ne avessi già abbastanza.
-Fred?- sussurri ancora, più vicino all’orecchio mentre gli passi una mano sulla guancia gelida, -Dimmi qualcosa.- chiudi gli occhi impedendo ad altre lacrime di uscire.
Svegliati, svegliati brutto scemo.
Vorresti scuoterlo, piangere sul suo corpo con le mani sul suo petto, ma non lo fai. Ti limiti a sorridergli ancora una volta, rispondendo alla sua ultima smorfia di felicità stampata sul volto.

1993

-Granger, ti devo chiedere un favore.- Fred Weasley si avvicina malandrino alla poltrona sulla quale sei seduta.
Chiudi il libro che ti eri tenuta stretta sulle gambe e, a mala voglia, gli regali la tua completa attenzione. Lo conosci ormai da tre anni e non ti ha mai dato nessuna sorpresa: ti ha fatto arrabbiare, ti ha lasciato in imbarazzo, ma non è mai successo che lui potesse fare qualcosa di fuori dal comune. Come tu sei un libro aperto per lui, lui lo è per te. Sospiri.
-Fred?-
-Mi hai riconosciuto?- chiede alzando un sopracciglio e sorridendo.
-Ho tirato a indovinare.- dici cercando di sembrare il più disinteressata possibile.
-Allora sei proprio fortunata.-
Punti gli occhi al cielo e ti sistemi meglio sul divano sapendo che ormai non potrai mai continuare la tua lettura.
-Cosa vuoi?-
-George ha scommesso sul fatto  che tu non mi avresti mai sorriso.- comincia piano osservando il tuo viso, -Ma io gli ho detto che era impossibile, lo sa benissimo anche lui che tutti non resistono al mio fascino e sono qui per provarlo.-
-Vorresti da me un sorriso?- gli chiedi ridendo appena e scuotendo la testa, ricordando la sua stupidità.
-Ascoltami bene Granger, ne va del mio orgoglio.-
-E anche del mio.- dici chiaramente, riaprendo il libro e tornando a leggere, nella speranza che il ragazzo ti possa lasciare in pace.
Fred invece si avvicina, posa le mani sui braccioli del divano e porta il suo viso troppo vicino al tuo, talmente tanto che sei costretta ad alzare gli occhi del libro e incontrare, nel tragitto, le sue labbra. E’ un contatto veloce che entrambi terminate velocemente, ma tu rimani lo stesso senza fiato; lo fissi, mentre anche lui per la prima volta non sa cosa dire. Lo trovi impacciato, ma poi sorride. E’ un sorriso diverso da quelli che solitamente ti regala lui, ma non dai troppo peso alla cosa.
-Suppongo che potrò dire a George che mi hai sorriso… o preferisci far a sapere a tutti di questo?- ti chiede ridendo appena, mentre tu sprofondi nel tuo libro con le guance ormai tutte rosse.
Vorresti dirgli che non c’è stato nulla, ma non puoi negare l’evidenza che lui ti abbia rubato il tuo primo bacio.

1998

Non respira, non parla, non si muove. E’ quasi come un incubo.
-Sai Fred, ora mi sento così piccola, vorrei poterti sentire rispondere; vorrei poterti dire che le cose si sistemeranno, ma so che questa volta non è così. Ti avrei seguito, dovunque saresti potuto andare, ma così mi rendi le cose parecchio difficili.- gli dici e senti gli occhi ormai stanchi per le troppe lacrime versate. Stringi la mano di George che questa volta scoppia in un pianto disperato.
-Sarei venuto anche io, insieme a voi. Forse mi sarei sentito un terzo in comodo, ma quella era la fine che facevi sempre tu quando Angelina veniva a trovarmi.- sorridete entrambi, mentre lui continua a parlare stancamente, – Miseriaccia Fred, mi starai facendo sembrare una femminuccia ora.-
Sai benissimo che se lui ora fosse qui starebbe ridendo. Dio, la sua risata era proprio bella.
La prima volta che l’avevi sentita ti sei ipnotizzata e hai continuato a fissarlo per qualche minuto diventando tutta rossa quando lui se ne era accorto.
-Mi diresti che sono sporco da far schifo, ma cosa pretendi, anche tu  lo sei amico.- gli dice ancora il gemello, mentre le sue parole sono ancora interrotte dal pianto. Ora non sai quanto quel discorso possa valere, ma entrambi vi state sfognando come per te era già successo. Avevi già avuto quella sensazione di euforia, mista a paura nelle tue vene e dio, quella volta non dare ascolto alla tua mente era stata una delle cose più belle di questa terra.

