Le tremano le gambe quando Fred le si piazza davanti, durante la ronda. Si fissano per qualche secondo, senza fiato, ma con mille parole da dirsi. Rimangono a studiarsi, illuminati dalla luce dalla luce della luna che entra dalla finestra, nella speranza di non dimenticare quell'istante di tensione. Poi, il sassolino sotto il piede di Hermione le si conficca nella carne nuovamente, quando non riescono a fermare il loro desiderio, trascinandosi affamati verso la Stanza delle Necessità. Un’ultima volta, solo quella.

- Hai dormito bene ieri sera? - Harry si affianca alla più piccola Weasley, appena la becca in corridoio, mentre sta camminando da sola verso la prossima aula di lezione. Annuisce piano, sorridendogli, - Tu, tutto bene? - Ad Harry le parole muoiono in gola: ha dormito come se fosse stato in paradiso solamente perché lei era con lui. Comincia a torturare il libro che ha tra le mani, ma alla fine riesce a tornare in sé stesso, - Non ho mai dormito meglio. - Ginny ride e il Prescelto, è sicuro, che quella risata abbia avuto una lunghezza eterna, così lunga da permettergli di contare tutte le lentiggini sul suo volto. Distoglie lo sguardo, per evitare di arrossire e prende un bel respiro.

- Non mi sarei mai dovuta fidare di te. - accusa Hermione con il mano il nuovo collare che Fred ha comprato a Grattastinchi. - Io lo trovo appropiato. - storce il naso lui, trattenendo le risate e prendendo tra le mani la palla di pelo arancione. - Non gli metterò al collo questo.  - ride anche lei tuttavia, leggendo la scritta sul ciondolo, - “Non sono figo quanto il mio padrone.” - - Allora cosa ne dici se ci scriviamo, “Il mio padrone è figo quanto me”? -

Noi crediamo nell'aristocrazia, non in una aristocrazia di potere, basata sullo status sociale o sulla ricchezza, ma in un aristocrazia del sensibile del rispetto e del coraggio. I nostri soci ricorrono in tutte le nazioni, tra tutte le classi sociali da tempo e c'è una intesa segreta tra noi quando ci incontriamo.

Ho trovato una nuova droga, lo ammetto. La mia povera persona ha scoperto i drama asiatici e non posso, non ho proprio potuto tirarmi indietro. Sono così... perfetti, giusti, disagianti, divertenti.  E ne ho guardati il più possibile, con la ovvia consapevolezza che non finirà mai qui, ma che la mia passione continuerà finché essi verranno prodotti.  Ecco qui un primo piccolo riassunto di quello che mi è capitato di guardare, nella speranza che possa servire a qualcun'altro - oltre che alla mia imbarazzante memoria -. 

- Lei crede che sia davvero una buona idea? - la voce della signora McGranitt rimbomba nella stanza, mentre Albus Silente sorride pacato, appiattendosi i baffi folti. - Non le piace? - - È altamente contro le regole. - specifica lei, sfregandosi la mano sulla fronte. - Non se le regole le faccio io. - la risata del preside coglie di sorpresa Minerva, che si lascia poi andare ad un sospiro sofferente. - Ma lei se ne rende conto? Ritardi, litigi e innamorati in ogni angolo. Vuole trasformare la nostra scuola in un… - - Sai quante risate ci potremmo fare? -   - E quante vite rovinare? - ribatte Minerva di nuovo, togliendosi il cappello, che tutto ad un tratto le sembra essere così pesante. - Io penso che sia un ottimo modo per… - Albus alza gli occhi sul volto della sua sottoposta, ma non riesce a finire la frase. - Per squilibrare gli animi? Per aumentare le ore di servizio di tutti noi professori? - I capelli della donna, prima raccolti in un garbo chignon, si sono ormai lasciati cadere sulle spalle, sconfitti e stressati anche loro.