1996

Fissi Fred dall’altro lato della stanza. Avete appena litigato per l’ennesima volta, ma è stata solamente colpa sua. E’ imbronciato e legge una delle riviste che ha appena trovato sul letto.
-Ti rendi conto che non si può più continuare così?- gli chiedi alzandoti e avvicinandoti.
-Forse è stato un errore Hermione.-
Lo guardi da vicino, mentre il suo sorriso diventa amaro e i suoi occhi più scuri.
-Un errore? Credi che questo sia solo un maledetto errore?- le tue parole sono ghiacciate, la tua mente non è più lucida, ma non sai come contrastare quel dolore.
-Non lo credo.- ti dice semplicemente prendendoti la mano, -Ma l’ho visto fare in una di quelle serie tv che ti prendono tanto. Ti ho visto mentre la guardavi e ti sei messa a piangere, pensavo che anche tu volessi qualcosa del genere.-
Apri la bocca per dire qualcosa, ma non riesci a trovare una parola peggiore di stupido e allora decidi di tirargli un ceffone.
-E questo?!- ti chiede massaggiandosi la parte colpita.
-Sei uno stupido Fred Weasley.- gli dici accarezzandogli la guancia.
-Lo so benissimo e ora farò una cosa ancora più stupida. Dio perdonami, ma non l’ho mai fatta.- ti sussurra gentilmente prendendoti per i fianchi e posizionandoti davanti a lui.
-Non oso immaginare.- gli dici ridendo appena mentre lui continua a fissarti sornione.
-Ho deciso di ingoiare il mio orgoglio, lo ammetto: hai vinto, io ti amo.- te lo dice schietto eppure il tuo cuore ha un balzo e ti sporgi verso di lui per regalargli un bacio.
-Non mi dici nulla?- ti chiede mentre entrambi cadete sul materasso dove tu puoi baciarlo meglio. Sdraiati uno sull’altro tu non vorresti fare altro che tenerlo stretto, ma devi staccare le labbra perché lui ti fissa sorpreso.
-Ti amo anche io Fred Weasley e ti odio per avermelo fatto dire.- glielo sussurri anche tu, mentre lui sorride e ti prende per i fianchi una seconda volta posizionandoti meglio e continuando a baciarti fino a farti sentire finalmente sua.

1998

George ti ha lasciato, avete deciso di trasportare il corpo nella Sala Grande e ora lui è andato da Angelina. Scuoti la testa mentre tutti i Weasley sono lontani e ti avvicini ancora una volta.
Ginny se ne è andata via, Molly non ha retto al colpo e Arthur ha cercato in ogni modo di compensare il suo dolore e aiutare la moglie. Ron l’hai perso tra la folla e non sai nemmeno come stia. I tuoi occhi cominciano a diventare ancora una volta umidi, ma prima di poter piangere sei già sul suo corpo.
-Dio Fred Weasley, speravo che tu potessi dire qualcosa, ma non posso pensare che le cose possano andare così lisce. Ho sempre pensato nella mia mente che  per noi non ci fosse una fine, che potessimo essere felici insieme, ma è conclusa. Vorrei tanto che tu mi rispondessi, vorrei tanto che tu mi dicessi qualcosa per andare avanti come hai fatto quando i miei genitori se ne sono andati. Dio, vorrei tanto…- ti fermi perché un singhiozzo ti blocca.
Ti avvicini alle sue labbra e lo baci ancora una volta, come se fosse la prima, la seconda e l’ultima e il tuo cuore esplode, lo stringi a te e piangi come avresti voluto fare prima. I tuoi singhiozzi rimbombano in tutta la sala, ma non puoi fermarti. Lo ami talmente tanto che non puoi smettere di pensare al vostro primo incontro, al vostro primo bacio, al primo vero appuntamento e la prima volta che avete fatto l’amore insieme. Gli prendi la mano mentre un boato ti sovrasta. Hai creduto che, dopo la sua morte, sarebbe finita, ma questa volta non riesci ad alzarti.
Hai perso tutte le energie che avevi in corpo e sei sfinita. Chiudi gli occhi, mentre il frastuono aumenta e il tuo cuore comincia a battere velocemente. Non avresti mai pensato di dover morire, ma ora non puoi fare altro che rimanere sdraiata di fianco a lui. Il freddo ti avvolge, non riesci a muoverti e nessuno pensa più ad aiutarti.
-Ti amo, Fred.- 

 

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